James

Lo chiamavano l’architetto della moda per la sapienza del taglio e per gli abiti da sera dalle linee scolpite. Uomo dal carattere difficile era, secondo "Balenciaga", uno dei più grandi couturier del mondo. Amico di Cecil Beaton e Gertrude Stein, traeva ispirazione dalla pittura usando disegni di artisti celebri per realizzare i suoi abiti. Famosa la blusa plissé ispirata a Matisse e la giacca bianca matelassé tratta da un disegno di "Cocteau". Nasce a Sandhurst in Inghilterra, studia alla Harrow School. Emigra a Chicago dove verso la metà degli anni ’20, debutta come modista e, poco dopo, fallisce. Si trasferisce nel ’28 a Long Island. Una manicure porta i suoi cappelli e si fa notare. È il primo successo. Sono i primi guadagni con i quali apre uno show room a New York. Nel ’29, comincia a disegnare vestiti e nello stesso anno presenta la sua prima collezione a Londra. In tutto l’arco degli anni ’30, fa l’altalena tra Londra, New York e Parigi. Fu tra i primi a introdurre la cerniera lampo a spirale e la gonna pantalone. Divenne uno dei sarti preferiti di Marlene Dietrich e Gertrude Lawrence e, nel ’40, si stabilì definitivamente a New York. Quattro anni dopo disegnava abiti per il salone di Elisabeth Arden. Nel ’47 tornò brevemente a Parigi per presentare una collezione che ebbe enorme successo. Rientrato a New York conobbe fasi alterne che lo portarono a ritirarsi nel ’58. Continuò a insegnare couture fino agli anni ’70. Nell’80 venne organizzata al Brooklyn Museum di New York una sua retrospettiva.