Brand e Fashion designer,  C

Cavalli, Roberto

Cavalli, Roberto. Stilista italiano nato nel 1940, noto per le sue stampe esotiche e per la creazione della tecnica di sabbiatura per denim e jeans.

LE ORIGINI DI ROBERTO CAVALLI

Roberto Cavalli, classe 1940, ama essere definito “artista della moda”, forse per rammentare che il nonno era un illustre pittore macchiaiolo, autore di quadri esposti al museo degli Uffizi di Firenze, la sua città.

Lui stesso frequentò l’Accademia di Belle Arti e presto si interessò al rapporto fra moda e pittura, avviando nella sua stamperia un lavoro di ricerca sui materiali, sperimentando contemporaneamente nuove tecnologie. Negli anni ’60, a Parigi, brevettò un rivoluzionario procedimento di stampa sulla pelle e venne immediatamente notato da Hermès e Pierre Cardin. All’età di 32 anni presentò la sua prima collezione ufficiale al salone Prêt-à-Porter di Parigi.

Nel decennio successivo (’72) debuttò a Palazzo Pitti con i primi patchwork, considerati ormai la sua firma, che caratterizzano soprattutto jeans all’insegna del glamour. Aprì in questo periodo la prima boutique a Saint Tropez. Nell’80, sposò Eva Düringer. Roberto Cavalli, amante della pittura senese, possiede un’importante collezione d’arte con dipinti del ‘400 e del ‘600. Altra sua passione, i purosangue.

LO STILE ROBERTO CAVALLI

Cindy Crawford per Roberto Cavalli

La donna Cavalli ha una silhouette ben definita: gli abiti accarezzano il corpo, lo avvolgono con tessuti colorati a fantasia spesso sovrapposti.

La natura è fonte di ispirazione: manti di animali, paillette a squame di pesce, onde che si perdono nelle trasparenze del tessuto. L’impatto con la collezione è sempre forte: belve feroci, angeli e demoni si affacciano da una giacca, dai calzoni. Donne feline e grintose che nello stile Cavalli trovano una conferma della propria personalità, istintiva ed esibizionistica.

Ogni modello è mozzafiato: gli short e i corsetti per una Rossella O’Hara proiettata nel 2000, i blazer anatomici a stampe leopardo, coccodrillo, lince. Il serpente per sostituire maculati di ogni razza. Poi il nero delle bande giovanili, dal blouson del selvaggio Marlon Brando ai punk, ai metallari: sono in cervo morbidissimo i suoi inconfondibili, elegantissimi chiodi. Qualcosa di lunare per microgonne galattiche, e ancora jeans stampati ad antichi motivi barocchi.

Anna Falchi e Claudia Koll formano l’accoppiata vincente di una presentazione alle sfilate del prêt-à-porter di Milano, nel marzo del ’95. Schiaccia l’acceleratore per ottenere vibrazioni forti: eleganza sofisticata che si tinge di trasgressione. Lo stretch diventa ultrastretch: maestro della pelle, la tratta come fosse una tela da dipingere e il corpo pare tatuato.

LO SVILUPPO DEL BRAND

La prima boutique monomarca fu inaugurata a Venezia nel ’96. Il marchio Just Cavalli venne lanciato nel 2000 con una collezione uomo, donna, accessori, occhiali, orologi, gioielli, profumi, intimo e beachwear.

In quegli anni il marchio era distribuito in oltre 30 paesi, direttamente dagli show room di Milano, New York e Düsseldorf. Il mercato interno era leader con il 35% del fatturato (Europa 25, Asia 20). Russia in espansione, Usa già una conquista, con modelli in vetrina nei più importanti department store. Alla linea principale si sono, via via, affiancate CJ Cavalli Jeans, la linea uomo, gli occhiali prodotti da Marcolin e gli accessori femminili e maschili. Ultimo nato, l’underwear per la donna. La moglie, Eva Duringer, che lo affianca professionalmente, è stata Miss Universo.

Ad ottobre 2000, alla Milano Collezioni, un’intera giornata fu dedicata a Cavalli. Dopo la sfilata del mattino, venne inaugurato il primo negozio milanese in via della Spiga. L’anno seguente, e per i 5 successivi, la linea calzature uomo venne prodotta e distribuita da Roberto Botticelli. La collezione autunno/inverno 2001/2002 si ispirò al Far West con mocassini, stivaletti e soprattutto stivali, dai dettagli ricamati.

A marzo 2001 Cavalli disegnò due nuove linee per gli orologi prodotti da Sector. Per la collezione mare, usava il tessuto Sensitive di Eurojersey, eclettico e confortevole, personalizzandolo con le sue celebri stampe. A luglio, per festeggiare l’ingresso in Gran Bretagna, Eva e Roberto Cavalli accolsero gli ospiti in una tenda berbera che riportò un pezzo d’Africa al Momo, storico locale nel West End. Tra tappeti zebrati e vassoi in rame venne presentata la nuova collezione di occhiali, prodotta e distribuita da Marcolin.

FATTURATO 2001

Era previsto un fatturato di 280 miliardi di lire e invece, in chiusura di anno, la stima era di 300-350 miliardi. Vennero pianificate anche le successive aperture monomarca. Dopo Milano, Roma, Gedda, Parigi, New York e Venezia, aprì con nove grandi vetrine in via Tornabuoni a Firenze, nel Palazzo Viviani della Robbia. Lo storico caffè Giacosa era collegato alla boutique, pur contando l’ingresso indipendente. Ma soprattutto Cavalli puntava ai “nuovi” mercati: Hong Kong, Seul, Taipei e Mosca.

COLLEZIONE UOMO AUTUNNO/INVERNO 2002

A gennaio 2002 la nuova collezione uomo autunno/inverno 2002-2003 era ricercata, preziosa e stravagante, rinnovava lo stile del guardaroba maschile con l’ironia dell’eccesso e della fantasia. L’ispirazione veniva dall’Inghilterra vittoriana. La sfilata ebbe luogo nella cornice di Palazzo Vecchio a Firenze. Eccesso, provocazione, colore e divertimento per la mostra More and more more and more – The looks Roberto Cavalli Wants for You,curata da Italo Rota.

A febbraio 2002, la mostra Men in skirts alla Dress Gallery del Victoria and Albert Museum di Londra ospitò, tra gli altri creatori, anche Cavalli. Nata con l’intento di celebrare i designer che fecero della gonna un capo di abbigliamento maschile, l’esposizione era divisa in cinque temi: stili storici, kilt, esotismo, stili contro cultura e stili futuristici. Roberto Cavalli trovò il suo spazio naturale nella sezione Esotismo dove espose un kaftano di lino con stampe animal-tribali.

COLLEZIONE DONNA AUTUNNO/INVERNO 2002

L’autunno/inverno 2002/03 fu una sfilata divertente e vivace, ma anche autoironica, che propose capi come il tailleur nero di breitschwanz, le raffinate pellicce intarsiate, i soprabiti di vernice da donna-gatto e vestiti longuette di mussola a fiori delicati anche con maniche lunghe. Indossati da Cindy Crawford, lo stretto tubino scollato in agnello persiano viola, una pelliccia a spina di pesce e, infine, un lungo abito di raso bianco, ricamato con pantere e tigri di paillette, portato con un trench di lucidissimo pitone chiaro. Una novità il coloratissimo tessuto scozzese a telaio, usato per tailleur con la gonna stretta sui fianchi e poi scampanata a godet, per le giacchine da portare con i jeans, ma anche lavorato con applicazioni di stoffe fantasia ricamate a filo d’argento.

Collezione Roberto Cavalli SS2003

A maggio 2002, per l’85° Giro d’Italia, Cavalli disegnò le divise di Mario Cipollini e del suo team. Naturalmente stampate a zebra.

COLLEZIONE KIDS

Nel 2002 Roberto Cavalli Angels, collezione prodotta e distribuita da Simonetta, portò in passerella a Pitti Bimbo per la primavera/estate 2003 giacche in pelle chiara con applicati fiori colorati, giubbotti stampati a rettile, jeans gessati e salopette oversize in tessuto délavé. Ai piedi stivali scamosciati come quelli dei Navajo e in vita cinture di rafia colorata con perline e piume. Roberto Cavalli Devils era la nuova linea dedicata al bambino e ragazzino dai 4 ai 14 anni. Affiancò Roberto Cavalli Angels, la collezione per bambine e teenager prodotta e distribuita su licenza da Simonetta, che si occuperà anche del nuovo marchio.

Nel luglio 2002 si aprì a Roma, in piazza di Spagna, la prima boutique della linea giovane Just CavalliRoberto Cavalli e Ittierre (Gruppo It Holding) rinnovarono, con tre anni di anticipo, il contratto di licenza per la linea Just Cavalli, prolungandolo fino al 2010.

GLI OROLOGI ROBERTO CAVALLI

La linea di orologi disegnata per Sector Group raggiunse, nei primi sei mesi dell’anno, un fatturato di 3,9 milioni di euro, crescendo del 136%. Riaprì la Torre Branca, ex Littorio, a Milano: ai piedi della torre, fu inaugurato il Just Cavalli Café, con bancone disegnato da Ron Arad. Cavalli ricevette il premio The Provocateurs, destinato “a quelli che osano”. La cerimonia si svolse al Cipriani di New York, in occasione della diciannovesima edizione di Night of Stars, organizzata dal Fashion Group International.

Nel 2003, piatti zebrati, bicchieri rifilati d’oro, cuscini animalier per la casa firmata Cavalli. Stava fra il cow boy e il motociclista l’uomo che Cavalli ha presentato a Milano Moda Uomo.

OPENING IN AMERICA

Ad aprile 2003 fu aperto il quarto punto vendita negli Usa, inaugurato a Coral Gable (Miami), More more and more by Roberto Cavalli. Vi si trovavano tutte le collezioni (fuorché la prima linea), compreso il bambino, gli accessori e la casa. Le altre boutique in America erano quelle di New York in Madison Avenue, Bel Harbour in Florida e Las Vegas.

Il brand apertì anche una nuova boutique a Porto Cervo (Sardegna) e a Mosca, al 15 del Tretyakovskiy Passage di Mosca, prima boutique monomarca in Russia.

GLI EVENTI 

Nell’aprile 2004 Cavalli ospitò Le Cirque du Soleil a Milano e organizzò una serata per la prima dello straordinario spettacolo Saltimbanco. lo stilista, con l’aiuto creativo di Ettore Scola, trasformò un magazzino in un paradiso incantato.

A dicembre, Cavalli tornò a New York per ospitare la serata più esclusiva dell’anno, in occasione della mostra organizzata dal Fashion Institute del Metropolitan Museum of Art di New YorkWild fashion Untamed. Per celebrare l’evento, Cavalli organizzò una serata esclusiva: cocktail e un’anteprima della mostra, seguita da una cena per 300 ospiti internazionali.

A gennaio 2005, Just Cavalli aprì il primo negozio monomarca a Milano. Il progetto innovativo, un vero “negozio di fantasia”, era risultato della collaborazione tra Roberto Cavalli e Italo Rota. Con l’amico Dino De LaurentiisCavalli partecipò al film Il Decameron, diretto da David Leland, disegnandone i costumi. Il cast includeva: Hayden Christensen, Mischa Barton e Tim Roth. Roberto Cavalli ha anche collaborato con Tre Italia, il primo videocitofono di marca. Il progetto prevedeva una donazione alla Fondazione Veronesi per la ricerca sul cancro.

Roberto Cavalli collaborò con Pragma Group (2009) e aprì il suo primo locale notturno, Just Cavalli, a Firenze. La location era una chiesa del XV secolo: presto il club aprì anche a Milano. Questa iniziativa imprenditoriale prevedeva un piano quinquennale per aprire altri 3 Cavalli Clubs e 15 Cavalli caffè.

40° ANNIVERSARIO

Nel 2010 Cavalli festeggiò il 40° anniversario. Il 29 settembre il brand tenne un evento di gala all’Ecole National Superieure des Beaux Arts. Molte celebrità vi parteciparono: Naomi CampbellTaylor Swift, Leona Lewis, Heidi Klum. Alcuni dei disegni distintivi di Cavalli furono esposti alla galleria dell’Ecole National Superieure des Beaux Arts. La celebrazione continuò alla settimana della moda milanese, dove Roberto Cavalli presentò la collezione primavera/estate 2011 all’Arco della Pace.

Nel 2011 Roberto Cavalli siglò un accordo di licenza quinquennale con la Compagnia delle Pelli per il lancio di una nuova linea di accessori “CLASS Roberto Cavalli”. Iniziò anche ad offrire borse uomo e donna e piccole collezioni di pelletteria. Un anno dopo, con il partner indiano Infinite Luxury Brands, Roberto Cavalli lanciò il primo negozio in India e un nuovissimo Cavalli Cafe a Nuova Delhi.

DIRETTORI CREATIVI

Nel 2013 Yvan Mispelaere, ex chief designer di DIANE VON FURSTENBERG, fu nominato primo design director di Roberto Cavalli. Svelò la sua prima collezione per l’autunno/inverno ’14. Un anno dopo, Roberto Cavalli, prima della sfilata autunno/inverno di Just Cavalli Women, esclamò di non volersi coinvolgere con le celebrità per promuovere il suo marchio e incoraggiò il mondo della moda a girare le spalle alle celebrities.

A marzo 2015 Peter Dundas è stato indicato come nuovo direttore creativo di Roberto Cavalli. Questo designer norvegese era stato direttore creativo per Emilio Pucci e, infatti, aveva lavorato a stretto contatto con Roberto Cavalli, proprio quando stava rilanciando il brand senza esclusione di colpi (2002-2005).

A gennaio 2016 Peter Dundas ha presentato la sua prima collezione, con uno stile che tanto doveva a quello originale della casa di moda di Firenze. Concentrò la sua attenzione su sensualità, femminilità e freddezza. Questo ritorno sottolineò la capacità dello stilista di mescolare giorno e notte, eleganza, bellezza e ferocia. Gli accessori erano stivali e orecchini con ciondoli.

CLESSIDRA SGR RILEVA ROBERTO CAVALLI

Un mese dopo, la società di private equity Clessidra SGR acquisì il 90% della casa di moda italiana. Nel febbraio 2016, Roberto Cavalli diventò il primo fashion brand ad aprire un negozio in Iran. Renato Semerari ha lasciato il gruppo a causa di differenze strategiche, mentre Gian Giacomo Ferraris è stato nominato nuovo Amministratore delegato della società. In ottobre, Peter Dundas lasciò il brand dopo solo un anno.

Nel frattempo, Gian Giacomo Ferraris ha annunciato una riorganizzazione completa della società, comprese chiusure di negozi e tagli severi all’organico globale; quasi il 30% delle posizioni furono eliminate, gli uffici di Milano chiusi e tutte le funzioni trasferite a Firenze. I dipendenti di Roberto Cavalli sono intervenuti immediatamente dopo il drammatico piano di ristrutturazione e hanno manifestato con uno sciopero di otto ore.

SITUAZIONE ATTUALE

Nel maggio 2017 Roberto Cavalli ha dato il benvenuto al nuovo direttore creativo, lo stilista britannico Paul Surridge. Surridge si è laureato alla Central Saint Martins e ha lavorato con Calvin Klein, Burberry e Jil Sander. Paul Surridge ha presentato la sua prima collezione donna primavera/estate 2018 durante la settimana della moda di Milano.

La sfilata autunno/inverno 2018, firmata dallo stilista, esplora la correlazione tra moda maschile e femminile ponendo l’attenzione su un punto cardine dello stile Roberto Cavalli: la sensualità. In passerella, denim impreziositi da profili in pelliccia e abiti da sera lavorati in maglia.

Nell’ottobre del 2018 l’azienda firma una partnership con Damac Properties per la realizzazione di hotel e appartamenti di lusso a firma Roberto Cavalli, a Dubai. Questo accordo dà il via all’espansione della griffe nel segmento lifestyle.

Paul Surridge

È il 2019 quando Paul Surridge si dimette da direttore creativo con la premessa di perseguire i suoi progetti privati. Nel giro di poco tempo, nell’aprile del 2019, Roberto Cavalli avvia la liquidazione delle operations in Nord America. La richiesta, approvata dal Tribunale di Milano, permette a Hussain Sajwani (presidente della Damac con sede a Dubai) di acquisire il marchio per 160 milioni.

Nonostante l’opposizione dei sindacati, nel maggio 2020 Cavalli annuncia la chiusura della sede toscana e il trasferimento del quartier generale, a Milano. Il trasferimento di tutti i 170 dipendenti, insieme alla procedura commerciale e amministrativa, viene avviata nel settembre 2020. Anche se le ragioni rimangono segrete, la mossa sembra ricondursi nel percorso di ristrutturazione del marchio. Nello stesso periodo, Gian Giacomo Ferris (ex Versace) si dimette dal ruolo di amministratore delegato.

Durante i suoi quattro anni di permanenza, Ferris guida Cavalli fuori dalla crisi con strategie rigorose, adottando campagne di comunicazione efficaci, collaborando con VIP e studiando investimenti per riposizionare la griffe. Tutti gli sforzi azzerati dalla pandemia imprevista nel 2020.

Fausto Puglisi, il suo ingresso in Roberto Cavalli

Dopo un anno nell’ufficio creativo, Fausto Puglisi entra a far parte di Roberto Cavalli nell’ottobre 2020 nel ruolo di head designer.

Lo stilista siciliano porta con sé una decennale esperienza lavorativa con la sua eponima griffe che concentra la sua arte creativa attraverso i temi dell’inclusione, della bellezza e del dialogo tra culture, diversità ed estetica multietnica. Puglisi presenta la sua reinterpretazione di Roberto Cavalli, svelando la sua prima collezione per il marchio nel gennaio 2021.

 

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