Heim

Jacques (1899-1967). Stilista francese. Fu il sarto di madame De Gaulle. Figlio d’arte. Il padre Isidore di origine polacca apre, insieme alla moglie Jeanne, una piccola pellicceria nel 1898, in un appartamento parigino che di giorno è laboratorio e di notte abitazione. Ma la bravura e il coraggio vengono premiati. Arrivano le prime ricche e importanti clienti, con alla testa Vittoria Eugenia, regina di Spagna, e la moglie del compositore Claude Debussy. Tra le due guerre, la maison ha l’idea di una pelliccia povera e pensa alle pelli di coniglio. Ne va pazza Coco Chanel, fedele cliente, ed è il successo corroborato dall’ingresso in ditta di Jacques, il figlio, che ha più alte ambizioni. Nel 1925, per l’Esposizione delle Arti Decorative crea mantelli e abiti con tessuti disegnati da Sonia Delaunay. Nel ’30 dà il proprio nome all’atelier e lo apre all’alta moda, con una sezione dedicata alla jeune fille. Una serie di costumi da bagno e di pigiama da spiaggia gli procurano la fama. Sarà lui, nel dopoguerra, ad anticipare il bikini con il modello a due pezzi Atomo. Nel ’34 i bilanci permettono l’espansione con succursali sulla Costa Azzurra, a Rio de Janeiro e a Londra. Dopo l’occupazione tedesca della Francia, Heim fugge dalle persecuzioni razziali. La meta è l’Inghilterra, attraverso il Portogallo. Ma, in Spagna, viene arrestato e internato in un campo profughi. Ritorna a Parigi nel 1945, riprende possesso della maison, firma profumi (il più celebre è Shandoah). Nel ’50, fondando la società Marie Carine, è un precursore del prêt-à-porter. Nel ’58, viene nominato presidente della Chambre Syndicale del la Haute Couture. Nel ’66 crea una linea uomo. Alla sua morte, il figlio Philippe prende le redini della società. L’attività viene chiusa due anni dopo la morte del designer.