Liberman

Alexander (1912-1999). Art director, fotografo e scultore russo naturalizzato americano. Nel 1943, diventa direttore artistico di Vogue. In questo ruolo si distingue per la capacità di scoprire e di addestrare nuovi fotografi, per l’apertura della rivista ad articoli di carattere letterario e per l’attenzione agli eventi drammatici di quegli anni. È il ’62 quando diventa direttore editoriale del Gruppo Condé Nast: oltre a Vogue, passano sotto il suo controllo Mademoiselle, Glamour, House and Garden, Travaller, Details, Allure e Vanity Fair. Manterrà questa carica e questa responsabilità sino all’82. Liberman aveva alle spalle studi di matematica, filosofia e architettura a Mosca, Londra e Parigi, dove, nel ’30, si era diplomato alla Scuola di Belle Arti. Prima di emigrare a New York e di approdare a Vogue, come assistente del direttore artistico Agha, aveva lavorato nell’atelier del cartellonista Cassandre e nella redazione di Vu di Lucien Vogel. I suoi impegni editoriali non lo distolsero mai dalla passione per la scultura e la fotografia. Nel ’59 espone le sue opere al Museo d’Arte Moderna di New York e, nel ’61, al Museo delle Arti Decorative di Parigi. Ha pubblicato nel ’60 il libro The Artist in his Studio e nel ’95 Then Photographes 1925-1995.