ALBERTA FERRETTI

Alberta Ferretti è la stilista italiana fondatrice dell’omonima casa di moda e designer di Philosophy (di Alberta Ferretti) fino al 2014.

Indice

  1. Le origini
  2. Aeffe
  3. Patrimonio culturale 
  4. Premi e riconoscimenti
  5. Collezione sposa 
  6. Situazione attuale 

LE ORIGINI

Alberta Ferretti è una stilista italiana, fondatrice dell’omonima linea di abbigliamento. La Ferretti è vicepresidente del consiglio di amministrazione del Gruppo AEFFE, fondato nel 1981 assieme al fratello Massimo.

Alberta Ferretti
Alberta Ferretti

La stilista nasce a Gradara, in terra di Romagna. Da sempre dotata di un grande senso estetico, muove i primi passi lavorando nella grande sartoria della madre. Lì impara a maneggiare i tessuti, a conoscere i cromatismi sofisticati e a familiarizzare con le lavorazioni. Il DNA sartoriale e l’ambizione è tanto forte che, a soli 18 anni, apre la sua prima boutique, a Cattolica. L’esperienza la mette a diretto contatto con le esigenze delle clienti ed affina il suo intuito nell’anticipare i trend della moda e i desideri delle donne.

AEFFE

Nel 1974 produce la sua prima collezione che ottiene un ottimo successo tra gli addetti ai lavori. Incoraggiata dalla risposta del pubblico, sei anni dopo, fonda insieme al fratello Massimo, AEFFE, l’azienda che porta le sue iniziali. Oggi AEFFE è un potente gruppo societario che controlla e produce, oltre alla linea Alberta Ferretti, anche i marchi Moschino, Pollini e Velmar.

Dagli anni Ottanta in poi gli affari si sviluppano in maniera inarrestabile. L’azienda lancia anche la linea Philosophy, sempre disegnata dalla stilista, rivolta ad un target più giovane e posizionata su una fascia di prezzo più bassa. Acquista inoltre le licenze per la produzione di firme di spicco del prêt-à porter quali Jean Paul Gaultier, Authier, Cacharel e Marithé & François Girbaud.

Alberta Ferretti Philosophy di Alberta Ferretti, abito bianco stampato
Philosophy di Alberta Ferretti, abito bianco stampato

Vengono portate a termine acquisizioni di pacchetti azionari di diverse altre società a conferma della forza di AEFFE capace muoversi come una holding sul piano internazionale. Mentre il fratello Massimo si occupa della parte economica e gestionale dell’azienda, Alberta mantiene la direzione creativa, concentrandosi sulle sue creazioni femminili contraddistinte da linee pure, essenziali e decorazioni con ricami preziosi.

Le collezioni vengono apprezzate in tutto il mondo permettendo l’apertura di numerose boutique e corner shop in quattro continenti.

Particolare attenzione viene dedicata, in anni recenti, al mercato dell’Est sul quale l’azienda si sta muovendo, in linea con i trend del mercato.

PATRIMONIO CULTURALE

Alberta Ferretti Campagna pubblicitaria con Linda Evangelista, 1990
Campagna pubblicitaria con Linda Evangelista, 1990

La stilista, nel corso degli anni, si distingue rivelandosi particolarmente  sensibile alla cura del patrimonio artistico e culturale. Nel 1994, con un gruppo di aziende e il patrocinio di Comune e Regione, promuove il titanico restauro del borgo medievale di Montegridolfo, nei pressi del suo luogo di nascita, al confine tra Romagna e Marche.

Dopo circa sei anni di lavoro, il borgo si riappropria della sua identità perduta, apparendo com’era alle origini e ritrovando sostenibilità economica in veste di nuova destinazione turistica. L’impegno dimostrato nella valorizzazione di questo patrimonio architettonico e paesaggistico vale ad Alberta Ferretti, nel 2000, la laurea honoris causa in Conservazione dei Beni Culturali, conferitale dall’Università di Bologna. Lo stesso ateneo, inoltre, nel 2003, le affida una cattedra per il Master in “Produzione e cultura della moda”.

Premi e riconoscimenti

Nel corso della sua carriera Alberta Ferretti riceve numerosi riconoscimenti. Tra essi figurano il premio The Romantics dall’International Fashion Group di New York, il premio La Kore come Stilista dell’Anno nel 2003, il Premio alla Carriera conferitole dal sindaco di Roma Walter Veltroni oltre che il prestigioso titolo onorifico di Cavaliere del Lavoro della Repubblica italiana.

Collezione sposa

Alberta Ferretti Forever, collezione sposa 2015
Forever, collezione sposa 2015

Nel 2010, come estensione organica per l’azienda, veine introdotta una speciale collezione da sposaAlberta Ferretti Forever. Gli abiti sono romantici e leggeri, grazie all’uso di chiffon e delicati ricami, pizzi e balze.

Secondo la relazione annuale di Aeffe S.p.A. per il 2015, il marchio Alberta Ferretti aumenta, in quell’anno, del 17,0% con  vendite nette di 23,94 milioni di euro e ricavi totali della società di 274,04 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Alberta Ferretti Collezione primavera 2017, Milano Fashion Week
Collezione primavera 2017, Milano Fashion Week

Per tenere il passo con le nuove tendenze del mercato del lusso, la collezione Pre-fall 2017 include Rainbow Week, capsule collection disponibile per la vendita See-Now-Buy-Now. Rainbow Week è la prima collezione capsule di maglieria del marchio. Essa comprende sette maglioni in diversi colori con tanto di giorno della settimana scritto su di essi. I capi sfilano indossati da modelli e modelle: altra nuova tendenza nel mondo della moda, la fluidità di genere.

Il 15 giugno del 2018 la griffe italiana presenta alla stampa le divise disegnate per la compagnia di bandiera italiana, Alitalia. La collezione è composta da tailleur maschile e femminile, proposto nelle tonalità del blu e decorata da foulard e cravatte rosse e verdi. Dopo aver chiuso il 2019 con segno positivo (ricavi per 351,4 milioni di euro, in crescita dell’1,4% a cambi correnti rispetto ai 346,6 milioni del 2018, nel primo semestre del 2020 la griffe registra un calo di -31,4% complice la crisi innescata dalla pandemia da Covid-19.

Oggi AEFFE è un gruppo societario che genera più di 200 milioni di euro di ricavi a esercizio, impiega 1300 dipendenti e produce 2 milioni di capi l’anno, distribuiti in una rete di 190 negozi monomarca e oltre 6500 punti vendita selezionati.

Ferragni

    1. Biografia
    2. Fedez, Leone e il matrimonio
    3. Da studentessa a fashion blogger
    4. La carriera dal 2016 al 2020
    5. Chiara Ferragni Unposted
    6. Chiara Ferragni Collection
    7. I guadagni

Biografia

Chiara Ferragni è nata a Cremona il 7 maggio 1987 da Marco Ferragni, dentista, e Marina di Guardo, scrittrice. La famosa fashion blogger ha due sorelle più piccole, Francesca e Valentina (anche lei influencer), e un fratello nato dalla relazione del padre con un’altra donna. Dopo aver studiato al liceo classico, Chiara si è iscritta in Bocconi alla facoltà di giurisprudenza ma non ha mai terminato gli studi.

Ferragni
La famiglia Ferragni

Fedez, Leone e il matrimonio

Nel 2016 si è fidanzata ufficialmente con Fedez. La relazione tra i due è nata dopo che Chiara ha cantato su Instagram una strofa di una sua canzone che dice: “Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, è un collare con più glutee di una giacca di Elton John”. A Los Angeles, nel marzo 2018, è nato Leone Lucia Ferragni, figlio del rapper e dell’influencer. La coppia si è sposata a Noto nel settembre del 2018. Il Chiara Ferragni wedding dress è stato firmato da maison DiorL’immagine della Ferragni, infatti, è legata a quella della griffe proprio con la nomina della Chiuri, direttore creativo della maison.

Al matrimonio della coppia soprannominata Ferragnez non sono mancate le polemiche soprattutto per quanto riguarda il volo organizzato per poter portare tutti gli invitati a Noto. Il volo brandizzato è stato organizzato da Alitalia. La compagnia ha però specificato che non si è trattato di una sponsorizzazione, ma di un normale accordo commerciale da inquadrare nella campagna pubblicitaria dell’azienda.

Ferragni
Matrimonio dei Ferragnez

Da studentessa a fashion blogger

L’inizio della sua carriera nel mondo della moda inizia nel 2009, quando, insieme al suo ormai ex fidanzato Riccardo Pozzoli, ha creato il blog The Blonde Salad. Il blog inizialmente tratta di moda e di consigli di viaggio fino al 2016 quando il sito diventa una piattaforma multimediale con la sua rivista on line e un E-commerce con capi disegnati e pensati dalla stessa Chiara.

A partire dal 2009 la sua carriera e la sua popolarità hanno avuto una crescita esponenziale anno dopo anno. Già nel 2010 ha lanciato una linea di scarpe ed è stata invitata agli MTV TRL Awards. Tre anni dopo ha collaborato con Steve Madden a una linea di scarpe e ha avviato importanti collaborazioni con diversi brand del lusso: Christian Dior, Louis Vuitton, Max Mara, Chanel,Tommy Hilfiger. Nel 2014 partecipa come ospite e giudice a Project Runway.

Chiara Ferragni è stata la prima fashion blogger a comparire su una copertina di Vogue nel 2015.

Ferragni
Chiara Ferragni giudice a Project Runway

La carriera dal 2016 al 2020

Dal 2016 comincia a collaborare con diverse aziende come testimonial. La prima nel 2016 è Pantene seguita da Amazon moda, Swarovski nel 2017, Pomellato e Intimissimi nel 2018. 

Da quando Chiara ha iniziato a collaborare con i brand tutti hanno cominciato a richiederla. Proprio da questo è nata una diatriba tra la Ferragni e Gabbana, il famoso stilista l’aveva chiamata per presenziare a un evento  e la fashion blogger aveva richiesto il “gettone di presenza”. Si tratta in questo caso della Miss Sicily una borsa da 1550 euro. Il brand decide quindi di declinare e il rapporto tra Chiara e il famoso marchio italiano si incrina tanto che smette di indossare i loro capi. La frecciatina di Gabbana alla Ferragni arriva su Instagram sul profilo di Trash Italiano sotto un post della ragazza. Dove lo stilista ha commentato con: “Hahahahaha lei è veramente cheap!!”. La blogger non ha però replicato alle accuse.

Viene inserita nel 2016 tra le 30 Under 30 Europe:The Arts fa Forbes, sempre da Forbes viene nominata l’influencer di moda più importante al mondo e nel 2017 viene premiata come Top Digital Leader nella categoria Web Star. Nel 2020, per “l’impegno civico dimostrato per l’Italia in questo periodo di emergenza“, dirà il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, Chiara riceve il Leone d’Oro. La nota influencer, in piena pandemia, si è fatta promotrice delle bellezze del nostro Paese, invitando i suoi follower a scoprire le meraviglie italiane, da Nord a Sud.

Ferragni
Chiara Ferragni per Pantene

Chiara Ferragni – Unposted

La regista Elisa Amoruso dirige nel 2019 un documentario nel quale Chiara Ferragni è protagonista. Il documentario racconta la vita dell’imprenditrice digitale e racconta di come il suo modo di usare i social abbia rivoluzionato la moda e il business. La presentazione del documentario è stata fatta al Festival del cinema di Venezia il 4 settembre del 2019.

Ferragni
Unposted – Chiara Ferragni

La linea di abbigliamento firmata Chiara Ferragni Collection

Chiara ha realizzato delle proprie creazioni di moda prodotte dalla Chiara Ferragni collection che è nata nel 2013. Ciò che lo caratterizza é il logo del brand. Si tratta di un occhio azzurro e dai glitter raffinati. Nel luglio 2017 la fashion blogger ha aperto il suo primo negozio a Milano, dimostrazione del grande successo che ha avuto la sua linea di abbigliamento.

I guadagni 

All’inizio della sua carriera, quando ha fondato il suo blog, Chiara Ferragni ha investito 500 euro per acquistare una macchina fotografica. Non sapeva che questo progetto le avrebbe cambiato la vita. Il suo patrimonio è ad oggi di 10 milioni di dollari.

 

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FONTANA MILANO 1915

Fontana Milano 1915. L’azienda della famiglia  Massa nasce nel 1915. In quell’anno il nonno materno, Guido Pieracci (artista, pittore e giornalista), apre un laboratorio di pelletteria nel centro di Firenze. Attigua alla bottega, l’abitazione del fondatore in quel che veniva definita casa/bottega.

Logo Fontana Milano 1915 disegnato da Giò Pomodoro

Il laboratorio di casa Pieracci ospita una decina di mastri artigiani e vende i prodotti al dettaglio. Guido Pieracci è un uomo creativo e lungimirante che riesce a coniugare l’amore per la qualità delle materie prime con un design moderno ed accattivante. Oltre a una propria linea di borse da donna, egli propone cinture e piccola pelletteria, che coniugano tradizione, alto artigianato e modernità di stile. Gli affari vanno bene tanto da spingere il fondatore a trasferire la sede da Firenze a Milano, in viale Lazio. Non una location qualsiasi ma un posto dove confluiscono diverse personalità di spicco dell’alta borghesia milanese.

L’evoluzione di Fontana Milano 1915

Nel dopoguerra, dal matrimonio della primogenita Pia Lully con Carlo Massa, storico commerciale della Olivetti, si aggiunge un nuovo tassello all’azienda di famiglia. Massa, infatti, rende famoso il marchio in tutto il mondo con una strategia pubblicitaria senza precedenti. Lo stile inconfondibile della griffe troverà maggior favore di mercato nel 1954 quando l’azienda realizzerà la prima collezione di borse. Nel 1961 l’etichetta sbarca in Giappone con il compiacimento delle clientela orientale.

Nel frattempo Pieracci, nel 1962, fonda assieme ad altri  imprenditori, l’ANIMPEC (Associazione Nazionale Industriali Manifatturieri Pelli e Cuoio), poi l’AIMPES (Associazione Italiana Manifatturieri Pelli-Cuoio e Succedanei) e diventa Presidente del MIPEL (Mercato Internazionale della Pelletteria) e del CEDIM (Comité Européen des Industries de la Maroquinerie). Otto anni più tardi, nel 1970, Guido affida la Fontana Milano 1915 al genero che ne diventa il Presidente. Tra i primi cambiamenti, la nuova sede di 4,500 metri quadri in via Trebbia a Milano e uno showroom in viale Majno.

Modello borsa business Fontana Milano 1915

Con la morte di Carlo Massa, avvenuta prematuramente, l’azienda passa nelle mani dei figli Michele e Paolo che promuovono una produzione “industriale artigiana”. Nel 1981, il logo della griffe si rifà il look grazie ad un intervento dello scultore italiano Giò Pomodoro che realizza la nuova “F”.

Nel 2010 l’aziende apre un nuovo laboratorio con annessa boutique a Firenze, rimarcando il legame con il passato e la tradizione famigliare. Consolidato l’apprezzamento dei mercati esteri, nel 2016 aprono il primo flagship store a Seul al quale farà seguito una seconda inaugurazione nel 2019 all’interno del department store Shinsegae main.  In azienda oggi lavorano oltre 300 collaboratori tra dipendenti diretti e indotto.

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FENDI

Fendi è un’azienda italiana di alta moda, nota per le sue lussuose pellicce e la pelletteria. Leggi la storia dello storico marchio con la doppia F.

Indice

  1. Le origini
  2. Karl Lagerfeld direttore creativo
  3. La terza generazione
  4. LVMH acquista Fendi
  5. I successi
  6. Gli anni recenti
  7. 50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.
  8. Situazione attuale

Le origini

La doppia F è uno dei primissimi marchi del made in Italy a diventare famoso nel mondo. L’azienda nasce nel 1925, a Roma: un piccolo negozio di borse e pellicceria con annesso laboratorio, in via del Plebiscito. I fondatori Edoardo e Adele Fendi svilupperanno e potenzieranno la loro attività negli anni Trenta, ma il vero successo arriverà con la seconda generazione: le cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda apporteranno nuove energie e nuove idee.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il primo negozio a Roma.
Il primo negozio a Roma.

Karl Lagerfeld direttore creativo

Nel 1926 l’azienda apre il suo punto vendita storico nel cuore della capitale, in via Borgognona. Nel 1965 inizia la collaborazione con Lagerfeld, rinomato per essere riuscito a trasformare il concetto stesso di pelliccia. Viene così reinventato un capo tradizionalmente considerato pomposo, ingombrante e non sempre facile da indossare. Con Lagerfeld come direttore creativo, la pelliccia viene sdrammatizzata e acquista morbidezza, disinvoltura, vestibilità, e diventa “fun fur”, un prodotto base nel DNA del brand, che esiste ancora oggi. Parallelamente procede la ricerca di nuovi materiali, nuovi trattamenti, tecniche sperimentali, di pari passo con la riscoperta e l’utilizzo di pellicce dimenticate e trascurate.

Fendi Collezione Donna primavera/estate 2018
Collezione Donna primavera/estate 2018

Anche le borse diventano più funzionali. La pelle viene stampata, tinta, intrecciata. Alle doppie F nero e fango, di immediata riconoscibilità, si affiancano il rigato e il disegno dama. Nasce la linea Selleria: pochi modelli e lavorazione completamente artigianale.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.
Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.

La terza generazione

Nel 1977 Fendi presenta la prima collezione pret-à-porter della Maison. Nei primi anni ’90, la terza generazione, nella persona di Silvia Venturini Fendi, figlia di Anna, scende in campo nella direzione creativa di accessori e linee Uomo. Silvia Venturini Fendi lancia la linea Fendissime, con pellicce, sportswear e accessori studiati per un mercato più giovane. Due anni più tardi viene inaugurata la prima sede negli Usa, a New York, sulla Fifth Avenue. Nel frattempo, l’impero delle cinque sorelle si arricchisce di numerose licenze: dalla maglieria ai costumi, ai jeans, agli ombrelli, agli orologi, agli occhiali, alle ceramiche, all’arredo, alla biancheria per la casa. Complessivamente una ventina di licenze, oltre alle linee di pellicceria e di pelletteria.

In questo periodo, circa l’80% della produzione viene esportato. In Italia e all’estero si contano un centinaio di boutique e circa 600 punti vendita. Il fatturato si aggira sui 600 miliardi, cosa che colloca Fendi al quarto posto per importanza tra i marchi del prêt-à-porter italiano. Fendi ha realizzato pellicce sia per il cinema sia per il teatro. Fra i numerosi film e produzioni, vanno ricordati: Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L’Innocente di Visconti (1976), La vera storia della Dama dalle camelie di Bolognini (1980), La Traviata di Zeffirelli (1983), Interno Berlinese di Liliana Cavani (1985), la Carmen (1986), L’età dell’Innocenza di Scorsese (1993), Evita di Parker (1996).

Fendi Silvia Venturini con i suoi modelli, collezione Uomo primavera/estate 2018
Silvia Venturini Fendi con i suoi modelli, collezione Uomo primavera/estate 2018

LVMH acquista Fendi

Sul finire del ’99, l’azienda è al centro di molti appetiti d’acquisto. Dopo infinite voci di cessioni, la Maison è passata sotto il controllo di Prada e di Bernard Arnault, proprietario di LVMH. LVMH, in joint venture con Prada (Lvp Holding), acquista il 51% della società, ma la gestione resta nelle mani della famiglia Fendi. Più avanti, Prada inizia a cedere le sue quote a LVMH, che nel 2001 diventa azionista di maggioranza.

I successi

Nel gennaio 2001, Fendi collabora in joint venture con Aoi, da 30 anni distributore del marchio in Giappone. La nuova società, chiamata Fendi Japan K:K, è sul mercato a partire dalla collezione primavera-estate 2001.

A partire dal 2002, la collezione Uomo viene prodotta, per 5 anni, da Ma.co. azienda di Soragna (Parma). Nello stesso periodo, il marchio lancia il servizio su ordinazione per articoli di pelletteria fatti a mano, tra cui la celebre borsa Pekaboo. Questo dà ai clienti l’opportunità di customizzare completamente la propria borsa: un vero e proprio lusso.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il servizio su ordinazione, fatto a mano.
Il servizio su ordinazione, fatto a mano.

Fendi continua a promuovere eventi culturali di portata internazionale, tra cui la mostra Goddess al Metropolitan Museum, nella sede del Costume Institute. Fra gli eventi più prestigiosi della primavera newyorkese, la mostra ha esposto due abiti, donazione dell’Archivio Fendi.

Nel 2005 Fendi festeggia i suoi 80 anni di carriera con l’inaugurazione di Palazzo Fendi a Roma (palazzo Boncompagni Ludovisi, IIXX secolo). La nuova sede è ora il cuore pulsante dell’azienda. Nel 2010 Fendi lancia la linea kids e Fendi Home. Una storia fatta di primati mondiali, quella della Maison italiana.

Una storia che ha visto l’organizzazione di una sfilata evento sulla Muraglia Cinese nel 2007 con ben 88 modelle e ospiti d’eccezione e una passerella di 1,500 miglia.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla Muraglia Cinese.
La sfilata sulla Muraglia Cinese.

L’apertura di una nuova boutique a Parigi nel 2008, invece, si è svolta con un concerto privato di Amy Winehouse per soli 400 invitati.

Gli anni recenti

La Maison italiana è sempre promotrice di nuovi progetti ed innovazioni. Nel 2011 Fendi collabora con Maserati, in particolare sulla “GranTurismo Convertible”, grazie ai comuni valori di artigianalità e tradizione. L’auto è stata supervisionata da Silvia Venturini Fendi, e i materiali, realizzati su misura ed in diversi colori, sono stati creati appositamente per quel modello. L’auto ha l’inconfondibile logo della doppia F impressa sul sedili, al centro del simbolo del Tridente sulle ruote e nella parte davanti.

Nel 2013 la Maison ha iniziato il lavoro di restauro delle fontane a Roma, secondo il progetto Fendi For Fountains. L’opera è cominciata con la fontana di Trevi, seguita dalle Quattro Fontane. Per Fendi, questo significa un profonda connessione tra la sua identità e quella della città di Roma. Fendi ha le sue radici a Roma, che è da sempre stata la sua musa. Lo stesso anno il brand firma un contratto con Safilo Group S.p.A. per la produzione e la distribuzione a livello internazionale di occhiali da sole e da vista.

L’anno successivo, Fendi compie un altro passo verso la tecnologia svelando le nuove, lussuose cuffie create in collaborazione con Beats di Dr. Dre. Le cuffie Fendi x Beats by Dr. Dre sono annunciate durante la sfilata Primavera/Estate 2015 a Milano. Sempre nel 2014, il brand ha collaborato con Zaha Hadid per creare una borsa di pelle a più strati, parte del 3Baguette Project, una collezione di creazioni di famose donne inglesi, destinata alla beneficenza.

Fendi Collezione Uomo primavera/estate 2018
Collezione Uomo primavera/estate 2018

Per la prima volta, nel 2014 la Maison si serve di droni per registrare le sfilate. Sempre nel 2014, acquisisce il 49% delle quote del gruppo svizzero Taramax SpA, azienda specializzata nella produzione di orologi di lusso. Questa azione permetterà una presenza più importante del gruppo Fendi all’interno del mercato dell’orologeria.

Fendi Collezione Uomo primavera/estate 2018
Collezione Uomo primavera/estate 2018

50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.

Nel 2015, con LagerfeldFendi presenta la prima collezione “Haute Fourrure” alla Fashion Week di Parigi. L’ampia gamma di pellicce di Fendi, internazionalmente riconosciuta, ha fatto il modo che il brand si distinguesse dai competitors, in quanto è uno dei pochi brand con un’offerta completa di pellicce.

Lo stesso anno Fendi trasferisce la propria sede all’interno del Palazzo della Civiltà Italiana, costruito nel 1942 in occasione dell’EXPO (che, però, non si è mai tenuta). L’edificio ospita, oggi, uno spazio dedicato a mostre di arte contemporanea al primo piano.

Primavera/estate 2017
Primavera/estate 2017

Nel 2015 Fendi ha celebrato i 50 anni di Karl Lagerfeld come direttore creativo, con il libro “Fendi by Karl Lagerferld”, che narra una storia esclusiva di eredità, creatività e modernità. Questo è il rapporto più lungo in assoluto tra un’azienda di moda ed un designer.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il libro di Karl Lagerfeld.
Il libro “Fendi by Karl Lagerfeld”.

Nel 2016 viene completata la ristrutturazione e l’apertura di Palazzo Fendi a Roma, tra via dei Condotti e Piazza di Spagna. All’interno è stato aperto il ristorante stellato giapponese Zuma. Al 2° piano il Fendi Privé, appartamento privato per celebrities, VIP e amici della Maison. Il 3° piano ospita le Fendi Private Suites, alias 7 suites imperiali.

Per il 90esimo anniversario, la maison ha organizzato, il 7 luglio 2016, una sfilata di alta moda A/I 2016-2017 presso la Fontana di Trevi a Roma, il restauro della quale è stato finanziato dalla Maison romana. Ha avuto luogo anche la mostra “Fendi Roma–gli Artigiani dei Sogni”, per spiegare il processo di produzione della pelliccia e gli elementi creativi.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla fontana di Trevi.
La sfilata sulla fontana di Trevi.

Situazione attuale

Le performance del brand sono molto alte, con un fatturato di più di un miliardo di euro. Pietro Beccari è presidente e CEO. Il direttore creativo Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi continuano a lavorare fianco a fianco per il successo dell’azienda, che resta l’unico brand ad avere un atelier di pellicce interno. Alla morte di Kaiser Karl, avvenuta nel febbraio del 2019, le redini sono passate a Silvia Venturini Fendi. Il 9 settembre del 2020, l’azienda annuncia l’ingresso di Kim Jones, ex Louis Vuitton e attuale direttore della linea uomo Dior, alla direzione creativa del womenswear dell’etichetta.

Franco

Antonio Franco. Stilista leccese. Se è vero che i migliori sarti sono uomini, tale congettura è confermata da Franco che, con la sua verve nostalgica, veste le donne con distinta eleganza. Formatosi nei migliori atelier milanesi, da oltre 25 anni propone abiti dall’allure vintage, confezionati con vigore estetico. I materiali che utilizza per la realizzazione dei capi sono nobili e richiamano l’estrema ricercatezza che trova ispirazione nel costume anni ’50 e ’60.

Ritratto di Antonio Franco

Atika, il brand da lui fondato, pare voglia cospargere di rose la donna contemporanea, dea agli occhi degli uomini. Il sarto, così, prova con successo a ispirarsi alle grandi dive del cinema; icone di stile indiscusso come Greta Garbo, eterea bellezza nordica che, a suo tempo, amava indossare creazioni siglate Adrian. E ancora, l’algida Marlene Dietrich, simbolo di venustà androgina e antesignana della moda genderless. Nel suo atelier/boutique sito in via Rubichi 13, Lecce, ai cartamodelli e alle forbici si avvicenda la borghesia leccese, nazionale e internazionale. Impeccabile nella sua espressione handmade, il Made in Italy firmato Antonio Franco trova forma in abiti dalla gonna a palloncino, robe de chambre in seta stampata, capospalla in broccato e ancora abiti e top in chiffon, taffettà e garze realizzate appositamente da Giaquinto. 

 

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Flannel Bay

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Fausti

Fausti, Marina (1951) Giornalista. Direttore di Donna. Nasce a Gallarate in provincia di Varese, inizia giovanissima (nel 1972) come coordinatrice e…

Fausti, Marina (1951) Giornalista. Direttore di Donna. Nasce a Gallarate in provincia di Varese, inizia giovanissima (nel 1972) come coordinatrice e stilista per il Comitato Moda industriali-abbigliamento, di Milano. Subito, l’anno dopo, viene scoperta dalla Condé Nast e assunta come redattrice a Vogue Italia, meta ambitissima delle giovani giornaliste, dove tutte le redattrici erano note per essere particolarmente attraenti, eleganti, bionde e belle. Resta fino al ’78 in Condé Nast per entrare con la qualifica di servizi speciali a Linea Italiana (Mondadori Editore) dove rimarrà fino all’83. Marina Fausti è una delle poche giornaliste che ha avuto un interessante percorso professionale sia nelle riviste specializzate sia in televisione, dove introduce la moda a Telemontecarlo con la trasmissione Pianeta Moda e dall’83 all’88 collabora, in Rai, come conduttrice e giornalista alla trasmissione televisiva Moda e infine dal ’90 al ’95 è autrice e consulente di moda per trasmissioni ed eventi speciali su Rai 1. Nello stesso periodo è vicedirettore della rivista Moda edizione Eri-Rai. Nel ’95 viene chiamata da Vera Montanari, direttore di Gioia, prima come vicedirettore moda e, poi, come condirettore.

Famiglia 38 Fotografi

Gruppo di fotografi italiani. Studio associato nato a Milano nel 1989. Francesco Di Loreto, Paolo Mazzo e Mino Visconti lavorano insieme

Gruppo di fotografi italiani. Studio associato nato a Milano nel 1989. Francesco Di Loreto, Paolo Mazzo e Mino Visconti lavorano insieme per produrre un tipo di fotografia basato sulla manipolazione di qualsiasi supporto visivo. Estremamente creativi, hanno realizzato allestimenti con immagini in bianconero colorate a mano e incluse in vetroresine per il decor di negozi come Hugo Boss, per fiere come Pitti Uomo, per WP, per le campagne pubblicitarie di Mariolo. Hanno collaborato con Dolce & Gabbana, Tod’s, Valextra, Diesel, Allen Cox, Henry Lloyd e altri. Dal 1998, hanno pubblicato e pubblicano su D-La Repubblica delle Donne, Anna, Cosmopolitan, Marie-Claire, Harper’s Bazaar Italia, Vogue Gioiello, Moda, Luna.

Fayolle

Fayolle Denise (1923-1995). Consulente francese di moda e pubblicità. Si laurea in filosofia e pratica il pattinaggio artistico.

Fayolle Denise (1923-1995). Consulente francese di moda e pubblicità. Si laurea in filosofia e pratica il pattinaggio artistico. Inizia la carriera di giornalista nel 1951 a Votre Beauté. Nel 1953 passa a Sapac-Prisunic come direttore di stile-moda e pubblicità. Le sue idee anticipano di un decennio quella che sarà una vera e propria rivoluzione nel vestire degli anni ’60. Fayolle capovolge e dà una nuova impronta allo stile di Prisunic con l’aiuto di 60 assistenti. Diktat principale: può essere bello anche ciò che costa poco, purché ridisegnato, in modo lineare e semplice.

Incontro con Maimé Arnodin

L’incontro con Maimé Arnodin, pur essendo casuale (l’occasione è un articolo sulla Fayolle, pubblicato nel ’56 su Jardin des Modes), è decisivo. Diventano socie nel ’68 e fondano Mafia (Maimé Arnodin Fayolle Internationale Associés), che avrà clienti importanti (Dupont de Nemours, Absorba, Les 3 Suisses, Yves Saint-Laurent Parfums) e sarà ufficio di stile moda per gli industriali del settore e talent scout di nuovi talenti. Al momento della vendita di Mafia al gruppo pubblicitario Bddp, nasce nel 1987 la nuova agenzia di consulenza e pubblicità Nomad, Nouvelle Organisation Maimé And Denise.