Dietrich

Marlene (1901-1992). Attrice tedesca. Marie Magdalene Dietrich: nome indissolubilmente legato allo stile androgino di cui la diva è ispiratrice. I tailleur maschili e anticonformisti, prediletti dalla Dietrich sul set e nella vita privata, sono stati fonte di ispirazione per più di un creatore di moda: da Yves Saint-Laurent, grande interprete dello smoking al femminile, a Giorgio Armani che più di una volta ha definito la Dietrich sua musa ispiratrice. Marlene approda in America nel 1930 all’indomani del successo del suo primo film da protagonista sotto la direzione del proprio pigmalione Joseph Von Sternberg: Der Blaue Angel (L’Angelo Azzurro, ’29). Giunta a Hollywood, con un bagaglio di ben 25 bauli ricolmi di abiti e accessori, firma un contratto con la Paramount che ne avrebbe voluto fare l’antagonista della Garbo alla Metro Goldwyn Mayer. Sebbene la nuova diva avesse un debole per gli abiti maschili — ancor prima di trasferirsi in America si era fatta confezionare a Berlino un frac dal sarto di suo marito Rudolf Sieber — l’artefice del suo look è stato il grande costumista Travis Banton. È stato lui a incoraggiarla a mettersi a dieta e sempre lui a creare uno stile del tutto a parte, sfrontato, suadente, aggressivo, di immediato fascino: Banton è l’artefice di mises sensazionali come l’abito di chiffon ricamato in oro e tempestato di pietre preziose tanto da sembrare uscito dalle mani di Fabergè realizzato per Angel (Angelo, ’37) o quello completamente ricoperto da piume di gallo nere che la Dietrich indossa in Shangay Express (’32). Sul set di questo ultimo film la Dietrich calza le note scarpe bicolori con la mascherina scura che ha definito una sua creazione. Sfortunatamente mademoiselle Chanel aveva lanciato quello stesso modello qualche tempo prima. (Sofia Leoncina Gnoli)