Lana

La più diffusa fibra animale si ricava dalla tosatura di pecore di razza merino o di razze incrociate, allevate soprattutto in Australia, Nuova Zelanda, Argentina e Sud Africa, ma anche in Scozia, in Italia e in molti altri Paesi. La trasformazione dal vello al filato prevede, prima la lavatura e poi la filatura in due diversi cicli di lavorazione, secondo la qualità delle fibre. Il primo è il sistema pettinato, dove le fibre lunghe sono disposte in modo parallelo, a formare un filato raccolto, e quindi tessuti battuti, lisci, meno caldi e più costosi. L’altro è il sistema cardato che utilizza fibre corte, con cui si ottiene un filato più voluminoso, e quindi tessuti più gonfi e pelosi, più caldi e morbidi. Le caratteristiche principali della lana sono di essere igroscopica (cioè assorbire umidità in peso fino al 25 per cento), coibente (forte protezione termica), elastica, resistente all’usura e alla fiamma, di non stropicciarsi e perdere subito le pieghe. Dalle acque di lavaggio si ricava la lanolina, usata per cosmetici, adesivi e lubrificanti. Il marchio “Pura lana vergine”, gestito da Woolmark, certifica che i capi sono in 100 per cento lana di tosa e quindi non rigenerata.