Mammini

Sartoria italiana specializzata in abbigliamento per equitazione. È a Roma, in via del Corso. La sua storia comincia alla metà dell’800 a Pisa con Attilio Mammini, già noto per essere stato il sarto di Giuseppe Mazzini. A quei tempi, l’attività dell’atelier non era ancora mirata al guardaroba per cavalcare. La svolta si ebbe tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, quando si cominciò a montare in modo diverso e vennero accorciate le staffe. La gamba era più piegata in sella e, quindi, il pantalone dovette diventare a sbuffo. Pericle Mammini, il figlio di Attilio, decise di modellare i calzoni dei cavalieri per facilitarne l’assetto. Nel ’29, la famiglia, su consiglio del principe Odescalchi, decise di aprire anche a Roma. La prima sede si trovava a poca distanza da piazza Santi Apostoli. Fino agli anni ’40, la sartoria fu in grande auge fra gli ufficiali di cavalleria. Era fornitrice di Casa Savoia. La notorietà di Mammini si basava sulla sapienza sartoriale e sulla scelta dei tessuti pregiati. Per confezionare i pantaloni a sbuffo venivano scelte (avviene tutt’oggi, nonostante l’attività sia molto ridotta) covercoat e cavalry twill, per l’estate si lavorava con il cotone e il fustagno scamosciato. Gary Cooper, di passaggio a Roma, si fece confezionare pantaloni di pelle francese e parecchie giacche. Anche Marlon Brando ed Elizabeth Taylor erano clienti affezionati così come l’imperatrice iraniana Soraya che ordinava completi da amazzone. La sartoria ha servito campioni e gentleman rider, come i fratelli Piero e Raimondo D’Inzeo e Graziano Mancinelli. È ancora oggi tra le pochissime in grado di fare su misura giacche da concorso ippico e da caccia alla volpe.