KARL LAGERFELD

La storia di Karl Lagerfeld, il Kaiser o Imperatore della moda, e della sua incredibile carriera che ha cambiato per sempre il mondo della moda.

ORIGINI

Karl Otto (1938- 2019). Stilista tedesco. È soprannominato Kaiser, imperatore della moda, per le sue origini: una famiglia di ricchi industriali d’Amburgo. Sin da ragazzo, rivela una straordinaria passione e predisposizione per le arti. Quando arriva nella Parigi anni ’50, non ancora quindicenne, per finire gli studi secondari, non sa ancora da quale arte sarà prescelto: vorace e onnivoro, nutre una crescente passione per il ‘700, per l’eclettismo e cosmopolitismo di quel Grand Siècle. Il gusto innato per il futile e l’effimero e la sua perizia nel disegno lo predestinano alla moda: sedicenne vince il primo premio, ex aequo con Yves Saint-Laurent, del concorso bandito dal Segretariato Internazionale della Lana ed è chiamato da Pierre Balmain a lavorare nel suo atelier di haute couture. Nel 1958, si trasferisce alla Maison Patou per completare la sua esperienza nel campo dell’alta moda. Ma al suo spirito libero e inquieto non basta la cerchia degli iniziati delle grandi sartorie: in Francia e in Italia sta nascendo il prêt-à-porter e Lagerfeld diventa stilista indipendente, collaborando tra gli altri con Charles Jourdan, Krizia, Ballantyne, Cadette, Mario Valentino.

LA SVOLTA

Nel ’65, la prima grande svolta della sua carriera: l’incontro e l’inizio della collaborazione con le romane sorelle Fendi, uno dei sodalizi più longevi nel mondo della moda che nell’85 è stato celebrato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma con la mostra “Un percorso di lavoro FendiKarl Lagerfeld”. Per la maison romana, lo stilista disegna collezioni di pelliccia rivoluzionarie che trasformano uno status symbol borghese in un modo di vestirsi all’avanguardia dello stile. Nel ’77 nasce la prima linea di abbigliamento.

CHANEL

Nell’83, la seconda grande svolta: Chanel lo nomina direttore artistico della maison, incaricandolo di disegnare le collezioni di alta moda, prêt-à-porter e accessori. Lagerfeld debutta in Chanel con la prima sfilata tra lo scetticismo generale. Vogue France, però, commenta così l’evento. “Karl Laferfeld crea per Chanel! Questa novità ha suscitato la curiosità di tutti. Si voleva vedere, sapere e si è visto … una collezione nello spirito di Coco Chanel, come se Karl si fosse divertito a fare un esercizio di stile; a giocare con dei temi dati, a mettere l’immagine di Chanel à l’heure de jour”.

Lagerfeld riesce a interpretare lo spirito di Mademoiselle Coco rinnovandolo con la sua personale ispirazione, pur mantenendo lo stile inconfondibile del marchio. Nel 1984 Lagerfeld scrive infatti: “Chanel è un look, un mood, una concezione che io devo portare in un altro decennio”. 

IL MARCHIO KL

Meno fortunato è il percorso della griffe KL, fondata nel 1984 e che ha come simbolo il ventaglio, inseparabile accessorio dello stilista, come il codino da dandy. Nel ’98 scioglie la società che porta il suo nome, anche perché molto assorbito dall’attività di fotografo di moda, svolta ormai professionalmente, per le più importanti riviste internazionali e per conto di altri stilisti e firme.

INTERESSI E PERSONALITÀ

Lagerfeld è anche costumista scenografo (tra gli altri, ha lavorato per il Burgtheater di Vienna, la Scala di Milano, il Comunale di Firenze) e originale illustratore per accompagnare le cartelle stampa delle collezioni, per tenere un diario, per gli appunti di lavoro. Nell’86 ha pubblicato da Longanesi Un diario di moda Anna chronique, con l’amica giornalista milanese Anna Piaggi: cronaca di vita quotidiana e straordinaria di due esteti. Collezionista di case (a Parigi, Montecarlo, Bretagna, Amburgo), che sono al tempo stesso atelier, studio fotografico, rifugio privato e palcoscenico mondano, le arreda con la contaminazione di generi che è la sigla del suo successo. Un successo che deve molto all’autoironia. In una delle rare interviste, prende di mira il mito dello stilista: “C’è un aneddoto su Diaghilev. Quando, prima dell’andata in scena di un balletto, gli riferivano che i costumi non erano pronti, diceva: “Non vi preoccupate, sono solo stracci”. Cadere in deliquio, piangere sul taffetà, è una cosa ridicola. La moda deve essere felicità: la signora che compra quel vestito non ha bisogno di sapere che avete sofferto nel metterlo al mondo. Un vestito così e a quel prezzo deve essere solo un gioco felice”. (Maria Vittoria Carloni) &Quad;2003. In qualità di fotografo, pubblica il volume Waterdance/Bodywave. Nel 1995, era uscito il suo Off the record. &Quad;Nel 2004 il celebre stilista disegna costumi e abiti per i tour mondiali di Madonna e Kylie Minogue.

KARL FOTOGRAFO

Oltre a essere direttore creativo della maison Chanel, è anche un fotografo di fama internazionale; tra le sue più celebri raccolte/pubblicazioni Visionaire23. L’impero dei nuovi vestiti, una serie di foto di nudi di modelle del Sud Africa. L’ultimo progetto del designer risale al 2006, quando decide di creare una propria linea K Karl Lagarfeld per uomo e donna. Una linea dedicata al casual, composta da jeans e magliette attillate, minimal chic, come solo Karl Lagerfeld sa fare.

Nel 2019, il 19 febbraio Karl muore ad 85 causando un lutto generale nel mondo della moda.