Ferrario

Sartoria milanese d’alta moda fra le due guerre e immediatamente dopo. Come fama e livello, era fra le firme subito sotto Fercioni e Gandini, insieme a Moro e a Giunta (sarta milanesissima, molto tradizionale: serviva la solida nascosta borghesia dal corredo all’abito di nozze, al tailleur, al gran sera). Era d’ispirazione francese, come si diceva allora: comprava modelli, teline direttamente dalle celebri maison parigine o dai cosiddetti modellisti e li riproduceva in più copie e in tessuti diversi, adattando l’abito al gusto, alle misure di questa o quella signora. L’atelier era in Montenapoleone. Aveva una grossa clientela, se non di lombi, di portafoglio. Alla morte della titolare, per qualche tempo la figlia portò avanti l’atelier.