Foulard

Dal provenzale foulat, in francese foulé, per indicare una stoffa in seta, seta e cotone, o lana, estremamente lieve, tagliata in quadrato con base più o meno ampia. Accessorio talora indispensabile, comunque mai assente nell’abbigliamento, breve nonnulla in chiffon da taschino, grande e in seta da collo, vasto, colorato, ricco di giochi fra trama e ordito, o di immagini a stampa, da annodare alla borsetta o da stringere intorno alle spalle. È voce importante nel prestigio delle griffe più affermate. Celebri, in Francia, quelli di Hermès, di Dior, di Saint-Laurent, Chanel e Givenchy; in Italia nomi antesignani del foulard d’autore sono stati Gucci, Ferragamo, Roberta di Camerino seguiti poi da tutti gli stilisti d’alta moda pronta, da Mila Schön ad Armani, a Ferré. Sono realizzati per la maggior parte a Como da laboratori che producono anche in proprio, su stilismo interno, esemplari ammirati per le loro stampe, ricchissime, a disegno floreale, astratto, geometrico, ottenute con lungo procedimento in stadi successivi, tanti, quanti sono i colori prescelti.