Lenglen

Suzanne (1899-1938). Tennista, vincitrice del torneo di Wimbledon. Per lei, Patou disegnò abiti da tennis. Nasce e vive a Parigi, fra la villa di campagna di Marest sur Matz (Compiégne), Nizza e di nuovo Parigi, dove morirà di anemia perniciosa. “Più ammirata di Sarah Bernhardt, più desiderata di Joséphine Baker, più elegante di Anna Pavlova”, scrive di lei, con qualche eccesso il suo unico biografo, Gianni Clerici (La diva del tennis, Rochevignes Ed. 1984, Paris). Campionessa europea a 15 anni nel ’14, Suzanne si impone nel primo Wimbledon del dopoguerra (’19), e, sempre a Wimbledon, vincerà a ogni partecipazione sino al ’25, con l’eccezione di una assenza nel ’24. Nel ’26, prima tennista in assoluto (maschi inclusi), diverrà professionista debuttando al Madison Square Garden di New York, e intascando 100 mila dollari per una tournée di 4 mesi in Usa. Fu la prima tennista ad abbandonare il busto, a giocare con abiti lievi, sottana al ginocchio spesso plissé, calze disinvoltamente trattenute da un elastico alla coscia. Mise in voga un turbante di seta, spesso colorato in tinte leggere, così come i golf cardigan che indossava durante il riscaldamento (in tinta col turbante). Chiese a Patou di produrre abiti da tennis, che indossò e propagandò, ben inteso contro le leggi del dilettantismo di quei tempi.