Lanvin

Casa di moda francese. Una delle più antiche della haute couture, che, con vicende alterne, è ancora alla ribalta. L’aprì a Parigi, nel 1885, Jeanne Lanvin (1867-1946) che si era formata nella bottega di Madame Félix, una modista. Quando, tredici anni dopo, sposa l’italiano Emilio di Pietro ha già una certa fama. Dal matrimonio, nasce Marguerite Marie-Blanche e da allora la sarta crea anche abiti abbinati per madre e figlia. Straordinaria l’affermazione della casa Lanvin negli anni ’20. Ha 1200 addetti, sette succursali nella geografia delle vacanze francesi e in capitali come Madrid e Buenos Aires. I suoi abiti, moderati nei volumi, sono ricchi di quei ricami che, stilizzando antichi motivi, li rendono unici. La fondatrice, donna di gran gusto e in sintonia con il suo tempo, fra esotismi e suggestioni d’Oriente, cercò fra gli artisti dell’epoca i suoi collaboratori. Se Paul Iribe disegnò la silhouette della madre chinata sulla figlia, ancora oggi associata al fortunatissimo profumo Arpége (il lancio avviene nel ’27), il suo flacone nero porta la firma di Armand Rateau, il realizzatore del padiglione dell’eleganza alla famosa esposizione delle Arti Decorative (’25), di cui la sarta stilista fu presidente. Alla casa Lanvin si rivolgono, nel tempo, attrici, cantanti, dive del cinema, dalle Dolly Sisters a Yvonne Printemps, ad Arletty per il film Les enfants du Paradis (’45). Alla morte di Jeanne, è la figlia ad assumere la direzione della maison: la scelta di Castillo come fashion designer (la sua direzione stilistica va dal ’50 al ’63) avvia un rinnovato periodo felice, che toccherà momenti superbi, quando Maryll, moglie di Yves Lanvin, nipote della grande Jeanne, chiama a sostituire Castillo il belga Franµois Crahay (resta alla Lanvin dal ’68 all’84), stilista di colorate, magiche collezioni che per tre volte ottengono il Dé d’Or. Altre volte lo stesso riconoscimento premia le collezioni di Montana che, per tre anni (’90-92) succede a Crahay. Dal ’76, la griffe produce una linea di prêt-à-porter che dal ’92 è diretta da Dominique Morlotti. Il marchio viene acquisito dal colosso L’Oréal. &Quad;2000. Il marchio registra un aumento del fatturato, rappresentando il 4 per cento delle vendite consolidate del Gruppo L’Oréal. &Quad;2001. Alber Elbaz è il nuovo designer della maison. &Quad;2001. La casa diventa un’impresa indipendente, dopo la cessione di L’Oréal Group. Jérome Picon firma la biografia di Jeanne Lanvin.  Christophe Blondin, per due anni responsabile creativo di Lanvin uomo, lascia Lanvin. Lo sostituisce Martin Krutzky.