Palatella

Palatella, Saverio (1958). Stilista italiano. Dopo un rodaggio nel campo delle T-shirt disegna per la Gentryportofino, che dal 1988 sino al ’92 produce una sua linea firmata, e collabora con alcune case produttrici di filati. Questa esperienza, fra maglieria e filatura, gli permette di rendere il suo lavoro ancora più specifico, soprattutto nel settore della maglieria pregiata. Nel ’93, la sua griffe trova l’alleanza produttiva del Gruppo Manifatture Associate cachemire. Nel ’98, Palatella sceglie di seguire la strada della ricerca. Saverio Palatella, nel 2001, lancia una collezione donna autonoma, concentrandosi su sofisticati capi di maglieria, e nell’Autunno/Inverno 2003/2004 introduce anche le linee uomo. Nel 2007, Palatella è protagonista di un défilé ad Alta Roma, in cui si esprimono tutte le potenzialità della maglia. Nel 2008 prende il via il progetto Wholegarment, in collaborazione con l’azienda giapponese di macchinari tessili Seiki, che mira a integrare tecnologia e know-how per produrre capi dal minore impatto ambientale e dalle performance innovative.

Pasquero

Pasquero Fabrizio (1938). Grafico, art director, giornalista. Nasce a Sanremo. È una figura di riferimento nel panorama-moda a cui ha dedicato grande e approfondita attenzione e documentazione nei lunghi anni della sua brillante carriera, dalla carta stampata alla televisione. È stato direttore di Linea Italiana e ha creato il programma televisivo Nonsolomoda. La sua carriera è sempre stata tra moda ed editoria. I due settori erano fortemente collegati. Negli anni ’80 è alla guida di Linea Italiana della Mondadori. Diventa quindi il capofila di una politica aggressiva nel mercato degli specializzati, tanto da far guadagnare alla casa di Segrate una supremazia nel settore. Lasciata la Mondadori, si dedica alla comunicazione televisiva, progettando e curando, per le reti Mediaset, la trasmissione Nonsolomoda, dove può trasfondere tutta la sua energia e la sua esperienza nel campo. Personaggio infatti dai molteplici interessi, un grande esperto e collezionista di motociclette e auto d’epoca. Anche ecologista antelitteram, amante della natura e del giardinaggio, della buona cucina tradizionale e dei vini. è uomo di grande curiosità intellettuale e apertura al nuovo e ai più diversi temi dall’architettura all’arte contemporanea, dal design alla moda.

Parka

Capo d’abbigliamento esquimese delle isole Aleutine. Il parka, simile all’anorak, è realizzato in tessuto impermeabile, spesso imbottito, chiuso sul davanti da una zip. Arriva a metà coscia e può avere un cappuccio, a volte ornato di pelo. Creato all’origine per lo sci e la montagna, fa oggi parte dell’abbigliamento casual.

Pejoski

Pejoski, Marian. Stilista. Il poco più che trentenne creatore macedone si trasferisce in Gran Bretagna nel 1987. Lì inizia a disegnare la sua collezione che vende, insieme ad altri nomi poco conosciuti (Noki, Russell Sage, Emma Cook, Adam Entwisle) ma estremamente fantasiosi, nella boutique londinese Kokon to Zai. Il negozio diventa luogo di culto in poco tempo: è lì infatti che lo scopre Björk, la cantante islandese nota per le sue “mise” eccentriche. Per lei, Pejoski disegna il famoso abito a “lanterna cinese” per la prima al Festival di Cannes 2000 di Dancer in The Dark (vincerà la Palma d’Oro) e quello a forma di cigno, per la serata degli Oscar. È il lancio sulla scena internazionale: a metà tra il trash e lo chic, le sue donne fumetto, un po’ Betty Boop, un po’ Daisy Mae, riscuotono grande successo.

Pellat-Finet

Pellat-Finet Lucien. Stilista francese, definito il re del cachemire. Da ragazzo viene folgorato dalla visione di un maglione in una boutique del sud della Francia. Nel 1994, disegna e lancia la sua prima collezione di streetwear ma di lusso, e due anni dopo, la linea uomo. Nel ’97 sfila per la prima volta a Parigi e i suoi capi li vendono al concept store parigino Colette. Una sorta di consacrazione. Nel ’98, firma una collezione cachemire per bambini e apre una boutique in Saint Germain. Il mercato americano corteggia Pellat-Finet ed è cosi che arriva a Barney’s New York. Nel 2001 iniziano i contatti con il Giappone a cui seguono la collaborazione con architetti e artisti, come Takashi Murakami, e l’inaugurazione dello store ad Aoyama, il quartiere chic di Tokyo. Nel 2003, lancia la linea jeans colorata con pigmenti biologici.

Prouvost

Prouvost, Jean (1885-1978). Industriale tessile ed editore francese. Assorbendo gradualmente concorrenti francesi e stranieri, forma il primo gruppo tessile francese e il primo gruppo laniero mondiale, gestendo marchi come Stemm, Rodier, Lesur, e les Laines du Pingouin. Nel 1954 partecipa a due linee di prêt-à-porter: Jacques Fath Université e Givenchy Université. Tra il ’24 e il ’30 acquista e rilancia con successo i quotidiani Paris-Midi e Paris-Soir. Successivamente fonda le riviste Marie Claire (’37), Paris-Match (’49), Télé 7 Jours (’56). Nel ’70, rileva la proprietà del Figaro. Dopo la sua morte, il gruppo viene ristrutturato e poi rilevato da Christian Derveloy. Tranne Marie Claire, che appartiene ancora alla famiglia Prouvost, tutte le testate sono state cedute.

Pikenz

Pikenz: Pellicceria italiana. Fondata nel 1951 da Enzo Picciocchi, ha la sua prima sede a Milano, in piazza Duomo, all’angolo tra via Mazzini e via Torino. Nel settembre 2000, si trasferisce nella sede di corso Matteotti. Ha iniziato con pellicce haute couture cui si è affiancata di recente una linea più giovane e disinvolta, allargata anche alla maglieria e agli accessori: cappotti e impermeabili bordati di pelo e con interno di pelliccia, maglieria in cachemire, borse di coccodrillo e struzzo. Distribuisce in esclusiva le pellicce della linea Gianfranco Ferré Fourrures. Nel 2004, Pikenz sigla una collaborazione con lo stilista Maurizio Pecoraro per creare una collezione incentrata sull’uso di materiali innovativi, dedicata a un target giovane e modaiolo.

Poell

Poell Carol Christian (1966). Stilista austriaco. Nel 1993 sviluppa la collezione uomo e dal ’94 fonda l’azienda C.c.p. Il suo stile, pur essendo d’avanguardia, è famoso per la qualità delle rifiniture sartoriali e per la scelta dei tessuti. Dall’autunno-inverno ’99-2000 presenta anche una linea donna.

Pupi Solari

Insegna di un negozio milanese che da oltre trent’anni “fa moda” oltre che venderla e che costituisce un punto di riferimento per la borghesia meno incline alle boutique da ribalta degli stilisti. Pupi Solari (Genova, 1927) apre, nel ’69, un piccolo negozio di abbigliamento per bambini in Largo V Alpini a Milano, proponendo i marchi Nouveau-Né, Valerie Goad, Chipie, C.P. Company.

Intelligenza e fiuto commerciale, alleate a un’innata simpatia, la premiano. Dieci anni dopo, si trasferisce in piazza Tommaseo, dove al bambino affianca la donna: prima una moda rassicurante, classica, poi le firme di Fusco, di Jil Sander e gli abiti minimalisti di Zoran. Il negozio si allarga a 11 vetrine, ospitando anche una sala da tè e un reparto dedicato alla sposa (Pupi Solari “Il matrimonio”).

Nel ’91 nasce un reparto uomo, con i marchi di Aspesi, Car-Shoe, Piombo, William Lockie e la linea Host-Uomo, coordinata dal figlio di Pupi, Andrea Host-Ivessich. Dall’85, Pupi Solari è anche a Genova, con un punto vendita in via Roma.

Paunovic

Paunovic, Dusan (1968). Stilista serbo. Vive a Milano da 15 anni. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Belgrado, si iscrive all’Istituto Marangoni. Lavora per sei anni dallo stilista iugoslavo Zoran. Nel 1999, lancia una propria linea di abbigliamento femminile. Inizia con uno spazio piccolissimo in via Agnello, poi si ingrandisce e trasferisce casa e atelier in via Vincenzo Monti. Non disegna i suoi abiti ma li crea direttamente modellando il tessuto sul corpo, come facevano i grandi couturier. Tessuto prediletto quello double, e quelli prodotti in maniera artigianale, oltre alle sete di Taroni, di Clerici e al cachemire di Loro Piana. Paunovic è un outsider: niente pubblicità né pierre, niente sfilate o show room. Fa tutto da solo con l’aiuto di due assistenti e l’appoggio di tre laboratori di dimensioni familiari. Si occupa direttamente delle vendite e a ogni stagione porta la collezione negli Stati Uniti per venderla direttamente senza l’aiuto di intermediari. Ha una distribuzione ristretta con un solo negozio in esclusiva per ogni città.