Guidi

Nato in provincia di Faenza, inaugura la sua carriera di figurinista e di tagliatore a Firenze. Dopo aver appreso i primi rudimenti di cucito dal fratello, sarto da uomo, trascorre un periodo di apprendistato presso la sartoria fiorentina Italia Bernardini dal 1937 al 1939. Durante gli anni della guerra lo troviamo a Parigi dove, nel 1946, conosce Dior e dove lavora in qualità di disegnatore presso l’atelier Fantechi d’America, allora celebre nella capitale francese per essere fornitore dei guardaroba di Evita Peron. Al suo rientro in Italia, apre una prima sartoria a Firenze in Borgognissanti 37 ove rimane sino al 1950, anno in cui decide di trasferirsi nei più lussuosi locali di Palazzo Feroni-Spini in via Tornabuoni 2, accanto a Ferragamo, e dove rimarrà fino alla conclusione della sua carriera. Come creatore di moda si firma Cesare Guidi-Firenze. Occasionalmente illustra la moda per il quotidiano La Nazione. Veste molte dive di Cinecittà negli anni della Hollywood sul Tevere. Presente fin dalla prima sfilata dell’alta moda italiana in Sala Bianca di Palazzo Pitti (luglio ’52), lavora in stretta collaborazione con l’allora celebre modisteria Gigi of Florence. Invitato a tutte le più importanti manifestazioni del settore di quegli anni, Guidi verrà particolarmente apprezzato per la qualità dei suoi capispalla e dei suoi tailleur dalle linee impeccabili ed essenziali e per l’originalità dei materiali impiegati, frutto di un lungimirante sodalizio con il Lanificio Faliero Sarti di Prato. La sua clientela annovera nomi noti del jet set e del cinema: come le principesse di Casa Savoia e Susan Strasberg, figlia del fondatore dell’Actor’s Studio di New York e interprete di film quali Kapò e Diario di Anna Frank. Dai primi anni ’60, il sarto affianca all’alta moda una riuscita linea di boutique e dal ’65 inaugura anche una produzione di prêt-à-porter giovane e innovativo, esordendo con antesignani capi in pelle e camoscio misti a tessuto dai colori sgargianti. Duramente compromesso dall’alluvione del ’66, prosegue la sua attività con determinazione sino al ’76, anno in cui si ritira per motivi di salute. Nell’85 ha donato un nucleo di sue creazioni e una cospicua collezione di bozzetti alla Galleria del Costume di Firenze.