ETRO

Gerolamo Etro fonda nel 1968 la propria compagnia tessile prêt-a-porter e haute couture. Mantenendo una qualità tradizionale nel disegno, aggiunge una svolta contemporanea osando colori e toni innovativi.

ETRO

Indice

  1. Storia
  2. Gli anni 2000
  3. Recentemente
  4. Collezioni

STORIA

Gerolamo “Gimmo” Etro, un appassionato di viaggi in giro per il mondo con studi economici alle spalle, fonda nel 1968 la propria compagnia tessile prêt-a-porter e haute couture. Mantenendo una qualità tradizionale nel disegno, aggiunge una svolta contemporanea osando colori e toni innovativi.

Gli headquarters milanesi, situati in via Spartaco, vengono rinnovati completamente per provvedere a spazi più adatti alla rapida espansione del team di design. Allo stesso modo, anche la biblioteca dell’azienda inizia a prendere forma, archiviando libri rari e arte tessile intorno al 1974.

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Carpa da Parati di Etro

Il tessuto rivestito di jacquard con motivo cashmere diventa il marchio di fabbrica del brand, trasformando borse, valigie e borsoni nell’ultimo grido in fatto di stile.

La collezione Home viene lanciata nel 1984, comprendendo prodotti di tutti i tipi, dai piumini alle cornici per le foto. Una gamma elegante e cosmopolita, perfetta per trasformare un’abitazione in una casa.

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Etro propone anche una collezione di tessuti per l’arredo casa

Successivamente, la linea prêt-a-porter Uomo e Donna si espande e nasce il flagship store in via Montenapoleone, a Milano, proprio per riflettere il cambiamento del brand.

Viene inoltre lanciata la Fragrance Collection: la boutuque milanese di via Verri comincia a mostrare le prime essenze, nate da un concept tradizionale con una svolta contemporanea. In più, un’altra splendida boutique viene aperta in Rue Du Faubourg Saint Honoré, nel cuore del quartiere del ‘900.

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La linea di profumi di Etro

GLI ANNI 2000

In seguito, nell’anno 200 Etro inizia a esplorare il concetto di “nuova tradizione”, un’idea che ha unito diverse collezioni consecutive. In questo periodo, il brand tiene la sua prima sfilata alla Milano Fashion Week. Successivamente, l’azienda si espande a New York City, dove apre una boutique che riflette lo stile americano.

Dopo aver aperto un flagship store negli Stati Uniti, il brand arriva anche in Asia. Il quartiere chic Ginza di Tokyo diventa la location per il primo flagship store giapponese, che diventa presto sede di un omaggio al movimento Made in Italy.

La collezione Uomo Autunno/Inverno 2003/2004 del brand fa una dichiarazione riguardo al concetto di design: gli ospiti assistono allo show sopra tre vagoni vintage del treno creati da Etro, come se stessero viaggiando tutti insieme attraverso Milano.

La compagnia celebra il suo 4° anniversario con un party a Tokyo inizialmente chiamato Etro Circus. E l’espansione dell’azienda continua, grazie all’apertura di una nuova boutique in Old Bond Street, Londra.

Oltre che nei negozi, nel 2013 Etro inizia a vendere i vestiti online. Rizzoli pubblica inoltre una monografia intitolata Etro nel 2014. Il conceptual store Vicolo Fiori del marchio, dedicato alla casa, agli accessori e alle forniture tessili, viene inaugurato in zona Brera.

Un’iniziativa sviluppata da Etro è l’inaugurazione del Circolo dei Poeti, che si occupa di formare un’associazione di “poeti” impegnati nel delineare il dialogo tra arte e moda.

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Collezione Etro Primavera Estate 2016

RECENTEMENTE

Dopo una stagione di riflessioni, Etro propone una linea di vestiti dal design intenso e confortevole. La gamma non assume mai toni freddi, dato che contiene una serie di referenze, come Art Deco, Memphis. Il concept è quello di “una vasta e selvaggia terra senza orizzonti”, in riferimento al Perù o alla Patagonia.

Etro si identifica primariamente con il fondatore Gimmo, anche se la compagnia è attualmente gestita dai suoi quattro figli. Kean Etro è il direttore creativo delle collezioni Uomo, le quali sono spesso ispirate dai suoi viaggi e dai suoi libri antichi. Kean ha anche disegnato la sua prima collezione di menswear negli anni ’90 e nel ’96 ha ideato un fashion show basato sul concept “New Tradition”.

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Kean Etro

Veronica Etro, invece, è il direttore creativo delle collezioni Donna. Jacopo Etro, inoltre, ha lavorato per l’azienda dal 1982, diventando infine il direttore creativo della linea Accessori, Pelle, Home e Tessile. Oltre a ciò, è a capo del dipartimento di comunicazione. Ippolito Etro si è unito alla compagnia nel 1991, supervisionando il reparto amministrazione, e ora è stato promosso come direttore generale del brand.

COLLEZIONI

Etro è sinonimo di stile, o meglio: di uno stile di vita che si basa sulla qualità e sulla sofisticatezza. E non solo in termini di design, ma anche riguardo a materiali e tecniche di produzione. Questo universo di eleganza deriva dall’innata passione di Gimmo Etro per i viaggi e per la storia, temi che ora sono diventati il leitmotiv di tutte le linee del brand.

Nel 1981, il motivo cashmere fa la sua prima apparizione. Non si tratta solo del pezzo forte della collezione, ma diventa anche il simbolo del brand. E tale rimarrà probabilmente persino negli anni avvenire.

Le linee Uomo, Donna e Accessori esprimono tutte i propri concept attraverso i materiali e le decorazioni originali. La linea di prodotti in pelle è caratterizzata da materiale rivestito jacquard con motivo cashmere trattato con una speciale tecnica di plastificazione è diventata uno status symbol degli anni ’80. Gli anni ’90, invece, vedono il debutto del brand nel mondo del fashion prêt-a-porter.

Etro men's Spring 2018
Etro men’s Spring 2018

Lo stile e la ricerca focalizzati sulle linee Uomo e Donna rivelano uno straordinario lavoro di artigianato a mano, combinato con una scelta creativa di soluzioni di materiali e taglio. La “New Tradition” è nata ed è diventata uno dei concept più forti e unici di Etro.

Situazione attuale

Nel 2014, Ippolito Etro lascia il suo incarico da direttore generale di Etro. È Gerolamo Etro, già presidente della società comasca, a prendere il suo posto. La nota che annuncia il passaggio di poltrone, conferma la volontà di non cedere l’azienda a terzi. A distanza di poche settimane, la griffe annuncia di aver assunto Francesco Giannaccari nel ruolo di direttore generale, succedendo a Gerolamo. Il suo incarico, però, è destinato a vita breve visto che nel 2015 lascia il suo ruolo che verrà assunto ad interim, ancora una volta, da Gerolamo Etro. Il valzer di poltrone torna protagonista in azienda con la nuova nomina di direttore generale di Francesco Freschi, già consulento esterno per Etro, da vent’anni.

Seguendo la tendenza delle sfilate condivise, nel 2017 anche Etro presenta la sua collezione co-ed durante la Milano Moda Donna. Per la prima volta i due direttori creativi Veronica e Kean Etro collaborerano assieme per la realizzazione delle linee di cui sono direttori creativi. Lo scopo e di rafforzare l’immagine della griffe. La strategia di Etro si accomuna a quelle di Gucci e Bottega Veneta, sostenitori delle collezioni condivise.

A cinquant’anni dalla fondazione del marchio, Etro si regala una fantastica esposizione al MUDEC di Milano. Generation Paisley, questo è il suo titolo, ripercorre la storia della griffe attraverso i suoi celebri tessuti.

Nel 2020, l’azienda sostiene WWF Italia a protezione dei lupi che abitano i territori della Maiella. “Occorre cercare un equilibrio armonico e di convivenza con il regno animale, ricordandoci che anche noi esseri umani ne facciamo parte. La partnership con Wwf Italia nasce proprio dal desiderio di un ulteriore impegno concreto nei confronti della Natura”, sostengono Veronica e Kean Etro.

 

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Edwardian Style

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Edwardian Style. Moda maschile lanciata dal re d’Inghilterra Edoardo VII all’inizio del ‘900, con completi molto eleganti, tagliati e cuciti dai sarti di Savile Road.

edwardian style
Re Edoardo VII

Lunghe giacche redingote, nere, strette e diritte, abbottonate alte con piccoli revers, gilet ricamati, camicie a collo duro e pantaloni a sigaretta con bande di seta sui lati. Fu riproposto come New Edwardian Style nel 1950: un’eleganza raffinata e aristocratica, di gusto romantico-rétro, che negli anni del primo dopoguerra rispecchia il desiderio di edonismo e di ritorno all’epoca felice dell’Inghilterra inizio secolo. Questa moda ebbe grande influenza sul movimento popolare dei teddy boys.

Evisu

Evisu è una linea giapponese di jeanswear, nata nel 1988 da un’idea di Hiehiko Yamane, appassionato cultore del denim originale. Con un telaio americano…

Evisu è una linea giapponese di jeanswear, nata nel 1988 da un’idea di Hiehiko Yamane, appassionato cultore del denim originale. Con un telaio americano anni ’50, rimesso in funzione a Osaka, Yamane realizza il selvedge denim (tessuto con cimosa laterale in tutto conforme a quello del jeans d’epoca): 40 metri al giorno, per una produzione limitata e curatissima, contraddistinta da un logo-segno dipinto a mano. Nei primi anni ’90, scoppia il fenomeno “vintage” ed Evisu è diventato un cult amatissimo dai divi della musica da Madonna a George Michael, ai leader degli Oasis, i fratelli Gallagher. Nel ’97, inizia la produzione su licenza in Italia (sempre con denim giapponese). I jeans Evisu vanno da quello a larga diffusione, a preziosi modelli, come quelli a tiratura limitata del 2000 con bottoni in giada, logo ricamato in oro 18 carati e tasche intarsiate in seta cinese. Nel gennaio 2002, sfila a Firenze in occasione di Pitti Immagine Uomo; nel settembre dello stesso anno la collezione donna debutta nel calendario di Milano Moda Donna.
Nel gennaio 2006 la partnership tra Evisu e il brand Puma dà vita al lancio di una serie di prodotti denim che vengono venduti in esclusiva. La collezione chiamata “True Love Never Dies” si basa sul tema dell’attrazione e riflette l’estetica di entrambi i brand.

Elvstrom

Elvstrom è una linea d’abbigliamento sportivo, ideata nel 1975 da due amici appassionati di vela, Beppe Croce e Paul Elvstrom. Da principio il sigillo di garanzia per i prodotti, rigorosamente tecnici, era rappresentato dai continui successi velici che vedevano come protagonista il danese Paul Elvstrom: 4 Olimpiadi e ben 13 titoli mondiali. In seguito, ampliano la loro gamma di prodotti estendendoli anche al casual sportivo in stile marinaro, agli accessori, calzature, orologi e occhiali. Il tutto rivolto a un pubblico maschile accomunato dalla passione per la vela.

Erès

Erès. Creato alla metà degli anni ’60 da Irene Leroux, sta da allora al proscenio di un costante successo alimentato anche da testimonial spontanei, le star dello show-business e della moda che prediligono gli Erès per il taglio, l’ottima fattura, la tavolozza dei colori, la scelta dei tessuti (cotoni trattati di buona tenuta) e lo scarso spazio che la stilista concede all’effettismo creativo. Nel ’97, Chanel ha comprato il 100 per cento dell’azienda, lasciando però piena autonomia alla fondatrice che nel ’98 ha lanciato una linea di biancheria intima in mussolina e taffettà.
L’approccio al mercato statunitense della maison di swimwear è supportato dall’apertura di due monomarca, a New York in Madison Avenue e a Palm Beach.
Nell’agosto del 2002 i costumi Erès sono protagonisti della quarta edizione di Vogue takes the Hampton’s Celebration, evento promozionale organizzato ad East Hampton da Vogue America.

Emily the Strange

Emily the Strange è un personaggio creato nel 1991 dallo skater Rob Reger per la sua azienda di abbigliamento, la Cosmic Debris Etc. Inc., rappresenta la caricatura di una ragazzina goth di tredici anni. Reger creò vari disegni di Emily e il suo amico Matt Reed se ne servì per la produzione di magliette. Inizialmente distribuite a concerti, in negozi di dischi e di skateboard, venne poi realizzata una linea di abbigliamento e accessori. La Cosmic Debris divenne così un’azienda multi milionaria, arrivando alla produzione di una linea di abiti, di adesivi, di oggetti, di accessori oltre ai fumetti con Emily protagonista. I colori nero e rosso caratterizzano le collezioni, come anche i pipistrelli e gli scheletri, utilizzati come bottoni. Il brand Emily the Strange ha cambiato lo stile gotico rendendolo adatto ad un target di giovanissimi.

Ettedgui

Ettedgui, Joseph (1937). Parrucchiere e imprenditore della moda. Nato a Casablanca, si trasferisce a Londra dove, oltre al proprio mestiere, pratica la caccia a nuovi talenti dello stilismo per esporre i loro abiti nel proprio salone. Ha molto fiuto, è fra i primi a capire, a comprare e a vendere gli abiti di Kenzo e di Martin Kidman, con il quale creerà il marchio Joseph Kidman. Nel tempo, moltiplica le sue boutique, offrendo una serie di firme internazionali. Il suo nome diventa l’insegna di molti punti vendita: Joseph Café, Joseph pour la Maison, Joseph pour la Ville, Joseph Bis.

Erreuno

Erreuno. Azienda fondata da Ermanno e Graziella Ronchi, allora non ancora marito e moglie, nel 1970. La storia parte da uno scantinato nella milanese via Morgantini, decentratissimo rispetto alle vie canoniche della moda. Ermanno ha 23 anni e fa il rappresentante di confezioni. Graziella è più giovane e disegna. Nel ’75, a forza di battere le boutique di provincia, il duo comincia ad avere bilanci più che decenti tanto da arrivare alla decisione di archiviare la dimensione familiare e di tentare un salto di qualità. Puntano a una linea più creativa, chiamando a collaborare lo stilista Gianmarco Venturi. Un’alleanza di 3 anni. Graziella smette di disegnare per diventare il filtro del buon senso creativo, la persona capace di tradurre un capo da pedana in un capo a misura della strada, della vita di tutti i giorni. Filtro continua a esserlo anche dall’80 all’88, quando è Giorgio Armani a disegnare per Erreuno e a radicare lo stile della maison: abiti credibili sia se indossati dalla modella in sfilata, sia se portati da una donna in tram o in ufficio. Questa è stata la bussola di Erreuno anche dopo la fine del rapporto con Armani: stile molto classico, senza fronzoli, senza stravaganze. L’azienda, che vende quasi il 50 per cento all’estero (Stati Uniti, Germania, Giappone, Belgio, Francia) ha stretto alleanza con una società dell’Estremo Oriente, aggiungendo alla prima altre due linee, Donnaerre e Amamy. 2000, ottobre. Ermanno Ronchi e il suo staff festeggiano i 30 anni di attività dell’azienda. 2001, aprile. Viene eletto il consiglio direttivo della Camera Nazionale della Moda per il triennio 2001-2003. Ermanno Ronchi è nominato vicepresidente. 2002, marzo. Va in scena la prima produzione del nuovo stilista di Erreuno, Marco Bignù che sostituisce Gennaro Esposito. Nello stesso anno l’azienda produce la prima collezione della stilista Marella Ferrera.

Etzdorf (von)

Etzdorf (von), Georgina. Nasce a Lima in Perù. Nel 1981, fonda, con due soci, Martin Simcock e Jonathan Docherty, l’azienda che prende il suo nome e che produce stoffe molto decorative, per la moda, alta o pronta, e per gli accessori.
2003, febbraio. Georgina lavora con studenti d’ingegneria dell’Università di Southampton e studenti d’arte della Winchester School of Art per la creazione di sciarpe, borse e gioielleria assemblate con materiali luminescenti come fosfori e Led, i diodi che emettono luce. La collezione, a cui collabora anche la stilista inglese Anya Hindmarch, prende il nome di Nocturnalis e viene lanciata sul mercato.
2003. La designer, con base a Salisbury, è tra i 40 nomi della moda inglese ospiti di Fashion Coterie, l’annuale manifestazione newyorkese di settore.
Abbigliamento e accessori Etzdorf di moda e per la casa sono commercializzati in più di 300 punti vendita in 20 paesi e nel monomarca dell’azienda, in Burlington Arcade a Londra.