Casacca

Casacca. Giacca leggera o camicia, ampia e diritta, da portare, sciolta o rimboccata con cintura, sopra la gonna o un abito. Se più lunga diventa una…

Casacca. Giacca leggera o camicia, ampia e diritta, da portare, sciolta o rimboccata con cintura, sopra la gonna o un abito. Se più lunga diventa una tunica o un miniabito. È uno dei capi preferiti di Saint-Laurent in varie versioni, dalla casacca russa abbottonata sul fianco con collo a listino (come quella dei cosacchi appunto) alla casacca dei pittori con nodo lavallière o collo di pizzo. Indossano la casacca i fantini al Palio di Siena nei colori della loro contrada.

Comptoir des Cotonniers

Comptoir des Cotonniers. Dalla sua creazione nel 1995, disegna le proprie collezioni coniugando modernità, eleganza, creatività e moda. Il target a cui questo brand si rivolge è di donne di tutte le età e la finalità è che si sentano a proprio agio. Il lavoro costante sui tagli, le tonalità che giocano sui contrasti, gli stampati esclusivi e i dettagli femminili lo rendono un brand di tendenza che, da vero precursore, ha scelto per pubblicizzare le sue collezioni vere coppie di madri e figlie.

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Csp International

CSP International è un gruppo industriale di Ceresara (Mantova), leader nel settore della produzione di calze, collant e intimo (maschile e femminile)…

CSP International è un gruppo industriale di Ceresara (Mantova), leader nel settore della produzione di calze, collant e intimo (maschile e femminile). Nasce nel 1973 come piccola impresa locale produttrice di collant. Dopo la creazione del marchio storico Sanpellegrino, sinonimo di collant, e, dal 2000 anche linea di intimo, la Csp fonda, nel ’97 Oroblu, marchio rivolto a una fascia di mercato più alta, specializzato in collant, corsetteria e intimo seamless. Nel ’99 il colosso mantovano compra il prestigioso e storico brand francese (fondato nel 1927) di calzetteria Le Bourget, al terzo posto quanto a produzione sul mercato europeo. Risale infine al 2000 l’acquisizione del controllo di Lepel, altro grosso marchio, grazie a cui la Csp International si affaccia nel mondo dell’intimo e della corsetteria. Il Gruppo si contraddistingue negli anni, oltre che per una grande attenzione alla tecnologia produttiva, anche per l’elevata copertura distributiva e un’offerta che interessa i diversi segmenti di mercato. Attualmente, con stabilimenti anche in Francia e Polonia, conta 1.500 dipendenti, una presenza capillare in 50 paesi del mondo, 100 milioni di collant prodotti ogni anno, 10 milioni di capi di intimo per un fatturato di oltre 160 milioni di euro. È l’unica azienda italiana del settore quotata in borsa.

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CSP crolla

Clerici Tessuto

Clerici Tessuto. Fabbrica comasca di sete creata dai coniugi Rachele Clerici e Alessandro Tessuto nel 1922, per “esercitare il commercio di tessuti di seta

Clerici Tessuto. Fabbrica comasca di sete creata dai coniugi Rachele Clerici e Alessandro Tessuto nel 1922, per “esercitare il commercio di tessuti di seta ed affini”. Dal 1925 la vendita viene affiancata dalla produzione in proprio, che dal 1937 avviene nello stabilimento di Grandate (Co). Nel ’44 è il figlio Eugenio ad assumere il timone aziendale. Negli anni ’50, la strategia di espansione sul mercato del prêt-à-porter e dell’alta moda femminile italiana e francese conduce a un considerevole aumento di capitale. Alla morte di Eugenio Tessuto nell’87, la guida dell’azienda passa alla terza generazione di eredi con la presidenza di Alessandro. All’inizio del decennio ’90, la Clerici Tessuto acquisisce una parte della stamperia Sara per diversificare la produzione, ampliandola con l’ingresso nel settore dell’accessorio maschile e dell’arredamento.

Chino

Chino. Dagli anni ’80 indica un pantalone in cotone appena sotto il ginocchio, usato per lo sport e il tempo libero.

Chino. Dagli anni ’80 indica un pantalone in cotone appena sotto il ginocchio, usato per lo sport e il tempo libero. Si chiama anche slack.

Chipie

Chipie fa capo al Gruppo Zanner, società francese leader nel settore dell’abbigliamento infantile, che in totale controlla 14 licenze di produzione e…

Chipie fa capo al Gruppo Zanner, società francese leader nel settore dell’abbigliamento infantile, che in totale controlla 14 licenze di produzione e commercio. Oggi, Chipie, con base a Carcassonne, ha in produzione e in licenza biancheria per la casa, accessori in pelle per la scuola, biancheria femminile da bagno, carta da parati, cancelleria, stilografiche, orologi. Ha 15 boutique di Francia e 200 succursali dei più importanti grandi magazzini.

CÉLINE

Céline, azienda francese nata nel 1945, dapprima si occupò di calzature per bambini su misura, per poi allargare gli orizzonti a tutto il mondo della pelletteria di lusso e del prêt-à-porter.

Le origini: Céline Vipiana

È ormai una lunga e radicata storia quella della moda firmata Céline. Céline Vipiana e il marito Richard aprirono la prima boutique nel 1946, a Parigi, al 52 di rue Malte.

Insieme crearono uno dei primi brand di lusso nel settore, Céline, un’azienda di calzature su misura per bambini. Poi, di anno in anno, il successo della maison consentì di allargare gli orizzonti. Céline Vipiana rimase come designer della casa di moda dal 1945 al 1997.

Céline Vipiana nel suo ufficio
Céline Vipiana nel suo ufficio

Nel 1960, il brand cambiò il suo target, iniziando a concentrarsi sulla moda prêt-à-porter femminile, con un approccio sportivo. Sempre nel ’63 Céline presentò una linea di scarpe da donna e nel ’66 debuttarono le collezioni in pelle.

Céline nel 1973 ridisegnò il suo logo “C” Sulky, legato all’ Arc-de-Triomphe, indubbio simbolo parigino.

LVMH rileva Céline

Nel 1996 il marchio venne ufficialmente rilevato da LVMH, Gruppo Arnault, proprietario di molteplici firme della moda e del lusso, per 540 milioni di dollari. In quel momento, LVMH rese popolare il marchio e aprì una boutique al 36 di Avenue Montaigne a Parigi.

L’azienda, affidata alla regia di Nan Lergeai responsabile di Dior per l’Estremo Oriente, ha attuato una politica di boutique monomarca in tutto il mondo, con particolare attenzione al mercato asiatico e statunitense.

Michael Kors

Nel 1997 Célin nominò lo stilista americano Michael Kors primo stilista e direttore creativo prêt-à-porter femminile. Dopo tale assunzione, il marchio si evolse rapidamente: nel maggio 2001 la società aprì la prima boutique monomarca a Londra, in New Bond Street.

Ad agosto, il Museo Isetan di Tokyo dedicò una retrospettiva a Céline, illustrando lo stile della maison dal 1945 ai giorni nostri, evidenziando le modifiche apportate nel 1997 con l’arrivo del direttore artistico Michael Kors.

Céline Micheal Kors, collezione primavera/estate 2001
Micheal Kors, collezione primavera/estate 2001

La celebre borsa Grant, grande successo degli anni ’60, era il pezzo forte e veniva cucita davanti ai visitatori sottoforma di miniatura in cartone. Gli acquirenti potevano personalizzare i pezzi in vendita, limitati e numerati, con il loro nome.

IL NUOVO MILLENNIO

Nel settembre 2001, con l’avvento della moneta unica europea, Céline, per celebrare l’evento, creò una collezione di accessori decorati con dodici monete.

Dopo Londra e Anversa, il Club Céline arrivò anche in Italia, nella nuova boutique inaugurata in Galleria Cavour a Bologna. La società prevedeva di aprire altri 100 punti vendita entro la fine del 2001.

La borsa Poulbot

Céline Borsa Poulbot in grigio
Borsa Poulbot in grigio

Nel maggio 2003 Céline presenta la nuova borsa Poulbot. Il nome deriva da Francisque Poulbot, artista contemporaneo di Toulouse-Lautrec, dal quale quest’ultimo venne ispirato quando dipinse i monelli di strada di Parigi.

Da quel momento, Poulbot ha sempre avuto il significato il monello e la borsa venne chiamata una borsa audace, “monella” o “mascalzona”. Si blocca come una borsa a spalla, bombata e rotonda con cuciture tenute insieme da rivetti metallici, realizzati in pelle di colori vivaci come arancio, fucsia e blu elettrico.

Inoltre, Céline disegnò una mini-collezione ispirata alle strade di Parigi. Il nome, Macadam, è quello del materiale di cui la città è pavimentata e che ad ella regala una forte identità stilistica (risale, infatti, al 1854). La collezione durò una sola stagione. Céline possiede ora ben 63 boutique in tutto il mondo.

Un periodo difficile

Nell’ottobre 2004, Roberto Menichetti divenne direttore creativo, sostituendo l’americano Michael Kors come capo artistico della storica maison francese. A maggio 2005, dopo solo due stagioni, la collaborazione tra il designer italiano e la maison francese giunse, consensualmente, al termine.

Céline Primo negozio Célin a Firenze
Primo negozio Célin a Firenze

A giugno, un prestigioso negozio fu inaugurato a Firenze, nella centralissima via Tornabuoni (nel 2004 era già stata aperta una boutique a Roma in via Condotti). Fu una degna celebrazione del 66° anniversario della griffe, che, rispetto ai 4 anni precedenti, mostrò una crescita del fatturato del 50%.

Un anno dopo, la designer croata, Ivana Omazic, Ivana Omazic venne nominata direttrice artistica accettando la sfida di modificare l’immagine della griffe pur mantenendo intatte le caratteristiche di base, cioè quella côté sportswear propria della tradizione Celine. Ex consulente del marchio, Ivana Omazic in precedenza aveva anche lavorato con Prada, Jil Sander e Miu Miu. Lavorò per Céline fino al 2008.

Phoebe Philo

Il 4 settembre 2008 il Gruppo LVMH nominò Phoebe Philo nuovo direttore creativo e membro del consiglio di amministrazione. La designer concentra l’attenzione sugli asptti sartoriali e sui materiali di pregio. Vogue definì il nuovo look estetico che Phoebe Philo diede al brand come “cool minimal trend“.

Céline Phoebe Philo, collezione primavera/estate 2015
Phoebe Philo, collezione primavera/estate 2015

Nel 2014, all’auge, la Maison aprì nuovi flagship store a Mount Street (Londra), in Avenue Montaigne (Parigi), a Omotesando (Tokyo), a SoHo (New York) e in Plaza 66 (Shanghai). Alla fine del 2014, Céline aveva completamente rinnovato la sede al 16 di Rue Vivienne, edificio storico risalente al 1653: nella lista dei patrimoni nazionale, posizionato nel cuore di Parigi, originariamente fu di proprietà del re Luigi XIII.

Nel 2015, per essere fedele allo spirito minimalista di Céline, il marchio scelse uno dei più famosi scrittori americani, Joan Didion, come volto della campagna primavera/estate 2015.

Situazione attuale

Céline Collezione primavera/estate 2017
Collezione primavera/estate 2017

L’anno 2017 ha portato molti cambiamenti a Céline: primo fra tutti, Séverine Merle è entrata a far parte della maison come nuovo CEO. A febbraio, il marchio ha finalmente lanciato un account Instagram ufficiale, rafforzando la sua presenza sui social.

Il sito Web ufficiale di Céline è uno dei pochi siti di moda senza e-commerce, ma diventando le vendite online fondamentali per la moda, il 27 febbraio, Céline ha annunciato l’intenzione di voler riparare a tale mancanza.

Ad agosto, Céline è entrata per la prima volta nel mercato indiano, firmando una partnership esclusiva con Le Mill, un concept store di Mumbai. Dopo aver ricoperto la carica di direttore creativo per 8 anni, Phoebe Philo si prepara a lasciare Céline entro fine 2017.

Celine perde l’accento con Hedi Slimane

Il post di Instagram di Celine con il nuovo logo

Da Gennaio 2018 viene nominato un nuovo direttore Creativo Artistico e di Immagine, non uno qualunque, ma bensì Hedi Slimane, uno dei creativi più gettonati degli ultimi anni. Reduce da Yves Saint Laurent, il designer ha subito deciso di inserire una linea Uomo e una di Couture e di profumi.

Dopo dieci anni di direzione sotto l’occhio vigile di Phoebe Philo, il genio assoluto della moda degli anni 90 inizia ad incarnare le nuove generazioni nel brand Cèline.

GLI ULTIMI SVILUPPI

A settembre decide di azzardare una mossa coraggiosa, cambiare la comunicazione del marchio. Così prende in mano il profilo Intagram del marchio e cancella il passato, aprendo definitivamente un nuovo capitolo.

Una sola immagine appare al momento sul social network, così come nel suo sito ufficiale: quello di una specie di cortina di carta dorata, una sorta di sipario che sembra srotolarsi all’infinito, in attesa di svelare  la nuova strategia del marchio. Appare il nome CELINE, che ha perso il suo accento acuto, in lettere maiuscole nere su fondo bianco. Il nuovo logo si ispira  direttamente a quello storico degli anni ’60.

Il carattere tipografico è modernista, risalente agli anni ’30. L’accento scompare per motivi di riduzione e purezza. La menzione “Paris”, storicamente molto presente, torna in modo istituzionale nel nuovo concept di packaging e sulle griffe delle nuove collezioni, ma si precisa che l’indicazione Paris non apparirà sulle campagne pubblicitarie di Celine.

Hedi Slimane sceglie Lady Gaga come nuova ambasciatrice per svelare il suo nuovo modello di borsa, sobria e in pelle nera, subito pubblicata sui social della cantante.

Cleo Romagnoli

Cleo Romagnoli
Cleo Romagnoli

Cleo Romagnoli. L’apre nel 1937 Cleopatra Costa (1913) in via Gregoriana, usando il diminutivo del suo nome di battesimo e il cognome del marito. Nel corso della sua attività, ha realizzato cappelli e acconciature per Lucia Bosè, Leonor Fini, Ava Gardner ed Evita PerÆn. Negli anni ’50, ha collaborato con le firme della nascente moda italiana come Fabiani, Simonetta e sorelle Fontana, continuando poi con Barocco, Fendi, Lancetti e Valentino.

Chesterfield

Chesterfield. Soprabito maschile di moda nel XIX secolo. Prese il nome da Philip Dormer Stanhop, duca di Chesterfield, che per primo l’aveva lanciato all’inizio del ‘700. Diritto, con colletto a rever in velluto nero e abbottonatura nascosta. La linea Chesterfield fu poi adottata anche per capi femminili nel ‘900.

Ciré

Ciré. Tessuto impregnato di resine sintetiche che presenta una superficie lucida, liscia, quasi plastificata. È usato per capi sportivi, giacche a vento, pantaloni e soprattutto impermeabili. Di gran moda negli anni ’60, ha avuto un gran ritorno negli anni ’60.