Techno

Techno. L’esplosione di massa del fenomeno dei rave-parties, a partire dal 1988, ha l’effetto di rendere visibile a molti l’uso ironico del feticcio…

Techno. L’esplosione di massa del fenomeno dei rave-parties, a partire dal 1988, ha l’effetto di rendere visibile a molti l’uso ironico del feticcio della tecnologia e l’ossessione per il livello oppressivo dei decibel, tipico della nuova musica genericamente indicata come Techno. I frequentatori più radicali di questa scena, abbagliati in tute anti-radiazione e tessuti mimetici da commando, hanno l’aria di essere usciti da un film del disastro di ambientazione fantascientifica. Dal punto di vista dello stile, è facilmente rilevabile l’influenza del fascino verso il post-atomico di qualche tempo prima. Antropologicamente è interessante notare il ritorno in forma rituale del rumore, in una civiltà (quella inglese, soprattutto) che si allontana sempre più dalla dimensione industriale.

Tang

Tang, David (1954). Creatore cinese, stilista che ha reinventato abiti e abitudini della Shanghai più nostalgica e kitsch, quella ante Mao Tse Tung…

Tang, David (1954). Creatore cinese, stilista che ha reinventato abiti e abitudini della Shanghai più nostalgica e kitsch, quella ante Mao Tse Tung, ancora coloniale nelle atmosfere. La città rivive così nelle creazioni di Tang (che progetta intanto boutique a Londra e nella Grande Mela): dalle lampade in vetro rosso ispirate alla biblioteca del China Club agli abiti per una Ninfa Egeria chiamata Gong Li. Prodotti eleganti destinati ai ricchi orientali ma disegnati con un occhio anche ai mercati occidentali.

Tussor

Tussor è un tessuto in seta tussah, seta selvaggia prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare, che proviene da bachi cresciuti allo…

Tussor è un tessuto in seta tussah, seta selvaggia prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare, che proviene da bachi cresciuti allo stato naturale. Spesso a strisce colorate.

THE BESPOKE DUDES EYEWEAR

Occhiali da sole in bio acetato

The Bespoke Dudes Eyewear. Marchio di occhiali da uomo e donna, fondato nel 2015 da Fabio Attanasio (imprenditore e fondatore dell’eponimo blog italiano, leader nel raccontare il settore moda maschile e l’artigianato) e Andrea Viganò (imprenditore appassionato di Made in Italy e Internazionalizzazione). La griffe italiana nasce dal desiderio di valorizzare l’artigianalità del nostro Paese proponendo una collezione di occhiali da vista e da sole, ispirati all’eleganza classica e alla tradizione sartoriale del Made in Italy.

Nel 2019 l’azienda si è impegnata a proporre prodotti nel pieno rispetto della salute del pianeta attraverso una collezione ecosostenibile. La linea è stata presentata a Pitti Uomo 97. L’alternativa naturale è il bio acetato materiale estratto dalle fibre di cotone e del legno, privo di ftalati e quindi biodegradabile e riciclabile al 100%.

Il bio acetato è un materiale molto performante, alla pari dell’acetato tradizionale. Il quid in più, dunque, è la sostenibilità: una montatura resistente e dall’anima green. Il prodotto Made in Italy è garantito dalla produzione totalmente italiana.  A partire dalle lastre in acetato alle lenti, giungendo fino alle viti, prodotte da una piccola azienda veneta su degli stampi recuperati dagli anni ’30.

Occhiali da sole dalla linea moderna.

Lo stile

Gli occhiali The Bespoke Dudes Eyewear si ispirano la sartoria maschile e alla sua eleganza oggettiva. Un evergreen osannato da clienti di tutto il mondo. Gli occhiali TBD sono un accessorio dallo stile classico, da abbinare con facilità a capi informali o abiti sartoriali grazie al minimalismo della loro linea. 

Save The Brand 2019: importante riconoscimento per The Bespoke Dudes eyewear

Il premio “Save the brand” celebra, ogni anno, le aziende italiane che si sono distinte nell’ambito fashion, food e furniture. Solo nel 2019 sono stati circa trenta gli imprenditori premiati. Tra questi, anche TBD che porta a casa l’importante riconoscimento Rising Star – Fashion per l’impegno dimostrato nella produzione green, nel pieno rispetto delle regolamentazioni del Made in Italy.

 

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The Bespoke Dudes Eyewear, l’occhiale green 

Tournafol

Tournafol, Christian (1968). Stilista francese. Le sue creazioni evocano la Bretagna, sua terra natia, le tradizioni del mondo marinaro e la…

Tournafol, Christian (1968). Stilista francese. Le sue creazioni evocano la Bretagna, sua terra natia, le tradizioni del mondo marinaro e la cultura celtica di quella regione. Si è diplomato in industria dell’abbigliamento a Brest, alla scuola di Belle Arti di Nancy e al liceo della moda di Cholet. Si fa le ossa presso gli atelier di Chantal Thomass, Jerome L’Huillier e Michel Klein. Lancia nel 1996 la sua prima collezione, ispirata al tradizionale costume bigouden, ricca in colori e ricami. Nel ’97 a Tournafol viene l’idea di assemblare in maniera singolare un maglione da pescatore e una gonna lunga, creando così l’abito-pull, che diventa un pezzo chiave delle sue collezioni. Disegna anche le linee Busnel e Busnel Marine, specializzate in maglieria.

Tayama

Tayama, Atsuro (1955). Stilista giapponese. Arrivato a Parigi con il diploma del Bunka College in tasca, nel 1974 diventa primo assistente di Yohji…

Tayama, Atsuro (1955). Stilista giapponese. Arrivato a Parigi con il diploma del Bunka College in tasca, nel 1974 diventa primo assistente di Yohji Yamamoto. Dal ’74 all’82 ha assunto le funzioni di direttore responsabile di Yamamoto Europa. Già proprietario della sua compagnia in Giappone, ha aperto a Parigi la sua prima boutique di prêt-à-porter maschile nel ’90, nel quartiere del Marais, e la seconda nel ’97, a Saint-Germain-des-Près. Le sue collezioni sono attualmente in vendita all’Espace Colette, uno dei negozi parigini più alla ribalta delle proposte stilistiche.

Testa

Testa. Storica sartoria italiana da uomo. Fu fondata a Roma nel 1918 da Orazio, il padre degli attuali proprietari Osvaldo e Oliviero.

Testa. Storica sartoria italiana da uomo. Fu fondata a Roma nel 1918 da Orazio, il padre degli attuali proprietari Osvaldo e Oliviero. Il primo atelier era in via del Corso ma già nel ’36 si trasferì in via Frattina dove oggi si trova ancora uno dei tre negozi Testa. Orazio era allievo di Mattina (il sarto del re Vittorio Emanuele) ed ebbe subito successo per la qualità sartoriale e la raffinatezza.

La svolta di Testa

La vera svolta si ebbe con l’ingresso in sartoria dei figli che, negli anni ’60, rinnovarono l’immagine dell’abito maschile in aperto contrasto con il tradizionale uomo in grigio. Furono i primi a proporre giacche lunghe, spacchi, tasche a soffietto, bottoni grandi sulle giacche, camicie con i collettoni, tessuti lavorati a jacquard, stampati su velluto, jersey e patchwork. Nei decenni ’60 e ’70, il marchio si affermò definitivamente grazie alla collaborazione con Cerruti per la linea Flying Cross e con altre importanti aziende come Lebole, Lanerossi, Fila, Lubiam. Nel ’73, insieme ai sarti Datti, Palazzi e Piattelli, Testa costituì il Gruppo dei Quattro partecipando al primo Pitti Uomo di Firenze. Molte le collaborazioni con il cinema e la televisione. Attori come Giannini, Franco Nero, Montesano e Alessandro Gassman sono apparsi sul set griffati Testa. Negli anni ’90, la tradizione familiare continua con i nipoti di Orazio, Odoardo e Federico.

Top

Top. Letteralmente, dall’inglese, sopra. Il termine indica vari capi d’abbigliamento, soprattutto femminile, da indossare appunto sopra (una gonna, un…

Top. Letteralmente, dall’inglese, sopra. Il termine indica vari capi d’abbigliamento, soprattutto femminile, da indossare appunto sopra (una gonna, un pantalone, un jeans). In genere, si intende per top una maglietta molto corta o anche il reggiseno del bikini. Negli Usa, invece, top indica la camiceria maschile.

Thatchers

Thatcher è una marchio tedesco di abbigliamento. Propone vestiti in stile sexy e cosmopolita: una simbiosi tra lo streetwear e la couture. L’hanno fondata..

Thatchers è una marchio tedesco di abbigliamento. Propone vestiti in stile sexy e cosmopolita: una simbiosi tra lo streetwear e la couture. L’hanno fondata nel 1994, Ralf Hensellek e Thomas Mrozek, proponendo due diverse linee giovanili, diventate poi quattro nel ’98, con Couture Jeans ed Existentials. L’idea portante è quella che la moda sia un sistema di comunicazione ed è con la comunicazione che i due stilisti giocano: con esposizioni su computer, cd-rom e Internet. I titoli delle loro collezioni raccontano già tutto il loro stile: Beware of killer Capitalism (autunno-inverno ’96-97), Pure Inferno (estate ’97), Style Thriller (autunno-inverno ’97-98), Homestory ’98 (estate ’98), She-Dog (autunno-inverno ’98-99). I creatori di moda aprono Thatchers The Shop, spazio dove testano le loro idee prima di passare alla realizzazione del prodotto. Successivamente vi presentano la loro collezione completa. Nel 2002 Thatchers apre un’altra boutique sempre a Berlino, nel quartiere Mitte, diventando uno dei poli della rinascita culturale e cosmopolita della capitale tedesca.

Tortu

Tortu, Christian (1954). Scenografo, decoratore, designer. In origine e in primo luogo, un fiorista che ha rivoluzionato la professione, modellandola in base alla propria creatività. Nato negli anni ’50 in Francia, nel Maine-et-Loire, da una famiglia di fiorai da generazioni, all’età di 22 anni lascia Saumor per lavorare in varie province, prima di giungere nel 1977 a Parigi. Nella capitale, apre diversi negozi, ultimo dei quali al 6 di Carrefour de l’Odeon, che in breve diventa una specie di “islet of nature” nel cuore della città. Negli anni ’80, dà nome a un marchio che dalle composizioni floreali trae spunto per candele profumate in cera naturale, incensi, saponi, linee di piatti e tazze decorate rigorosamente con motivi naturali. Il motto, tutt’oggi valido, è “XXth century will be vegetal, or not be”. Dopo l’apertura newyorkese sulla Quinta Avenue, Tortu intraprende l’attività di scenografo per l’allestimento di mostre nei musei, per le sfilate dei maggiori stilisti (Valentino, Dior, Chanel), per il Festival di Cannes. Il suo staff è composto da 13 persone, ha aperto boutique a New York, Tokyo e nel Quartiere Latino di Parigi. Giorgio Armani si è rivolto a lui per creare il corner floreale del negozio milanese di via Manzoni. Nel 2002 ha aperto una boutique di fiori, fragranze e accessori a Giacarta.