Lapidus Ted

Marchio di Edmond Lapidus (1929-2008). Sarto francese, nato a Parigi. Figlio d’arte (suo padre era un sarto, emigrato dalla Russia alla Francia), scopre in Giappone le tecnologie d’avanguardia che gli permetteranno di far coincidere la sua esigenza di grande qualità con una produzione industriale. Negli anni ’50, torna a Parigi e, dopo un breve apprendistato da Dior, apre la sua sartoria di alta moda. Paradossalmente, proprio il successo nell’haute couture, gli permette di presentarsi alla ribalta come uno dei precursori del movimento che, negli anni ’60 e ’70, rivoluziona la moda. Nel suo prêt-à-porter primeggiano l’unisex, il look militare e lo stile safari: la giacca sahariana, uno dei suoi più grandi successi, viene venduta in milioni di esemplari. Introduce anche il jeans nell’alta moda, si definisce un sarto della strada. La sua popolarità e la firma di numerose licenze garantiscono il buon rendimento del prêt-à-porter fino alla metà degli anni ’80. Dall’86 al ’90, il marchio cerca un nuovo slancio e cambia di mano tre volte, per approdare, nel ’93, al quarto e ultimo proprietario, una filiale del Crédit Lyonnais. Sempre in questi anni, il figlio di Ted, Olivier, tenta di seguire le orme del padre che lo diffida però dall’usare il cognome per scopi professionali. Il figlio sceglie di lavorare in Giappone e riesce a emergere con lo pseudonimo di Olivier Montagut. Nell’84 brevetta un vestito a energia solare. Abbandonerà però il suo marchio nel ’91, dopo essersi riconciliato con il padre e aver assunto la direzione dell’alta moda Ted Lapidus. Olivier è molto più rivoluzionario del padre, tanto che il suo stile, nell’ambiente della moda, è conosciuto come “la teoria del caos”. Osa l’osabile, e nel ’97 propone fibre ricavate da piante e frutti, con polvere di rubini e smeraldi, e qualche tessuto a effetto ologramma.