Gastel

Giovanni (1955). Fotografo italiano. Di moda, dicono le biografie ufficiali. In realtà Giovanni Gastel — nobili origini milanesi, uomo amabile e raffinato, nipote del regista Luchino Visconti, una passione per il teatro e la poesia — nelle sue foto di still-life e di moda spesso spinge ricerca e interpretazione al di là del puro e semplice mestiere. Gli inizi, giovanissimo, come fotografo per la casa d’aste Christie’s, e come still-lifista per foto di calzature per il Mipel. L’incontro fortunato, nel 1982, con Flavio Lucchini e Gisella Borioli, editore e direttore di Mondo Uomo e Donna, gli permettono di portare avanti, come fotografo principale di queste testate, lo studio delle sue immagini sofisticate e modernissime. In controtendenza, si afferma negli anni ’80 per gli eleganti servizi in studio, lavorando solo con la luce. Il suo stile fotografico, inconfondibile, utilizza in uguale misura ironia e poesia. Lavora “all’antica” con un prezioso e raro banco ottico Deardorf utilizzando solo polaroid o lastre di grande formato 20×25. Grande sperimentatore, le sue elaborazioni e contaminazioni portano a risultati lontani dalla foto originaria, con tecniche “old-mix”, incroci, rielaborazioni pittoriche, sdoppiamenti e stratificazioni. Ha lavorato per le testate più prestigiose del mondo, fra cui Vogue Gioielli per cui ha realizzato i suoi famosi still-life costruiti da gioielli sovrapposti a ritratti di moda (posizionati in modo da creare figure insolite e curiose dal corpo di donna e dal volto dotato delle forme astratte e preziose di spille e perle incastonate) poi fotografati su un piano con un effetto trompe-l’oeil molto efficace. Fra i suoi clienti Dior, Versace, Tod’s, Krizia, Trussardi, Guerlain, Fratelli Rossetti, Mandarina Duck, Hogan, Fragrances, Pasquale Brun. Molte le mostre a lui dedicate, tra cui: Fashion in still-life, Galleria Diaframma, Milano (’86); Trussardi e Gastel, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, Milano (’87) e Palermo (’91); Gastel per Donna, in via della Spiga a Milano (’91); Gioielli della Fantasia, Museo Teatrale alla Scala, Milano (’92); la grande personale Gastel, alla Triennale di Milano (’98) voluta dal critico d’arte Germano Celant. È membro permanente del Museo Polaroid di Chicago e presidente dell’Afip (Associazione fotografi italiani professionisti).