Mocassino

Modello di calzatura. Fra tutti e di tutti i tempi, è quello dal successo imperituro. Nato fra gli indiani del Nordamerica come suola in pelle flessibilissima che si alzava sui fianchi fasciando lateralmente il piede, era e resta la scarpa più comoda che si possa indossare. La sagomatura viene realizzata con una cucitura sul tallone, la parte anteriore che copre le dita viene chiamata centrino o vaschetta, la fascia prima della linguetta sul collo del piede mascherina. La sua costruzione è il contrario di quella delle altre scarpe, in cui la tomaia copre la punta, il collo e il calcagno per scendere al sottopiede dove viene fissata. Esiste anche il modello montato o finto mocassino, costruito normalmente con tomaia unita al sottopiede. Quello detto tubolare, invece, può essere costruito senza suola, senza sottopiede o addirittura senza entrambi: la suola è costituita da tomaia e fodera unite insieme o addirittura dalla sola tomaia. Si tratta di un modello naturalmente estivo, da indossare senza calze, da molti definito proprio per questo anche caprese. La storia di questa calzatura è in parte legata agli studenti che ne hanno sempre fatto largo uso. Negli anni ’20 fu quasi l’emblema degli universitari americani. Negli anni ’60, i ragazzi italiani calzavano solo college blu e amaranto, spesso con un penny infilato nella mascherina, mentre mocassini in pelle martellata e dall’aspetto più robusto hanno caratterizzato gli yuppie degli anni ’80. Fra i marchi storici Quintè di Milano e Gucci che ha lanciato la staffa dorata. Nel decennio ’90, Tod’s ha rilanciato il mocassino da guida, quello, per intenderci, con i gommini sulla suola.