IRIS VAN HERPEN

La storia della stilista Iris Van Herpen che ha rivoluzionato il mondo della moda grazie all’uso di materiali moderni e della stampanta 3D.

Le ORIGINI

Iris Van Herpen origini
La stilista Iris Van Herpen

Iris Van Herpen è una fashion designer olandese che ha fondato la sua linea omonima nel 2007.

Nata nei Paesi Bassi nel 1984 Iris ottiene il diploma in Fashion Design presso l’Artez Institute of the Arts Amhem. Il suo talento personale la porta subito a lavorare come stagista da  Alexander McQueen  a Londra e poi da Claudy Jongstra ad Amsterdam. Solo un anno dopo la laurea Iris dà il via alla sua linea di moda specializzata in abbigliamento femminile.

la sperimentazione

Iris Van Herpen sperimentazione
La realizzazione di un abito con stampante 3d

Van Herpen fin da subito si è contraddistinta per la sua voglia di sperimentare. Questo ha fatto sì che la stilista abbia spesso collaborato con vari artisti portando le sue creazioni oltre i confini della moda. I suoi abiti infatti sono vere opere d’arte con influenze mutuate dal design, dall’architettura e dalla scultura.

Iris è stata una pioniera nell’utilizzo delle nuove tecnologie nel suo campo.

Un esempio è l’uso della stampante 3D applicata al tessile per creare abiti scultorei o dettagli altamente particolareggiati applicati alle stoffe. Per fare ciò la stilista si appoggia spesso a team altamente specializzati che la aiutano ad applicare l’uso della stampante alla sartoria.

Iris Van Herpen sperimentazione
Un abito dalla collezione “Ludi Naturae” di Iris Van herpen

L’abito a destra, ad esempio, è stato relizzato con l’aiuto  di un gruppo di scienziati della Delft University of Technology (TU Delft) nei Paesi Bassi. Il team è stato in grado di sviluppare una particolare tipologia di stampa 3D Polyjet multimateriale per applicare strutture in resina sintetica su un pezzo di tulle trasparente. Il risultato è sorprendente e avveniristico.

Nel 2011 TIME Magazine ha inserito i vestiti di Iris van Herpen realizzati con la stampante tra le 50 migliori invenzioni dell’anno.

IL SUCCESSO

Iris Van Herpen successo
Lady Gaga indossa un abito di Iris Van Herpen

L’approccio eclettico della stilista la portata negli anni a collaborare con nomi molto noti. Tra gli artisti citiamo Jolan van der Wiel, Neri Oxman, Björk e gli architetti Philip Beesleye Benthem and Crouwe.

Negli anni Iris ha vinto svariati premi tra cui il Golden Eye Award, il Dutch Design Award e il Marie Claire Award come miglor designer olandese. Sono inoltre tantissime le celebrities che hanno scelto di indossare gli abiti della stilista. Lady Gaga fu la prima a scegliere gli abiti di Van Herpen seguita da Beyoncè Solange, Cara Delevigne e molte altre.

Iris Van Herpen successo
L’esposizione di Iris Van Herpen all’High Museum of Art di Atlanta

Gli abiti di Iris sono stati acquisiti ed esposti da vari musei. Nel 2015 è iniziata una lunga turneè negli Stati Uniti iniziata all’High Museum of Art di Atlanta. Sei dei suoi abiti sono stati, poi, acquistati dal Metropolitan Museum of Art di New York . Le creazioni di van Herpen sono state esposte anche al Victoria & Albert Museum di Londra, al museo Cooper Hewitt di New York e al Palais de Tokyo di Parigi, tra gli altri.

LO STILE

Lo stile di Iris Van Herpen è moderno e all’avanguardia. I suoi abiti fuori dagli schemi sono scultorei e abbracciano influenze da varie forme d’arte. L’uso dei materiali va ben oltre le normali sperimentazioni in ambito tessile. Vengono infatti usati anche resine, materiali plastici stoffe create tramite l’uso della stampante 3d. Il risultato è di fortissimo impatto. Molte opere che richiamano il mondo della natura con forti simmetrie e dettagli incredibilmente particoareggiati. Altre si basano su fenomeni atmosferici o fisici, come nel caso della collezione Couture Seijaku ispirata ai movimenti delle inde sonore.

INTIMISSIMI

Parte del Gruppo Calzedonia, Intimissimi è un prestigioso brand di intimo e abbigliamento per uomo e donna.

Intimissimi

Parte del Gruppo Calzedonia, Intimissimi è un prestigioso brand di intimo e abbigliamento per uomo e donna.

Indice

  1. Storia
  2. Volti famosi
  3. Aspetto finanziario

STORIA

Intimissimi è una compania italiana produttrice di intimo fondata nel 1996 a Dossobuono di Villafranca, Verona. Il brand, insieme a Tezenis, Signorvino, Falconeri e Atelier Emé, fa parte del Gruppo Calzedonia.

Inizialmente, il brand viene lanciato come una linea di intimo per il Gruppo Calzedonia. Poi la gamma di prodotti si espande alla maglieria e agli articoli da notte, mantenendo la lingerie per uomo e donna come capo principale del brand.

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Linea costumi da bagno uomo

Nel 1998, Intimissimi ha in territorio nazionale 80 punti vendita, che nei dieci anni successivi aumentano a più di mille, con un network di distribuzione che copre tutta l’area europea.

Nel 2007 debutta la campagna televisiva Heartango, diretta dal regista Gabriele Muccino con protagonista Monica Bellucci affiancata dal modello portoghese José Fidalgo.

VOLTI FAMOSI

Tra i testimonial celebri di Intimissimi ci sono Ana Beatriz Barros, Vanessa Kelly, Andi Muise, Josie Maran, Bianca Balti, Irina Shayk (ambasciatrice della compagnia dal 2010), Alyssa Miller dal maggio 2011 per la Collezione Sposa  e Tanya Mityushina nel 2012.

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Irina Shayk testimonial di Intimissimi

Per la linea uomo, invece, il brand ha avuto come volti quelli di Luca Argentero e Jesus Luz.

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Luca Argentero per Intimissimi

Nel 2013, la testimonial per la collezione Primavera/Estate è Kasia Zingarevich, mentre per la collezione Autunno/Inverno è Blanca Suarez. E nel 2016, Irina Shayk è la protagonista della campagna televisiva natalizia.

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Collezione Spring Summer 2018 con Chiara Ferragni

Nel 2017, inoltre, Chiara Ferragni è la designer per il nuovo ice show del brand, A Legend of Beauty.  Nel 2018, la Ferragni e Gisele Bündchen sono i nuovi volti della collezione Primavera/Estate.

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Gisele Bunchen per la Collezione Intimissimi Spring Summer 2018

ASPETTO FINANZIARIO

I risultati finanziari del 2017 rivelano un aumento delle vendite e delle entrate, supportate dagli affari a livello internazionale del brand. Le entrate sono salite a 2,31 miliardi di euro l’anno scorso, con una crescita dunque dell’8,7% rispetto all’anno precedente. Le vendite a livello internazionale rappresentano il 54% delle vendite totali del brand.

Le vendite di Intimissimi, infatti, hanno raggiunto i 691 milioni di euro, appena dopo quelle di Calzedonia, pari a 802 milioni di euro.

Incanuti

Alberto (1962). Esperto di moda. È nato a Borgosesia. Autodidatta, è da anni consulente stilistico per Marzotto, Gruppo Vestebene, Ecafil, Maska, Blumarine Uomo e David Valls. Si dedica anche alla sua collezione di abbigliamento vintage customisé, cioè di capi ottenuti con il riciclaggio e l’assemblaggio di vecchi tessuti o capi di abbigliamento trovati nei mercatini di tutto il mondo.

Irié

Marchio francese di prêt-à-porter creato nel 1987 dalla giapponese Sueo Irie (1946). Diplomatasi presso l’Osaka College of Design, prima di creare una sua griffe, Irie ha lavorato per Hiroko Koshino e, a Parigi, per Kenzo. Alla fine degli anni ’80, hanno avuto molto successo le sue giacchine stretch e le camicie in seta a grandi disegni.

Ike Behar

Marchio americano di camicie, dal nome dello stilista di origine cubana che arriva a New York a 20 anni con un’esperienza di sartoria nella bottega di famiglia. Dopo aver disegnato con successo una linea di camicie per Ralph Lauren e altri grandi nomi, decide di venire allo scoperto con il suo marchio nel 1982. Subito, la stampa americana lo definisce il "mago della camicia". Ha un’attenzione quasi maniacale per il dettaglio. Le sue camicie sono frutto di 52 fasi di produzione. Cotone raffinato, cuciture rifinite, bottoni e colli ricercati: questi i punti forti del marchio che è prodotto in diversi laboratori e ha negozi propri negli Stati Uniti.

Istituto Marangoni

In ordine di tempo, è la prima scuola milanese specializzata in moda. Fondata nel 1935, ha ormai preparato tre generazioni di professionisti tra cui Franco Moschino, Domenico Dolce e Donatella Girombelli. Ogni anno, circa 500 studenti, di cui il 40 per cento provenienti dall’estero, possono accedere a un completo programma di corsi tra cui disegno di moda, computer design, analisi della modellistica, storia dell’arte e del costume, fibre e filati, elementi di marketing. Ogni piano di studio ha una durata pluriennale, con la possibilità di stage nelle principali aziende del settore e negli studi stilistici. L’Istituto dichiara di riuscire a inserire nel mondo del lavoro il 100 per cento dei suoi diplomati. Organizza anche master di specializzazione, a tempo pieno per un anno.

Intscher

Dopo essersi trasferita a Londra, nel 1997 si diploma alla Central St. Martin’s School. Da quella data ha collaborato con Alexander McQueen, Dirk Bikkembergs e Strenesse. Nel 2000, nasce la sua linea fatta di abiti sensuali che, grazie a particolari geometrie, coprono e scoprono il corpo, in modo discreto. Uno stile con il quale la stilista tende a uscire dalla stretta stagionalità delle collezioni.

Icarius

Nasce a Curitibal, studia fashion design alla scuola Santa Marcelina di San Paolo. Il suo talento viene notato per la prima volta proprio in una delle numerose sfilate organizzate dalla scuola stessa, in cui presenta una collezione battezzata in modo provocatorio Il cancro di mia madre. Il suo debutto sulle passerelle internazionali coincide con la collezione primavera-estate 2001, presentata a Parigi: propone, con linee sofisticate e sensuali, immagini mistiche di nuove Sante, riflesso di Senohora Aparecida do Brasil. Nel marzo 2002 vince Enkamania, progetto internazionale di ricerca di nuovi fashion designer promosso da Enka, leader mondiale nella produzione di filati, in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana. Nell’aprile 2003, viene scelto, dopo l’abbandono di Enzo Fusco, come nuovo timone creativo di tutte le linee della griffe romana Lancetti

Ionesco

Irina (1935). Fotografa francese. Dopo gli studi compiuti in Romania, torna a Parigi, dove vive, nel 1946. Ballerina di fama, è costretta a interrompere la sua carriera in seguito a un incidente che la induce a occuparsi di pittura dapprima degli spazi vuoti e, dopo l’incontro con Anouk, delle figure. Nel ’65, ricevuta in regalo una reflex Nikon, si avvicina alla fotografia da autodidatta realizzando ritratti in bianconero di grande fascino in atmosfere che risentono delle sue matrici culturali: il surrealismo dell’amico Breton, la pittura simbolista, i simboli del decadentismo, la teatralità di una falsa lussuria. Fra le modelle preferite, sempre fotografate in uno studio di gusto barocco dove non mancano mai gli specchi, c’è la figlia Eva che compare in molte mostre dei suoi lavori. Pur rimanendo legata al mondo artistico, lavora nel campo della moda pubblicando, a partire dal ’78, sulla rivista Mode International.

Ingeo

Nuova fibra rivoluzionaria della società statunitense Cargill Dow Llc (Minnesota), specializzata nel settore fibre e polimeri con un giro d’affari di 65 miliardi di dollari. Lanciata nel gennaio 2003, Ingeo ha richiesto 14 anni di sperimentazione e un investimento di 750 milioni di dollari. La fibra è realizzata su licenza da aziende leader nel mondo (14 all’inizio). Grazie a un accordo con la Far Eastern Textile di Taiwan (che fa parte del Far Eastern Group), verranno realizzati articoli di abbigliamento con il marchio Ingeo, che saranno in vendita nell’estate 2004. È la prima fibra sintetica al mondo, derivata al 100 per cento da risorse naturali rinnovabili annualmente (fra cui il mais) e ha le stesse prestazioni delle fibre sintetiche derivate dal petrolio. L’unica tecnologia in grado di combinare sviluppo economico e responsabilità sociale e ambientale: con un processo di fermentazione si trasformano gli zuccheri vegetali (per ora derivati dal mais e in seguito da altri materiali di scarto come erba, giornali ecc.) in acido lattico e poi si polimerizzano per ottenere la fibra. Il nome (derivato dal greco) sta per “ingredienti naturali della terra”: il processo di produzione di Ingeo raccoglie il carbonio che le piante prelevano con la fotosintesi dall’aria, evitando lo spreco di carbonio tratto dalle riserve limitate di petrolio. Nell’aprile 2003, Cargill Dow ha siglato un accordo con Toray Industries, leader internazionale delle fibre e dei tessuti che opera in 19 paesi. Toray avrà la licenza della tecnologia, la fornitura di materie prime, il marchio Ingeo e relativi prodotti da vendere in vari paesi, tra cui Giappone ed Europa. Altro accordo in maggio con l’italiano Radici Group, che ha iniziato nel 1946 con tessuti d’arredamento ed è una multinazionale in oltre 15 paesi con fatturato di 1.530 milioni di euro, 7.000 dipendenti e 60 stabilimenti. L’accordo permette a Radici di produrre fili continui, sia greggi che tinti, con il marchio Ingeo.