Sari. Abbigliamento tipico delle donne indiane, che consiste in un rettangolo di cotone o di seta, senza tagli o cuciture, da drappeggiare intorno al corpo.
Fausto Sarli. Stilista italiano. È considerato un caposcuola dell’alta moda romana. Ha soprattutto usato i metodi artigianali tipici della sartorialità.
Sarmi Ferdinando. Creatore di moda italiano. Si dedicò alla moda, su insistente richiesta di Elizabeth Arden dopo una breve carriera cinematografica
Tanya Sarne (1940). Stilista inglese. Ha cominciato come modella e ha creato, nel 1984, il marchio Ghost. Pone una grande attenzione ai tessuti tecnologici.
Sarouel. Pantaloni che fino alle ginocchia sono ampi come una gonna, per restringersi verso il basso o avvolti o abbottonati.
Denise Sarrault. Indossatrice francese. Apparteneva al genere Capucine, Suzy Parker, Dorian Leigh: bionda, ieratica, patinata, gran dama.
Sarrut Corinne. Nel 1965, diventa stilista da Cacharel, grazie al cognato Jean Bousquet, fondatore del marchio. Vent’anni dopo, fonda una sua marca
Un tempo la sartina era una colonna della società, esattamente come il parrucchiere, l’estetista. Ogni signora aveva la sua per rammentare i vestiti
Franco Sartori (1929-1987). Giornalista italiano e manager editoriale. Fondò Amica e passo poi a Condé Nast dove fondò Vogue Italia.
Sasch. Azienda fiorentina nata verso la fine degli anni ’80 su iniziativa del gruppo Gommatex, leader nella produzione e nella lavorazione dei tessuti.
Vidal Sassoon. Parrucchiere inglese. Il suo stile di taglio, di acconciatura prevalentemente geometrico è tipico deglia anni della Swinging London.
Fred Satha, stilista francese. Esordisce nel ’94 e nel ’98 disegna i costumi del musical Notre Dame de Paris e decide di dedicarsi al teatro.
Satin. Termine generico per qualsiasi tessuto di cotone o seta, particolarmente lucido e liscio. Esistono diverse tipologie di satin.
Cecil Saunders (1869-1956). Inglese, fu uno dei più importanti fotografi che raccontarono il mondo dagli anni ’10 agli anni ’30.
Sautoir. Collana lunghissima che arriva alla vita. Quasi sempre di perle (vere o coltivate), la si accorciava annodandola. La portavano le dive anni ’30.

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