Man Ray

pseudonimo di Emanuel Radnitsky (1890-1976). Artista e fotografo. Linea, colore, consistenza e soprattutto sex-appeal: questo il segreto delle sue fotografie di moda che, influenzate dal suo lavoro artistico (dadaismo e rayografie), sono state profondamente innovatrici. Il mestiere lo inizia a Parigi dove approda nel 1921 da New York e dove, tramite Gabrielle, moglie del pittore Francis Picabia, conosce lo stilista Poiret che lo invita a fotografare i suoi modelli e gli apre le porte di Worth, Lanvin, Boulanger, Mainbocher, Premet e Redfern. Nel ’25 pubblica sul numero inaugurale dell’edizione francese di Vogue, per la quale lavorerà sino al ’30, una serie di immagini scattate al Pavillon de l’Èlégance al Grand Palais, in cui gli abiti sono posati su manichini di legno, in modo da conferire all’insieme un’atmosfera surrealista. A partire dal ’30, comincia la sua collaborazione con La Femme de France, Fémina, Beauté. Nel ’34, su invito di Alexey Brodovitch, avvia la sua collaborazione con Harper’s Bazaar. Tra le sue immagini più famose, la serie riguardante i copricapo africani del ’37, nata da un’idea di Nusch Eluard, la moglie del poeta. Dopo la guerra, Man Ray abbandona completamente la fotografia di moda per dedicarsi esclusivamente alla ricerca artistica.