Laura Ashley

Marchio inglese di tessuti e d’abbigliamento dal 1954. Dietro, gli stanno la creatività e il senso imprenditoriale di Laura Mountney (1925-1985) e di suo marito Bernard Ashley. Vivacchiano per sette anni a Londra. Nel ’61 si trasferiscono in Galles e tutto comincia a girare. L’atmosfera campestre e romantica che li circonda suggerisce a Laura il suo primo capo d’abbigliamento: un top con maniche corte in cotone ispirato a una camicia da giardiniere. Da allora il tema floreale ha sempre accompagnato i suoi successi: dagli scamiciati da portare con camicie a collo alto ai vestiti in stile edoardiano con volant, corpetto aderente e maniche a palloncino. Oltre all’abbigliamento, la stilista è famosa in tutto il mondo per aver lanciato uno stile country chic: dalla carta da parati alle lenzuola, passando per i tessuti d’arredamento. Oggi ha negozi in tutto il mondo e un catalogo di vendite per corrispondenza. (Eleonora Platania) &Quad;2002, maggio. Si chiude l’anno con un fatturato aumentato del 7 per cento a 448,4 milioni di euro e un utile ante-imposte diminuito del 9 per cento. &Quad;2002, maggio. Laura Ashley evidenzia le difficoltà incontrate nell’esercizio appena concluso, rimarcando la diminuzione delle vendite dell’abbigliamento. Tiene, invece, il core business, l’arredo da casa, sul quale l’azienda ha deciso di puntare, ristrutturando la rete distributiva. &Quad;2003, gennaio. Il marchio britannico annuncia di chiudere 35 store in Europa, il che comporta l’uscita dal mercato tedesco e un ridimensionamento in Olanda, Belgio e Francia. &Quad;2003, maggio. Nell’anno fiscale conclusosi il 25 gennaio, l’azienda britannica ha conseguito un risultato economico pre-tasse negativo per 4,9 milioni di sterline (86,8 milioni di euro), contro un utile netto di 9,3 milioni dell’anno precedente. Il giro d’affari è salito del 5,5 per cento a quota 292 milioni di sterline, con vendite in crescita del 6 per cento (a cambi costanti) nel Regno Unito, ma in calo del 9 nel resto d’Europa.