Ferrante

Aldo (1928). Imprenditore della moda, scopritore di talenti. Comincia la sua carriera negli anni ’50, vendendo busti e reggiseni, per poi passare alla rappresentanza di cravatte e in seguito della maglieria di Magnaghi. Momento magico è l’incontro con Mariuccia Mandelli, nel 1960, che gli affida la rappresentanza di Krizia per il Sud Italia. Nel ’67, insieme a Gigi Monti e Franco Tositti, fonda la Ftm, nuova formula di vendita che concentra in un prestigioso show room di via della Spiga, a Milano, le più belle griffe del momento, da Missoni a Montedoro, De Parisini, Caumont, Cerruti, Callaghan e alcune case francesi. Nel ’70 la decisione di coordinare sotto la firma del giovane Walter Albini, le collezioni di alcune case nel suo portafoglio. La sfilata collettiva (Basile, Misterfox, Callaghan, Escargot, Diamand’s), innovativa e clamorosa al Circolo del Giardino a Milano, conferma la genialità di Albini e il fiuto di Aldo Ferrante. Tre anni dopo Albini si mette in proprio. Ferrante corre al riparo chiamando altri giovani stilisti, tra cui Muriel Grateau per Basile (di sua proprietà) e un giovanissimo Gianni Versace per Callaghan. Sono gli anni entusiasmanti in cui il prêt-à-porter italiano è ai primi passi e Ferrante lo tiene per mano. Una strada che continua a percorrere con attenzione, collezionando firme prestigiose sempre seguendo i mutamenti di costume e di mercato.