Galtrucco

È un piccolo impero che nasce dal carretto, spinto a mano e, nel tempo, trainato prima da un asino poi da un cavallo, del piemontese Lorenzo Galtrucco (1850-1912). Aiutante a 8 anni di un ambulante che lo malmenava, adottato da un fruttivendolo, risparmiò 270 lire sul soldo del servizio militare, comprò fustagni, maglie, cotoni e prese ad andare per i mercati del Canavese e della Lomellina. A 35 anni aprì il primo negozio a Robbio nel Pavese. Quando morì, aveva anche alcune "luci" a Novara. Agli 11 figli lasciò questa consegna: "Non lasciatevi trascinare dal desiderio di guadagni facili e rapidi, non cercate di ingrandire l’azienda associandovi estranei. Fate un passo alla volta, tenendovi per mano: conquisterete qualsiasi traguardo". Gli eredi, guidati, via via, da Severino, da Domenico, da Giuseppe, misero in pratica quei consigli — la società è ancora tutta familiare — e di traguardi ne tagliarono parecchi: nel 1913, negozio a Torino; nel ’19, in via San Gregorio a Milano, magazzino per le vendite all’ingrosso e sede centrale; nel ’23 apertura del negozio sotto i Portici Meridionali di piazza del Duomo a Milano che diverrà l’emblema Galtrucco e che, distrutto dai bombardamenti, verrà ricostruito nel ’49 su progetto di Guglielmo Ulrich; nel ’26 e nel ’36 vetrine a Trieste e Roma. Agli inizi del nuovo secolo, la società, che è diretta dalla terza generazione (Lorenzo, Domenico, Giancarlo, Marisa Galtrucco) ha venduto il negozio milanese di piazza Duomo.