Lino

Una delle più antiche fibre vegetali, conosciuta fin dalle prime civiltà lacustri risalenti al 6000 a.C. Dalle popolazioni dell’Asia centrale e occidentale si diffuse in India e in Egitto ove venne consacrato tessuto regale e destinato alla confezione delle vesti di sovrani e sacerdoti. Per secoli, è stato associato a rituali divini. Sono avvolte in bende di purissimo lino le mummie dei faraoni, così come di lino è anche il lenzuolo della Sacra Sindone. Dal Linum usitatissimum, (della famiglia delle linacee che annovera più di 200 specie) si estraggono fibre destinate alla filatura, alla tessitura e grani oleosi impiegati a scopi medicinali e industriali. Il filato ottenuto è lungo e robusto, liscio e lucente: a seconda della sua finezza si realizzano tessuti rustici e di aspetto grezzo, oppure morbidi e leggerissimi. In relazione al peso e all’armatura, sono destinati alla confezione di biancheria per la casa, di capi per abbigliamento intimo o esterno. Fibra estiva per eccellenza, apprezzata per la freschezza, la traspirabilità, il potere isolante, le qualità anallergiche e la resistenza alla tintura, era il caposaldo del guardaroba estivo all’inizio del secolo sino agli anni fra le due guerre. Ha risentito nei decenni ’50 e ’60 di una notevole crisi commerciale, ma, attraverso la riscoperta, nel prêt-à-porter, della moda anni ’30, è ritornata in auge anche in mischia con altri filati e rinnovata nell’aspetto attraverso finissaggi non tradizionali.