Dmc

È, con la sua consociata tedesca Koecnlin Baumgartner e con Texunion, leader mondiale nei tessuti stampati per abbigliamento: 160 milioni di metri prodotti e venduti ogni anno, il che contribuisce per oltre il 50 per cento al fatturato complessivo che, nella prima metà degli anni ’90, si attestava attorno ai 270 miliardi di lire. Ha una posizione di leadership anche nel settore del filo da cucito e da ricamo. Impiega oltre 11 mila addetti. La storia della società è antichissima. Risale al 1746, quando tre signori alsaziani, ognuno con interessi diversi nell’arte, nella finanza e nel commercio, fondarono a Mulhouse una fabbrica di imprimé. Ebbero successo loro e i loro eredi che diversificarono la produzione. Nel 1961, Dmc comincia una politica di espansione, inglobando la Thiriez et Cartier-Bresson, un’industria di Lilla, sua concorrente nel settore del filo per lavori domestici. Insieme all’antica vocazione dell’imprimé, fu il filo a rimettere in sesto l’azienda quando, negli anni ’80, conobbe una grossa e lunga crisi. Ne uscì alla metà del decennio ’90, riprendendo ad acquisire società straniere: l’inglese Donisthorpe, l’ungherese Maya Fashion, le americane Greenwood e Fashion-Fabrics of America e Satexco e quote dell’irlandese Atlantic Mills. Dalla sua alleanza con il gruppo giapponese Unitika, è nato Inoseta, un marchio di tessuti in poliestere e in microfibre.