Fujiwara

Lavora in Italia. Nato a Osaka, si è laureato in letteratura orientale e poi, inseguendo la sua passione per la moda, ha frequentato il Bunka College of Fashion di Tokyo. Fa il suo rodaggio presso l’azienda Van Jacket, dove, per sei anni, disegna modelli per uomo. Nel ’76, arriva in Italia e continua la sua carriera da Barba’s, Corneliani e altre firme del made in Italy. Dieci anni dopo, si impone sul mercato con una collezione che porta il suo nome. Rigore e grande attenzione ai dettagli costituiscono i tratti essenziali del suo stile.
2002, giugno. È una sfilata all’insegna del rigore e del minimalismo formale, in perfetto stile nipponico, quasi ascetico, quella di Milano Moda Uomo. Uno stile semplice e lineare, senza eccessivi fronzoli o esibizioni, asciutto nei volumi, che dà importanza alla qualità dei tessuti, alla comodità del vestire, ai colori netti e decisi. Unica trasgressione, le cuciture colorate, i pois e le strisce, le giacche con cappuccio, un particolare "grembiule" stretto in vita e alcuni capi stropicciati.
2003, giugno. Ancora una volta ritorna il look rigoroso e formale, che ha reso famoso lo stilista nipponico, ma con spunti creativi divertenti e ironici. Si ispira alla moda inglese anni ’60, alle divise degli studenti dei college, rivisitate con l’indiscutibile anticonformismo di chi si ribella alle regole e si concede qualche piccola eccentricità. Resta il perfetto taglio sartoriale per completi, giacche, camicie, pantaloni, resi però più allegri da bande colorate, righe multicolori, strisce che bordano giacche e gilet. E ancora, una infinita varietà di "pins" a ornare e riempire gilet e cravatte.
2009. A gennaio ha aperto la prima boutique Giuliano Fujiwara in via Borgospesso 11 a Milano.