Luisa Spagnoli

Industria di confezioni fondata all’inizio degli anni ’30 dall’omonima imprenditrice italiana. Inizialmente, produceva solo maglieria esterna sotto il marchio Angora Luisa Spagnoli. Dopo vent’anni di fiorente attività, nel ’52, il marchio si è semplificato trasformandosi in quello attuale, mentre la produzione si è estesa fino a comprendere, oltre a ogni tipo di maglieria, anche abiti per donna di tipo classico e sobrio, fino a una linea più giovanile creata agli inizi degli anni ’90 da Nicoletta Spagnoli, una bisnipote della fondatrice. In realtà, l’estro e la capacità organizzativa di Luisa Spagnoli non si cimentarono subito con lo stilismo, ma con le caramelle e i cioccolatini. Prima di avviare, nel ’28, un fiorente allevamento di conigli d’angora nel giardino della sua villa in Umbria, aveva iniziato la sua brillante carriera imprenditoriale nel 1919 lanciando nel mondo una fra le maggiori firme dell’industria dolciaria italiana, la Perugina. Ma il successo del famoso Bacio non le bastò. Attraverso la lana d’angora, si diede alla moda. In poco tempo, le sue creazioni spopolarono nelle più eleganti boutique italiane. Quando, nel 1935, morì, il suo marchio era già conosciutissimo anche in Usa e l’azienda, lasciata nelle mani prima del figlio Mario e poi di Lino Spagnoli, aveva già spiccato il salto che, dall’apertura della prima bottega a Perugia nel ’40, l’ha portata a conquistare il record italiano dei negozi diretti, 140 in tutto il paese a fine secolo. La figlia di Mario Spagnoli portava il nome della nonna e ne ha rinverdito la fama ma su un versante del tutto diverso. Scrittrice, giornalista e protagonista della vita intellettual-mondana della Roma anni ’60 e ’70, è autrice di Lunga vita di Giorgio De Chirico pubblicato da Longanesi, un delizioso e graziosamente irriverente libro su De Chirico nel privato. Conseguito un fatturato di 174 miliardi di lire (più 9,4 per cento) e un utile netto di 10,6 miliardi. La catena di negozi è costituita da 145 punti vendita, dislocati nelle principali città italiane. Ha 700 dipendenti, di cui 500 nei negozi. &Quad;2001, maggio. L’azienda si rinnova per raggiungere un target più giovane. Nicoletta Spagnoli, amministratore delegato e bis-nipote di Luisa Spagnoli, fondatrice dell’azienda dichiara: “All’inizio abbiamo avuto qualche perplessità a cambiare i nostri prodotti che da sempre si sono rivolti a un pubblico “classico”. Poi, abbiamo cominciato a sperimentare un graduale rinnovamento e il pubblico più giovane ha accolto il nostro messaggio”.  “Cambiare nel segno della tradizione” è il must in casa Spagnoli: niente acquisizioni, niente Borsa, niente nuovi manager. Un caso, dunque, per certi versi anomalo nel panorama attuale del made in Italy. Debuttano un profumo e una boutique a New York.  La maglieria continua a essere il punto di forza, cui si sono aggiunti gli accessori coordinati. La trasformazione dell’azienda coinvolge anche il restyling dei 145 punti vendita.