Lee

Jimin (1967). Stilista coreana dalla vocazione vagabonda: cresce nelle Filippine, studia a New York e a Parigi, poi nel ’94 si sposta a Hong Kong, dove per 6 anni lavora da Joyce Ma, firma della distribuzione di abiti di lusso. Dopo questa esperienza, ritorna a New York dove apre la prima boutique e, successivamente (siamo nel 2001), si spinge a Seul dove ne inaugura una seconda. Sorriso aperto, curiosa del mondo, la sua moda è un mix di Oriente e Occidente, usi, costumi, tradizioni. Rituali, atmosfere che entrano nel quotidiano. Libere invenzioni ispirate alle arti marziali e ai monaci buddisti: prerogativa del suo stile è appunto mescolare frammenti di tradizioni etniche e misticismo, senza tralasciare un continuo gioco di maschile e femminile, di declinazioni semplici e sofisticate, anche eccentriche.