King’s Road

Strada londinese. È un esempio di come Londra sappia cambiare — maestra di surf tra le mode — restando originale e attraente. Il nome di questa lunga strada urbana, che parte da Sloane Square e punta a sud-ovest, viene dal sovrano Carlo II, che la fece costruire, secondo la credenza popolare, per raggiungere in fretta l’amante Nell Gwynne (più probabilmente, si trattava di una scorciatoia verso Hampton Court). La via è rimasta chiusa al traffico fino al 1830; in quell’anno è stata aperta al pubblico, che da allora ne è l’indiscusso padrone e, nell’ultimo dopoguerra, ne ha fatto un laboratorio di novità. L’attuale fama della King’s Road risale agli anni ’60, quando divenne la passerella delle nuove tendenze. La Swinging London esibiva qui abiti e acconciature, nuovi gusti musicali e leggiadre impudicizie, riassunte nella minigonna di Mary Quant. A metà degli anni ’70, Vivienne Westwood e l’allora boy-friend Malcom McLaren aprirono il negozio Sex (al n. 430), dove prepararono l’avvento del punk (esiste ancora: adesso si chiama World’s End, dal nome della zona circostante, e ospita un orologio che va all’indietro). Oggi, può accadere di incontrare punk col senso degli affari (molti gli stranieri) che chiedono una sterlina per essere fotografati. Soprattutto il sabato pomeriggio è facile imbattersi negli epigoni di mode e tendenze scomparse, il che fa della King’s Road un luogo di straordinario interesse, per i geologi della moda: successive stratificazioni segnalano infatti periodi diversi nella storia del costume giovanile. Sebbene il motivo dominante sia ormai lo shopping, la via non ha mai ceduto alla volgarità turistica di un’altra strada icona degli anni ’60, Carnaby Street. Oggi, la King’s Road (che allontanandosi da Sloane Square diventa gradualmente più downmarket) offre negozi, mercati d’antiquariato e molti caffè, alcuni dei quali hanno tavoli all’aperto: una prova della mediterraneizzazione di Londra. Per questo rimane popolare sia tra i frequentatori abituali sia tra i visitatori occasionali. Per distinguere i primi dai secondi, è sufficiente badare a un piccolo vezzo linguistico. King’s Road è infatti come Forte dei Marmi: solo chi è di casa usa l’articolo (il Forte, the King’s Road).