Ermellino

Pelliccia di prima classe. L’ermellino virginale di santa Caterina in una raffigurazione del Medioevo, alla Bibliothèque Nationale di Parigi, e l’ermellino imperiale nel celebre quadro di Jacques-Louis David La consacrazione di Napoleone del 1807, al Museo del Louvre: purezza e regalità. Sono i due concetti, così dissimili e lontani, eppure connessi, che, forse da sempre, accompagnano questa pelliccia degna, per il suo candore, di comparire negli abiti più spirituali e, per il suo pregio e la sua bellezza, di figurare nelle toghe che i nobili e i magistrati veneziani del XIII secolo portano nelle solennità, di essere elemento essenziale della fastosa eleganza quattrocentesca dei manti dei dogi, di legarsi a filo doppio con la tradizione principesca, alla stregua di porpora, seta e oro. Coraggioso e aggressivo animale della foresta, l’ermellino (Mustela erminea) cambia colore con il mutare delle stagioni: d’estate è bruno rossiccio, con la parte ventrale biancastra; d’inverno, salvo la punta della coda che resta nera, diventa completamente bianco, abbagliante sulla neve, con la quale si mimetizza per sfuggire ai nemici. Largamente distribuito nell’emisfero settentrionale, vive in disparati ambienti dell’Europa, dell’Asia e dell’America del Nord, e deve il suo nome – come indica l’etimologia latina armenius – alla credenza errata che l’Armenia fosse la sua patria di origine, mentre sono più probabili le ipotesi che gli armeni fossero i primi a fare commercio della sua pelliccia o che da questa regione gli europei traessero tale articolo prima della scoperta del Nuovo Mondo. L’ermellino che, naturalmente, ha il massimo valore sotto l’aspetto candido della livrea invernale, è dotato di un pelo resistente, ma di un cuoio piuttosto fragile, il che ha spesso indotto a preferirgli il visone bianco. Così ha conservato, insieme alla straordinaria leggerezza, un’aura di pelliccia rara, fine, delicata, che ha il suo emblema nella Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, il meraviglioso ritratto in cui simboleggia le virtù della misura e della gentilezza. Quelle che in fondo sono anche le sue qualità.