Micam-Shoevent

Mostra internazionale delle calzature, la più importante nel panorama mondiale. Si tiene ogni sei mesi a Milano e Bologna. Presenta le nuove collezioni delle imprese leader sul mercato mondiale. Il suo “peso” si riassume in queste cifre: mediamente 1100 espositori con la partecipazione delle imprese italiane ed estere (circa 100) più rappresentative del settore (ai 20 stilisti stranieri che più fanno tendenza è riservato lo spazio Visitor); 20 mila compratori italiani e 8 mila provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Estremo Oriente. Quasi 34 mila visitatori, di cui 20.206 italiani e 13.648 stranieri, con un incremento totale del 4 per cento rispetto a settembre 2001, sono intervenuti al Micam, che si svolge da quest’anno solo alla Fiera di Milano. È un’edizione record: 1229 calzaturifici, di cui 180 esteri. È un segnale positivo in un anno fortemente negativo: i dati relativi al 2002 sono fra i peggiori degli ultimi dieci anni. Saldo commerciale a quota 4.295 miliardi (meno11 per cento in valore e meno 33 in quantità rispetto al 2001). L’export è calato dell’8,4 in quantità e del 5,7 per cento in valore. All’estero sono state vendute 303 milioni di paia di scarpe (28 milioni in meno rispetto al 2001). In allarmante ascesa le importazioni, con 208,6 milioni di paia: più 9,9 per cento in quantità e più 7,4 per cento in valore. &Quad;2003, marzo. Presenti 1.254 aziende, di cui 203 straniere (solo nell’area Visitor gli espositori sono saliti da 30 a 50). 31.523 il numero dei visitatori. Incoraggianti soprattutto le presenze straniere: 12.030 compratori (più 5,8 per cento rispetto a marzo 2002), in particolare da Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Belgio e Olanda. Stabili le posizioni di Usa e Russia, insieme ai paesi dell’Europa dell’Est. Deludente l’afflusso dal Far East, e ovviamente in netta flessione le presenze dall’Estremo Oriente, causa Sars. Micam è stato il primo appuntamento fieristico dopo l’annuncio della guerra all’Iraq, giunto in un momento già difficile con un calo della produzione del 4,4 per cento in quantità e del 1,5 in valore.