Mifur

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MIFUR

Salone internazionale della pellicceria e della pelle. Nasce nel 1996, per iniziativa dell’Associazione Italiana Pellicceria, con lo scopo di promuovere gli scambi commerciali tra gli operatori del settore e di sostenere l’immagine dei prodotti sul mercato. La fiera è esclusivamente rivolta alle aziende italiane ed estere, di natura industriale, commerciale e artigianale, ma anche a consorzi, enti, associazioni, organizzazioni e stampa specializzata. Mifur si svolge nei padiglioni della fiera di Milano, in concomitanza con altri importanti eventi dedicati alla moda invernale: Mipel e Micam (che hanno luogo nella sede di Rho).

Mifur rappresenta la principale vetrina italiana in fatto di pellicceria, abbigliamento in pelle, materie prime, accessori e macchinari. Per 5 giorni Milano diventa la capitale della pelliccia. Il Mifur, che ha anche una sezione vintage degli anni ’50 e ’60, chiude con una sfilata collettiva delle aziende più importanti. Esotismo e artigianato, lusso e comfort nelle proposte da tutto il mondo, che coprono una gamma molto ampia di pellami, lavorazioni e modelli. Dai materiali più rari, come il rospo e il pesce lupo, alle lavorazioni a telaio per trattare i pellami come tessuti.Oltre alla mera attività fieristica, vengono organizzati anche un fashion show e diversi eventi collaterali con lo scopo di far interagire gli attori economici con la stampa, gli opinion leader e il mondo politico.

La manifestazione è suddivisa in diversi settori espositivi quali B.box, dedicato ai capi in pelle, ai tessuti tecnici bordati e ai piumini; Crossover, dedicata ai capi caratterizzati da estrema qualità, la cura per il dettaglio e il rispetto per le tradizioni; Glam Av, sezione per le aziende iscritte alla Camera Nazionale della Moda, per la ricerca e i nuovi stili; K point area dedicata alle pelli, accessori, bottoni, modelli, macchinari e le tecniche di lavorazione delle concerie. Dal 2012 si aggiunge Fur Mania, sezione dedicata all’accessorio in pelliccia. Mifur organizza ogni anno, in concomitanza con la manifestazione, una sfilata di giovani designer emergenti che hanno lavorato con la pelliccia: Remix.

La settima edizione nel 2002 del Mifur è terminata, con un dato positivo di affluenza: 250 espositori e circa 12 mila compratori e presenze specializzate. In particolare, le aziende intervenute per la prima volta sono state 6.113 (2.389 estere e 3.715 italiane) contro le 4.888 registrate nell’edizione 2001 (1.742 straniere e 3.146 del nostro paese). Buoni riscontri dagli Usa (122 aziende contro 109 del 2001) e dalla Russia (260 contro 148). Sono aumentate, inoltre, le presenze da Turchia, Corea, Francia, Germania e Azerbaijan. Anche dal mercato giungono segnali incoraggianti: il fatturato del settore pellicceria nel 2001 è stato pari a 2.302,36 milioni di euro, in aumento dell’1,9 per cento sull’anno precedente. La quota realizzata con l’export è stata del 15 per cento sul totale. La manifestazione si è arricchita con una serie di eventi: in particolare una sfilata, Sense of Winter, e una serata sul tema The mirror of fashion –A fur photoshoot, a cura dell’Associazione Italiana Pellicceria e di Saga Furs, l’associazione che riunisce i produttori di pelliccia scandinavi.  Nel 2002, il settore pelliccia ha visto la sua performance più importante degli ultimi 10 anni con un fatturato di 2.563 milioni di euro, e un incremento dell’11,3 per cento sul 2001 (la cifra più bassa si era registrata nel ’99 con 1.643 milioni) in controtendenza sul settore abbigliamento. La produzione italiana, per il terzo anno consecutivo, ha aumentato l’export: nel 2002, ha raggiunto 265,21 milioni di euro (più 18,1 per cento sul 2001). Sono salite anche le importazioni (più 11,7 per cento) per 289 milioni di euro. Gli addetti ai lavori sono circa 46.100. La ottava edizione Mifur ha registrato la presenza di 270 espositori e 12.000 buyer. La novità di quest’anno, decisa dall’Aip (Associazione italiana Pellicceria), è l’etichettatura di ogni pelliccia, per far chiarezza sulle accuse di usi abusivi di razze protette o addirittura domestiche. Ogni pelliccia porterà scritto sull’etichetta il nome scientifico in latino dell’animale usato, consigli per la pulitura e il nome del produttore.

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