Kangol

"K" sta per silk, ovvero seta, "ang" per angora e "ol" per wool cioè lana: i tre materiali che il cappellaio francese Jacques Spreiregen si proponeva di utilizzare per confezionare berretti, quando iniziò l’attività nel 1938 a Cleator nel nord ovest dell’Inghilterra. Inizialmente i cappelli furono portati dagli studenti della zona, ma con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Kangol divenne uno dei fornitori ufficiali dell’esercito, particolarmente noto per aver contribuito all’immagine del generale Marshal Montgomery con il suo proverbiale basco, ancora in collezione e battezzato familiarmente "Monty". Nel dopoguerra, l’azienda diversificò la produzione, specializzandosi nei copricapi da golf, nei cappelli di feltro e in quelli femminili. Entrò nel mercato della moda grazie al direttore artistico Graham Smith (passato poi a Lanvin), conquistò la testa di Liz Taylor, Joan Collins, Margaret d’Inghilterra. Negli anni ’60, Kangol realizzò una linea per Mary Quant e ottenne il diritto di commercializzare alcuni modelli con la scritta Beatles, naturalmente nel più puro stile Swinging London. Nel decennio successivo, lo scelsero spontaneamente i rapper, facendolo diventare un simbolo di appartenenza, ma è negli anni ’80 che il marchio comincia una vera e propria scalata internazionale, arrivando a firmare in licenza collezioni di scarpe, borse, orologi, occhiali da sole, cartoleria. L’azienda, che alla metà degli anni ’90 aveva 1000 addetti, ha sedi, oltre che in Inghilterra, anche negli Stati Uniti, in Sud Africa e in Cina.