Lanvin

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Lanvin. Casa di moda francese. Una delle più antiche della Haute Couture che, con vicende alterne, è ancora alla ribalta. A fondarla nel 1885, a Parigi, è Jeanne Lanvin (1867-1946) che si è formata nella bottega di Madame Félix, una modista. Quando, tredici anni dopo, sposa l’italiano Emilio di Pietro ha già una certa fama. Dal matrimonio, nasce Marguerite Marie-Blanche e da allora la sarta crea anche abiti abbinati per madre e figlia. Straordinaria l’affermazione della casa Lanvin negli anni ’20.

Ritratto di Jeanne Lanvin

I suoi abiti, moderati nei volumi, sono ricchi di quei ricami che, stilizzando antichi motivi, li rendono unici. La fondatrice, donna di gran gusto e in sintonia con il suo tempo, fra esotismi e suggestioni d’Oriente, cerca fra gli artisti dell’epoca i suoi collaboratori.

Il logo disegnato da Paul Iribe nel 1907

Se Paul Iribe disegna la silhouette della madre chinata sulla figlia, ispirandosi ad uno scatto realizzato nel 1907 durante una festa in maschera e che  ancora oggi è associata al fortunatissimo profumo Arpége (il lancio avviene nel ’27), il suo flacone nero porta la firma di Armand Rateau, il realizzatore del padiglione dell’eleganza alla famosa esposizione delle Arti Decorative (’25), di cui la sarta stilista fu presidente. Alla casa Lanvin si rivolgono, nel tempo, attrici, cantanti, dive del cinema, dalle Dolly Sisters a Yvonne Printemps, ad Arletty per il film Les enfants du Paradis (’45). Alla morte di Jeanne, è la figlia ad assumere la direzione della maison: la scelta di Castillo come fashion designer (la sua direzione stilistica va dal ’50 al ’63) avvia un rinnovato periodo felice, che toccherà momenti superbi, quando Maryll, moglie di Yves Lanvin, nipote della grande Jeanne, chiama a sostituire Castillo il belga Franµois Crahay (resta alla Lanvin dal ’68 all’84), stilista di colorate, magiche collezioni che per tre volte ottengono il Dé d’Or.

Abito Cyclone in seta nera e lustrini realizzato da Jeanne Lanvin per la figlia Marguerite in occasione della Paris Openings. 1939

Altre volte lo stesso riconoscimento premia le collezioni di Montana che, per tre anni (’90-92) succede a Crahay. Dal ’76, la griffe produce una linea di prêt-à-porter che dal ’92 è diretta da Dominique Morlotti. Il marchio viene acquisito dal colosso L’Oréal. Il marchio registra un aumento del fatturato, rappresentando il 4 per cento delle vendite consolidate del Gruppo L’Oréal.

Nel 2001 Alber Elbaz è il nuovo designer della maison. Nello stesso anno,  la casa diventa un’impresa indipendente, dopo la cessione di L’Oréal Group. Jérome Picon firma la biografia di Jeanne Lanvin.  Christophe Blondin, per due anni responsabile creativo di Lanvin uomo, lascia Lanvin. Lo sostituisce Martin Krutzky. Dopo quattordici anni alla direzione creativa della griffe, Elbaz abbandona il suo ruolo per incompatibilità con Michèle Huiban, CEO dell’azienda. Nel frattempo i giochi di ruoli si alternano. Nel 2016, al suo posto, giunge la stilista francese, ex Jean Paul Gaultier, Balenciaga e Lacroix, Bouchra Jarrar. Il suo contributo, però, è breve. Dopo sedici mesi, a causa di uno scarso successo delle sue linee che porta ad un inevitabile calo delle vendite, Jarrar viene allontanata dal marcio. A lei, succede Olivier Lapidus. Nel 2019, dopo frequenti rumors, la Maison annuncia l’ingresso, alla direzione creativa, di Bruno Sialelli, ex Loewe. “Sono felice e onorato di unirmi a Lanvin, una casa fondata da una donna visionaria che tra i primi couturier francesi ha osato offrire un universo globale con un campo di espressione molto ampio”, dichiara Sialelli. “Portare emozioni attraverso storie avvincenti e definire un l’atteggiamento moderno saranno sfide entusiasmanti per continuare questa eredità”.

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