Jones

Kim Jones durante l’ultima sfilata in Louis Vuitton

Kim Jones. Hammersmith (11 settembre 1973). Stilista inglese. Cresciuto in una famiglia girovaga (il padre è un idrogeologo e gira il mondo per lavoro), Kim sviluppa la sua creatività attraverso i luoghi che ha vissuto (Caraibi, Ecuador e Africa). Uno stile cosmopolita che lo porta al successo nel giro di pochi anni. Nella sua Londra ci arriva da studente del corso in grafica e fotografia dells Camberwell School of Art. Successivamente, spinto dalla passione per la moda, si iscrive alla Central Saint Martins dove si laurea in menswear.

Dopo il divorzio dei genitori si trasferisce a Brington con la sorella. Qui inizia a collaborare con il magazine i-D ed entra in contatto con designer della new generation come Judy Blame, Christopher Nemeth e Rachel Auburn. La loro estetica, forte e progressista, sarà da ispirazione per il giovane Kim che inizia a progettare il suo futuro.  Sono gli anni del punk, della musica house e acid, tutte influenze che determinano lo stile di Jones. L’ascesa nella moda è canonica. Il suo estro, infatti, trova sfogo nell’ultima sfilata da studente presso il rinomato college londinese dove sfila con una serie di capi “ordinari”, agli antipodi con l’eccentricità esposta dai suoi colleghi universitari. Egli stesso lavora su ogni singolo capo e realizza, peraltro, anche i tessuti. Il clamore suscitato dalla collezione giunge sino a John Galliano che acquista buona parte della collezione. In breve tempo lavora per marchi come Gimme 5 e Michael Kopelman, suo primo mentore.

Kim Jones: da Louis Vuitton a Dior

Il debutto di Kim Jones in Dior Homme

Ad ispirare Kim è anche Alexander McQueen, che conosce ai tempi del college. Entrambi notano un’affinità elettiva. Le diverse passioni che gli accomunano (tra queste anche l’amore per gli animali) faranno da collante alla loro amicizia. Lo stilista londinese, però, deve a Lulu Kennedy, fondatrice del sito per giovani talenti Fashion East, il lancio della sua carriera. Ed è proprio sulla piattaforma che inaugura la collezione maschile del marchio MAN. Il designer impiega diverso tempo a collaborare, come freelance, con diversi marchi (con Umbro e Alfred Dunhill, ad esempio) prima di approdare in Louis Vuitton nel 2011. Tra i maggiori successi con la maison che fa a capo del gruppo LVMH, la capsule disegnata in collaborazione con Supreme. Sotto la sua direzione la griffe quadruplica il fatturato. Nel 2018, però, decide di lasciare l’azienda e dopo un periodo di riflessione, nel 2019 firma un contratto con Dior per la divisione uomo, succedendo a Kris Van Assche. Per la Maison francese, torna alle origini della storia, mettendo in ombra l’operato dei suoi predecessori Van Assche ed Hedi Slimane. Con lui ritornano alla ribalta le linee semplice e strutturate e anche l’iconica Saddle Bag per l’uomo. L’anno successivo, il 9 settembre 2020, Maison Fendi annuncia la firma del contratto dello stilista britannico, che prende il posto di Karl Lagerfeld, morto nel 2019, alla direzione creativa della linea donna dell’etichetta romana. 

 

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