La Viola

Claudio (1948). Stilista italiano di moda e di arredamento. Milanese, inizia la carriera fra gli anni ’70 e ’80, con una boutique per uomo, dove propone capi classici per materiale ma rivisitati nel taglio e nelle proporzioni. Ora si occupa principalmente di design applicato all’oggettistica e agli accessori.

Lavaggio a secco

Sistema di lavaggio degli abiti a base di trementina. Lo scoprì e brevettò Jolly-Bollin, sarto francese, nel 1849. Inizialmente il metodo era empirico. Infatti, si scuciva l’abito macchiato, si provvedeva a pulirne la parte sporca appunto con la trementina e, quindi, si ricuciva il tutto. Si dovette aspettare la fine dell’800 per trovare il modo di lavare i capi a secco senza smontarli.

Locking Shocking

Marchio spagnolo di prêt-à-porter. La prima collezione Locking Shocking viene presentata nel 1996 alla sezione Mediterraneo Jeans del salone Gaudì di Barcellona. Dal 2001 le collezioni Locking Shocking sono presentate nei più importanti saloni specializzati mentre dal 2002 sfilano sulle passerelle spagnole, da Circuit a Barcellona fino alla Pasarela Cibeles di Madrid, dove i capi per la primavera-estate 2003 vincono il premio L’Oréal-Paris assegnato alla migliore collezione della stagione.

Ludwig Reiter

Calzaturificio austriaco inaugurato nel 1885. Appena aperta da Reiter nella cittadina natale di St. Joachimstal, la bottega riceve l’ordinazione per gli stivali della polizia imperiale di Vienna. Sarà il figlio Ludwig II nel 1934 a inaugurare la prima fabbrica, in cui produce i brand Fox e Piccadilly arricchiti con la speciale suola inventata da Charles Goodyear, più resistente e duratura. A metà degli anni ’90, si pensa a una linea deliberatamente retrò con il lancio di Cricket, scarpa simile a quella dell’esercito austriaco degli anni ’70 ma più confortevole. Va sul mercato nel 2003 il modello Anna Reiter per donna, scarpa bassa dalla suola estremamente morbida fatta con crine di cavallo. Un altro originale modello pensato dallo staff creativo alle dipendenze di quella che è ormai la quarta generazione dei Reiter, è il Tiger Sandal in pelle di pony.

Laura Dawson

Fashion designer residente a New York, le cui collezioni si ispirano a look metropolitani ricchi di glamour e con un gusto prettamente internazionale. Per le sue creazioni la stilista usa esclusivamente materiali naturali provenienti da coltivazioni organiche, con grande attenzione alla tutela dell’ambiente e al rispetto delle condizioni in cui operano i lavoratori. Tutti i suoi pezzi sono compatibili tra di loro e permettono di creare dei look ogni volta diversi. Molto interessanti i volumi, le stampe giocose e il modo in cui vengono trattati e mescolati i diversi materiali come velluto, pelle e seta.

Lang

Jack (1939). Politico socialista francese. Ha sempre creduto nell’importanza della moda come un’arte a sé stante. Si deve a lui il merito di aver stabilito come sede ufficiale delle sfilate la corte del Carrée du Louvre. È stato ministro della Cultura negli anni della presidenza Mitterand e, sul finire del secolo scorso, Jospin lo ha nominato ministro dell’Éducation Nationale. Estroso e stravagante, nel 1984 ha scioccato l’Assemblea Nazionale intervenendovi vestito con un abito dal collo alla coreana, creato da Thierry Mugler.

La Belle Jardinière

Grande magazzino parigino, fondato nel 1824 da Pierre Parissot, sul Quai aux Fleurs. Trent’anni dopo occupava 25 immobili dell’Ile de la Cité. Nel 1864, il Comune di Parigi decide l’espropriazione per costruire l’ospedale Hotel-Dieu. Nel 1866, La B.J. riapre sull’altra riva della Senna, in rue du Pont Neuf dove muore un secolo e quattro anni dopo.

Lenglen

Suzanne (1899-1938). Tennista, vincitrice del torneo di Wimbledon. Per lei, Patou disegnò abiti da tennis. Nasce e vive a Parigi, fra la villa di campagna di Marest sur Matz (Compiégne), Nizza e di nuovo Parigi, dove morirà di anemia perniciosa. “Più ammirata di Sarah Bernhardt, più desiderata di Joséphine Baker, più elegante di Anna Pavlova”, scrive di lei, con qualche eccesso il suo unico biografo, Gianni Clerici (La diva del tennis, Rochevignes Ed. 1984, Paris). Campionessa europea a 15 anni nel ’14, Suzanne si impone nel primo Wimbledon del dopoguerra (’19), e, sempre a Wimbledon, vincerà a ogni partecipazione sino al ’25, con l’eccezione di una assenza nel ’24. Nel ’26, prima tennista in assoluto (maschi inclusi), diverrà professionista debuttando al Madison Square Garden di New York, e intascando 100 mila dollari per una tournée di 4 mesi in Usa. Fu la prima tennista ad abbandonare il busto, a giocare con abiti lievi, sottana al ginocchio spesso plissé, calze disinvoltamente trattenute da un elastico alla coscia. Mise in voga un turbante di seta, spesso colorato in tinte leggere, così come i golf cardigan che indossava durante il riscaldamento (in tinta col turbante). Chiese a Patou di produrre abiti da tennis, che indossò e propagandò, ben inteso contro le leggi del dilettantismo di quei tempi.

Lowe-Holder

Michelle. Stilista inglese di origine canadese. Dopo avere studiato nel proprio paese, nel 1998 è arrivata a Londra per conseguire un secondo diploma alla Central Saint Martin’s School. Inizia firmando collezioni di maglieria e capi in pelle. Nel 2003, la sua griffe è ormai total look, da una linea completa di abbigliamento femminile fino a una collezione per la casa. È da sempre interessata al riciclo dei materiali e alla scoperta di nuove tecniche di lavorazione. Vende da Barney’s a New York e in negozi di tendenza.

Lalique

René Jules (1860-1945). Gioielliere francese. Il più versatile e fecondo creatore di gioielli in stile Art Nouveau. Nel 1885 fondò a Parigi l’azienda dove cominciò a disegnare e produrre per sé e per altri gioiellieri (Boucheron e Cartier). Celebri le parure di scena create per l’attrice Sarah Bernhardt. L’Esposizione Universale di Parigi del 1900 consacrò la sua fama. L’interesse per i materiali anche non preziosi lo indusse a sperimentare vetro, corno, avorio, madreperla, pietre insolite per l’epoca come l’opale e la tormalina. La natura e la donna, in particolare, furono la sua primaria fonte d’ispirazione sia per quanto riguarda il gioiello sia per l’oggetto d’arredo in vetro.