Lartigue

Jacques-Henri (1894-1986). Fotografo francese. Nato in una famiglia colta e benestante, riceve a 6 anni in regalo dal padre fotoamatore la prima delle sue innumerevoli macchine fotografiche, una 13×18 a otturatore fisso. Inizia ben presto a “collezionare” attraverso le fotografie i momenti più importanti della sua giovinezza: le belle donne al Bois de Boulogne, i primi aeroplani, le automobili che possiede il padre e quelle da corsa, i giochi infantili. Affascinato dalla velocità, fotografa gli avvenimenti sportivi con macchine dagli otturatori sempre più rapidi e costruisce grandi album per le sue immagini che si accostano ai famosi diari in cui raccoglie quotidianamente considerazioni (compreso uno schizzo del tempo atmosferico: sole, nuvole, pioggia), pensieri e bellissimi disegni. Jacques-Henri è in realtà, infatti, un pittore professionista che, dopo gli studi all’Accademia Juljan, si dedica alle nature morte e ai soggetti sportivi, espone in mostre personali e vive della sua attività. Alla fotografia si dedica con la passione del dilettante, anche se gli capita di esporre alla Galerie d’Orsay di Parigi accanto ad autori del calibro di Brassai, Man Ray e Doisneau. Molto religioso, vende le sue fotografie solo alle testate cattoliche, poco significative in Francia, mentre prosegue a realizzare bellissime immagini di moda che restano però per anni sconosciute e vive solo nella dimensione privata. Durante un viaggio a New York, mostra le sue immagini a John Szarkowski, direttore del dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art, che intuisce il suo genio e gli organizza subito una grande personale. Quasi settantenne, Lartigue viene scoperto per quel grande autore che è sempre stato. In occasione della mostra, Life gli dedica, eccezionalmente, un grande portfolio di 10 pagine: viene pubblicato in un numero della rivista diffuso in grande tirartura perché esce subito dopo l’assassinio del presidente John F. Kennedy. Da allora pubblica libri — i primi sono: Le fotografie di J-H Lartigue: un album di famiglia della Belle Époque nel ’66, Diary of a Century nel ’70 concepito con Richard Avedon, Lartigue e le donne nel ’73 — espone personali in tutto il mondo e, nel ’74, si consacra definitivamente realizzando il ritratto ufficiale del presidente della Repubblica Francese Valérie Giscard d’Estaing. Negli anni ’80, si dedica con costanza alla fotografia di moda che realizza con forti accenti ironici, come dimostrano certe ambientazioni a Versailles, o con quel gusto elegante che compariva nelle autochrome degli anni ’20 e si ritrova nei controluce di sessant’anni dopo nel Bois de Boulogne dove sa ancora esaltare con misura e sensualità la bellezza della donna contemporanea. Ma in realtà si può dire che Lartigue ha sempre scattato e messo in posa le sue mogli-modelle come se stesse realizzando un servizio di moda: lo dimostra Cecil Beaton che, per i costumi del film My Fair Lady, si era ispirato a una fotografia di Lartigue senza conoscerlo. L’archivio, donato dal fotografo alla Francia nel 1979, è gestito dall’Association des Amis de Lartigue di Parigi.