Mib

Manifattura Italiana del Brembo. Fondata nel 1969 e conosciuta nel mondo anche soltanto con la sigla, la conceria italiana per pelli da pellicceria, situata a Pontirolo Nuovo, in provincia di Bergamo, di proprietà della famiglia Carminati e diretta da Roberto Scarpella, è un’azienda che ha i propri capisaldi nell’avanguardia della tecnica e nel rispetto delle più rigide norme ecologiche. La sede, che si estende su una superficie coperta di 25 mila metri quadrati e nella quale lavorano 230 dipendenti, si trova in una costruzione centenaria, restaurata conservando le strutture originarie ma avendo, nello stesso tempo, ben presenti le necessità di un’impresa moderna. Sono stati attuati tutti i sistemi che permettono di operare in armonia con la natura, tenendo sotto costante controllo la depurazione delle acque, dell’aria e il filtraggio di qualsiasi tipo di emissione. Si lavora in un’atmosfera sana e piacevole; sono stati realizzati, anche in collaborazione con la consorella Htp, High Tech Processings, macchinari e procedimenti di alta tecnologia, che fanno naturalmente ricorso al computer. Con tutto questo, si è salvaguardato il valore della manualità, prezioso completamento di quella ininterrotta ricerca che si è messa al servizio della moda e che ha dato vita a un flusso di innovazioni alle quali va riconosciuto un ruolo fondamentale nella trasformazione della pelliccia. Tante e tante invenzioni, che sono spesso contraddistinte da nomi specifici e significativi, e la cui validità è dimostrata dal fatto che non scompaiono, ma tornano, a varie riprese, d’attualità, magari modificate o mescolate tra di esse. Dallo stabilimento della Mib, sono usciti, anno dopo anno, il nappato, le stampe, il mélange, le colorazioni Milleluci, la fotoscolpitura, il Top Line che sovverte le tradizioni di concia, i colori ecocompatibili, ovvero le tinte della natura e della sicurezza; la pelliccia non pelliccia, reversibile, doppiata con i materiali più diversi e lavorata dalla parte del cuoio in infiniti modi; le rasature, le decolorazioni, il brinato, il dorsato, lo spuntato, le sfumature, le brinature dorsate e le dorsature brinate; e, ancora, lo Stone-Dye, che prevede una miscelazione inconsueta di tinte, come sui tessuti, e il Dual Band, che gioca sul contrasto tra i colori del fondo e della punta. Un ricco elenco che, senza la pretesa di esaurire l’argomento, può essere chiarito con alcune delle lavorazioni che nel nuovo millennio hanno reso sempre più particolare la pelliccia. Trionfo delle rasature velluto, cachemire e perfino seta (si arriva a zero millimetri!), delle decolorazioni estremamente naturali (anche quelle in stampa, dette Stone-Printing) e, per la voga imperante della reversibilità, delle “impressioni di cuoio”; ritorno dell’interesse per gli effetti batik con gli Stone-Dye e per l’arricciatura fatta sul pelo epilato e magari unita a rasature e motivi che lo disegnano ancora di più. E, su tutto, la “nuova concia”, che richiama lo storico Top Line e identifica un articolo certificato secondo le norme Uni-Icec: le pelli sono accompagnate da un’etichetta con le diciture “pelle da pellicceria a basso impatto ambientale”, “pelle di qualità certificata” e “pelle conciata in Italia”. Siamo nella più pura tradizione di ecologia, qualità e valentia Made in Italy della conceria bergamasca, che nella sua sede, caratterizzata da razionalità moderna ed eleganza antica, ha fatto spazio al Mib Design Center, aperto ai giovani (e non soltanto) appassionati di tutto il mondo per una ricerca “sempreverde” che sappia osare e trovare “l’idea” da sviluppare con fiduciosa tenacia per creare una pelliccia ancora e ancora più speciale.