John Smedley

La famiglia Smedley, nel campo dei filati da più di 300 anni, gestisce ancora la ditta fondata nel 1784 da John "Smedley" e Peter Nightingale. I due imprenditori, spinti dalle innovazioni tecnologiche di Sir Richard Arkwright, si lanciano nel pieno della Rivoluzione Industriale del nord Inghilterra. Iniziano con un impianto per la filatura del cotone importato dalle Indie e dall’Egitto, facendo poi lavorare i capi a maglia fuori dall’azienda e a cottimo. La loro visione di modernità ed efficienza prevede la totale automatizzazione della catena di produzione sotto un unico tetto. Vi arrivano in una quindicina di anni. Da nuovi industriali illuminati offrono condizioni di lavoro decenti. Investono inoltre in opere filantropiche, tra cui la Smedley’s Hydro, centro di cure idriche. Diventano una Limited Company nel 1893; la fabbrica si espande e vengono acquisiti macchinari all’avanguardia capaci di produrre una larga gamma di prodotti in maglia. Già nei primi decenni del XX secolo offrono gran varietà di prodotti, dalla maglieria intima, ai costumi da bagno alle maglie per giocatori di golf. Si specializzano nella lavorazione di filati pregiati come l’australian merino lambswool e il sea island cotton, per il quale sono tutt’oggi rinomati. La sede (ampliata e modernizzata) rimane quella del 1784.

Negli ultimi quarant’anni del ‘900, l’azienda raggiunge la massima espansione con le quattro linee: Voyage, Luxury Range, Mens wool and cotton, Ladies wool and cotton diventando simbolo del British style nel mondo.
1998. In occasione della 58esima edizione di Pitti Immagine Uomo, viene annunciata l’inaugurazione di una linea di prodotti in lana merino della Nuova Zelanda, ottenuti da pecore allevate appositamente per John Smedley.
L’azienda confeziona tutti i propri capi in stabilimenti nazionali, attraverso 35 processi di lavorazione hand-finished che prevedono l’immersione della maglieria in selezionate acque inglesi per garantirne la morbidezza. Il brand è distribuito in 30 differenti paesi del mondo ed esporta il 70 per cento della propria produzione.