Liu Jo

Liu Jo. Azienda di abbigliamento italiana che nasce attorno alla metà degli anni Novanta grazie ai fratelli Marco e Vannis Marchi a Carpi con una collezione di maglieria.

In breve tempo viene ampliata la produzione e introdotta la linea LIU JEANS, viene rafforzata la presenza sul territorio nazionale con l’apertura di diversi punti vendita e attorno agli anni 2000 si assiste all’inaugurazione di monomarca in Italia e all’estero.

Immediata la reazione creativa dei fondatori che dal 2000 al 2005 lanciano nel mercato nuove collezioni, una linea dedicata alle bambine LIU JO JUNIOR, una linea di accessori, la collezione Ajay dedicata alle donne curvy e una linea maschile.

Il successo continua. Debuttano nel mondo delle licenze la linea Baby dedicata alle bambine dagli 0 ai 5 anni, la collezione Luxury fatta di gioielli, la linea Underwear e Beachwear e la linea LIU JO Casa, dedicata all’arredamento.

Kate Moss adv Liu Jo 2012

Nel 2008 altre novità per l’azienda di Carpi che vede l’introduzione della linea icona del brand, la LIU JO Bottom Up e la linea Shoes che vanta come testimonial della campagna la top model Kate Moss.

La rete distributiva LIU JO conta, al 2010, più di 190 punti vendita monomarca e circa 4500 multimarca nel mondo garantendo al brand la presenza in oltre 33 paesi dall’Asia all’Europa.

Dal punto di vista economico finanziario, l’azienda passa da un fatturato di 91 milioni di euro nel 2005 a 230 milioni di euro nel 2010 con un utile netto che sfiora i 36 milioni di euro e conta più di 390 dipendenti.

Anche il 2011 si apre all’insegna di nuove inaugurazioni permettendo, al marchio, di raggiungere una più ampia fetta di mercato. In aprile, la griffe conquista il Medio Oriente aprendo un flagship store a Taipei, grazie all’attività della filiale Liu Jo Asia Pacific. Segue, successivamente, un nuovo concept a Roma che si sviluppa su una superficie di 150 m².

Jourdan Dunn e Karlie Kloss Star nella campagna Liu Jo Autunno Inverno 2016

Nel 2012 la griffe italiana lancia la sua prima collezione di piumini dal nome “Les Plumes de Liu Jo”. La linea, femminile e glamour, è composta da 24 modelli realizzati con 5 materiali  differenti (con maggior risalto al nylon) e 8 tonalità di colore. Nello stesso anno, Liu Jo conquista il cuore dello shopping milanese aprendo il più grande flagship store (a cui fa seguito un retail a Barcellona) in corso Vittorio Emanuele. All’interno della boutique, tutte le collezioni, ossia: Liu JoLiu Jo Jeans Women e Men, Liu Jo Accessories, Liu Jo Shoes, Liu Jo Underwear e Beachwear e Liu Jo Junior. L’apertura è stata permessa grazie ad un 2011 chiuso con segno positivo, con 265 milioni di euro di fatturato e un  Ebitda di 48 milioni.

Il 7 marzo del 2013 anche Liu Jo entra nel mondo dell’e-commerce, annunciando, inoltre, anche il restyling del sito. Questa mossa permette di superare qualsiasi confine riuscendo a raggiungere, con un colpo di clic, paesi come Francia, Spagna, Germania, Austria, Polonia, Belgio e Olanda. Il 2013 segna anche il debutto nell’eyewear grazie ad un accordo di licenza globale con Marchon. Le linee di occhiali da vista e sole, dedicate alla donna, sono distribuite a partire dal gennaio 2014 nei monomarca della griffe e in selezionati negozi.

Nel 2014, il brand lancia la sua prima fragranza Liu Jo grazie a Perfume Holding. Il profumo è creato per una donna contemporanea che ama indossare note fresche e delicate.

Il 2015 conferma il trend positivo dell’azienda carpigiana con un turnover di 307 milioni di euro e un ebitda al 16% del fatturato. La crescita sostanziale si attribuisce alla forte presenza sul mercato estero. Nello stesso anno, infatti, si aggiungono nuove aperture in Germania e Francia.

Kendall Jenner adv 2020

Il 2017 si ridisegna l’assetto societario, razionalizzando la governance. L’operazione, che si aggira attorno ai 130 milioni di euro, prevede che Vannis Marchi esca dal consiglio di amministrazione, rimanendo azionista con il 10% della società. Alla guida dell’azienda Marco Marchi, già direttore creativo del brand, ora amministratore unico con il restante 90% di quote. Il 2017 vola con fatturato a +8% a quota 328 milioni di euro.

Sostenibilità è la nuova frontiera della griffe. Il 2019, infatti, si apre con una importante collaborazione con Candiani Denim. Nasce la prima capsule sostenibile, completa di 13 capi prodotti con la tecnologia Kitotex, capace di ridurre l’impiego di acqua, sostanze chimiche ed energia, nel processo produttivo. Ciò è reso possibile grazie al chitosano e mediante l’innovativa tecnologia Indigo Juice sviluppata in Candiani, che riduce lo spreco di acqua ed energia nella fase di lavaggio. Le novità per l’azienda non terminano qui. Nello stesso anno, infatti, Marco Marchi acquisisce il 100% di Blufin, fondando la holding Eccellenze Italiane.

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