Doppiopetto

Doppiopetto è un tipo di allacciatura usata per i capispalla nella quale si sovrappongono le due parti del davanti e si chiudono con due file di…

Doppiopetto è un tipo di allacciatura usata per i capispalla nella quale si sovrappongono le due parti del davanti e si chiudono con due file di bottoni. Non si conosce esattamente la sua genealogia: di derivazione militare, probabilmente è l’erede della divisa ussara del XVII secolo. In seguito l’allacciatura viene elevata a tenuta di gala dal regime napoleonico. Nella moda di oggi, il doppiopetto rappresenta un singolare esempio della figura retorica detta metonimia, cioè “la parte per il tutto”. Indossare un doppiopetto è sinonimo – tecnicamente – di completo maschile dalla giacca a doppiopetto. A livello simbolico, invece, rimanda immediatamente al “business suit”. Algebrica la proporzione del numero dei bottoni: 6 a 2 (sei bottoni, di cui due possono essere abbottonati); 6 a 1; 4 a 1. Eccezioni: i modelli a sei o a otto bottoni, tutti allacciabili, appartengono alle uniformi marinare o agli abiti in stile edoardiano. Singolare il suo percorso nell’età moderna: è dopo la Grande Depressione americana del ’29 che il “double breasted suit” ascende al successo: c’è bisogno di immagini maschili forti, virili, dalle spalle larghe e dalla vita sottile. Dunque, viene adottato ancora una volta come divisa dagli uomini più forti e potenti degli anni ’30: i gangster, che lo prediligono in tessuti gessati o sempre scuri. Anche loro businessman. Di affari sporchi, certo. Ma anche uomini di solida ricchezza in anni economicamente fragilissimi. Da allora il doppiopetto è circonfuso da un’aura di formalità mista a eleganza proterva e insieme rassicurante. Amatissimo dai politici di ogni latitudine, anche in versione blazer blu su pantaloni in flanella grigia, scatena vere e proprie discussioni quando si tratta di abbottonarlo, in caso che i bottoni da chiudere siano due. Il principe Charles li sigilla entrambi con diligenza. I sarti di Savile Row raccomandano di chiudere solo il primo. Il duca di Kent, negli anni ’30, optava per un’eccentrica chiusura solo del secondo. Non ci sono discussioni, invece, sul fatto che un doppiopetto non possa essere portato sbottonato.

De Santis Dali

De Santis Dali. Marchio di abbigliamento femminile, nato nel 1998 dalla collaborazione di Carmine De Santis e di Mohammed Ali Moussa

De Santis Dali. Marchio di abbigliamento femminile, nato nel 1998 dalla collaborazione di Carmine De Santis, che è di Pontecagnano (Sa), e di Mohammed Ali Moussa che è di Tunisi. Il primo ha frequentato l’Istituto Europeo di Design, il secondo è laureato in chimica, poi ha studiato fashion design all’Esmod di Parigi e successivamente all’istituto Carlo Secoli di Milano. Dopo alcune esperienze nel mondo della moda (consulenze per Moussa e per De Santis, l’azienda di abbigliamento donna del padre di Carmine), hanno deciso di firmare insieme una collezione di prêt-à-porter che comprende maglieria e confezione e che unisce due diverse culture: la tradizione sartoriale campana e lo spirito maghrebino minimalista.

Deforges

Deforges Jean-Louis (1942). Parrucchiere francese. Ha 3 saloni a Parigi e 4 in tutta la Francia.

Deforges Jean-Louis (1942). Parrucchiere francese. Ha 3 saloni a Parigi e 4 in tutta la Francia. Al di là della riconosciuta bravura di mestiere, la sua fama è legata all’idea di autonome presentazioni delle nuove acconciature, dei nuovi tagli secondo le cadenze stagionali della moda: dal 1985 nel suo “show room parigino vicino alla Bastiglia, due collezioni l’anno in mostra agli addetti, agli stilisti come fossero abiti in passerella. Da questa prima idea è nata quella di una scuola che fa leva sulle presentazioni, le riserva ai parrucchieri professionisti e le accompagna con corsi di taglio e di filosofia dell’acconciatura che, pur tenendo conto delle tendenze e delle proposte di sarti e stilisti, ha come comandamento il viso e la personalità della cliente. Questa sorta di accademia del capello è frequentata ogni anno da circa 20 mila parrucchieri.

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Dell’Aquila

Dell’Aquila Mariantonietta (1937-1999). Giornalista di periodici specializzati. Assunta in Rizzoli nel ’58 come redattrice di moda di Annabella

Dell’Aquila Mariantonietta (1937-1999). Giornalista di periodici specializzati. Assunta in Rizzoli nel ’58 come redattrice di moda di Annabella, vi resta per quasi 10 anni. Nel ’69 passa alla Mondadori, prima ad Arianna, poi a Cosmopolitan. Nel ’76 progetta e dirige il mensile Doppiovù. Nel ’79 è a Cento Cose e poi di nuovo in Rizzoli, ad Amica. È vicedirettore di Elle dall’88 al ’94, quando è chiamata al timone di Brava Casa.

Drian

Drian. pseudonimo di Etienne Adrien (1885-1961). Illustratore francese. il suo stile va in controtendenza

Drian. pseudonimo di Etienne Adrien (1885-1961). Illustratore francese. Mentre sta per morire il liberty, l’arte è terremotata dal cubismo e l’arte minore sventola le bandiere del déco, il suo stile va in controtendenza, è caratterizzato da un voluto classicismo. Dalla profonda provincia, si trasferisce a Parigi nel 1900. È fra le firme della Gazette du BonTon, di Fémina, di Nos Elegances, di Harper’s Bazaar.

Dreyfuss

Dreyfuss, Jérôme. Creatore dai molteplici aspetti, è stato notato per la prima volta nel novembre ’98 alle collezioni di Parigi. Immediatamente, il suo…

Dreyfuss, Jérôme (1975) è uno stilista francese. Creatore dai molteplici aspetti, è stato notato per la prima volta nel novembre ’98 alle collezioni di Parigi. Immediatamente, il suo stile molto costruito e la sua maestria, notevoli per i suoi 23 anni, hanno fatto parlare di lui come di un’autentica promessa. La sua ambizione: disegnare abiti che siano allo stesso tempo eleganti, semplici e moderni. Ciò non esclude, spesso, anche un po’ di humour, come una sua gonna dal merletto disegnato, attaccata a un corpetto con nastro adesivo.

Jérôme si occupa ora principalmente della creazione di accessori. Nel 2006 lancia il brand “Agricouture”, una presa di posizione in favore del rispetto dell’ambiente e del ritorno all’artigianato. Lo stilista è oggi famoso grazie all’apertura di una boutique a Parigi che ha avuto un grande seguito.

Nel marzo 2008 Dreyfuss ha aperto la sua prima boutique esclusiva nel cuore di Saint-Germain des Prés  a Parigi.

Drill

Drill è un tessuto di cotone molto robusto e pesante, ad armatura saia, simile al denim. Fabbricato con filati di basso titolo (cardati) ma di buona qualità, usato negli Stati Uniti, intorno agli anni ’40, solitamente bianco o color cachi, per abiti da lavoro, successivamente ha trovato impiego in divise militari o coloniali e oggi per abiti estivi sia maschili sia femminili.

D’Amico

D’Amico, Antonio. La madre sarta gli trasmette la passione per la moda. L’incontro importante è con Gianni Versace nella cui maison lavora per 13 anni…

D’Amico, Antonio. La madre sarta gli trasmette la passione per la moda. L’incontro importante è con Gianni Versace nella cui maison lavora per 13 anni sino alla morte dello stilista, occupandosi di costumi teatrali (collabora con Maurice Béjart, Bob Wilson, William Forsythe e Arnaldo Pomodoro), delle linee Istante e Versace Sport e di licensing. Nel 1992 realizza con Versace l’immagine di The One, tour mondiale di Elton John. Nel ’98, in società con Massimo Leotti, crea la Antonio D’Amico che propone prêt-à-porter sportivo per uomo e donna, maglieria scarpe e accessori.

De Simone

De Simone. Ebbe il suo massimo successo nel periodo d’oro della Sala Bianca di Palazzo Pitti, a metà degli anni ’60, restandovi fedele anche nei ’70, come fantasioso esponente di quella moda boutique che, puntando sulla bellezza dei tessuti, la fruibilità della forma e la pirotecnica capacità di rinnovarsi, fu vessillo della moda italiana e costituirà la vera base della futura moda pronta di lusso. È caratteristica la sua tavolozza dai toni solari, accesi, che rende splendenti, nelle sue sete i motivi mediterranei. Lo stilista fece anche inaspettate incursioni nel nero del “ciré”, contraddetto tuttavia dall’audacia di linee inguaribilmente libere e giocose.

Cinque anni dopo la morte dello stilista, nel febbraio del 2000, la griffe Livio De Simone continua a vivere grazie al design e al talento della moglie Beba. Fedele allo stile del marito, sviluppa continuamente la ricerca di materiali e colori, e ha disegnato una propria linea di accessori (borse, bisacce, tascapani).

Dawson International

Dawson International. È specializzato in fili pettinati: cachemire e lambswool. Produce anche maglieria e pellicce artificiali. Ha rinforzato la sua posizione sul mercato internazionale abbassando il prezzo del cachemire filato. Produce anche materiale da arredamento. Sul finire del ‘900 ha quasi 12 mila addetti.
Nel 2020 il gruppo scozzese lancia un nuovo marchio col nome Dawson Cashmere Company. È rivolto a una fascia media di mercato e viene prodotto in Cina.
Nello stesso anno a settembre il presidente di Ballantyne, controllata del gruppo Dawson, è stato nominato Alfredo Canessa e direttore artistico Massimo Alba. Obiettivo rilanciare lo storico marchio di maglieria. Un team internazionale di giovani designer emergenti cura la nuova immagine: debutto a Pitti Uomo nel gennaio 2003. Sede operativa a Milano, produzione in Scozia, filati forniti dall’altra controllata di Dawson, la Todd&Duncan.