Azzedine
A,  Brand e Fashion designer

Azzedine, Alaïa

Azzedine Alaïa (1935-2017) è uno stilista.

Nasce a Tunisi, figlio di una famiglia di umili origini. Mente relativamente alla propria età per poter accedere al locale istituto delle belle arti a Tunisi dove studia scultura. Terminati gli studi Alaïa inizia a lavorare come assistente di un sarto. Successivamente nel 1957 si trasferisce a Parigi, per lavorare nel campo del design della moda. Nella capitale francese, Alaïa viene assunto presso Christian Dior.

Gli inizi

Le sue capacità ed il suo talento non tardano a farsi notare e, chiamato da Guy Laroche, si trasferisce a New York. Dopo due stagioni di successo sarà la volta di Thierry Mugler con cui concluderà la collaborazione per tornare a Parigi e aprire il proprio atelier nell’appartamento in rue de Bellechasse, sulla Rive Gauche della Senna, nei tardi anni Settanta.

Nei ventennio a seguire, nel piccolo atelier di Parigi, Alaïa realizzò i suoi famosi abiti da sera per alcune delle più importanti donne dell’alta società francese. Tra queste Marie-Hélène de Rothschild e Louise de Vilmorin. La sua capacità sartoriale, il suo approccio artigiano e manuale all’abito e la sua formazione nell’ambito della scultura, applicate ai filati e ai processi industriali per la realizzazione di maglieria, hanno permesso a questo talentuoso stilista di creare abiti eleganti e iconici, e guadagnarsi un posto speciale nella storia della moda contemporanea. La sua carriera prende il volo anche grazie a due potenti fashion editor del tempo, Melka Tréanton di Depeche Mode e Nicole Crassat di Elle Francia, che lo inseriscono in moltissimi editoriali dei rispettivi giornali. Nel 1980 è la volta della sua prima linea di prêt-à-porter.

Il successo di Azzedine

Azzedine Alaïa ottiene un buon successo di critica. Poi nel 1984 sarà insignito di due prestigiosi premi durante la cerimonia di premiazione degli Oscar della Moda indetta dal Ministero Francese della Cultura. Vinse miglior stilista e migliore collezione dell’anno. Durante la seconda metà degli anni Ottanta, grazie all’involontaria sponsorizzazione fornitagli dalla famosa designer e architetto francese Andrée Putman, le collezioni Alaïa iniziarono ad essere vendute anche negli Stati Uniti. La designer fu fermata per strada dal buyer del department store newyorchese Bergdorf Goodman che le chiese di chi fossero i capi che indossava. Dal 1988 aprono le boutique di Beverly Hills, New York e Parigi.

In poco tempo le creazioni pulite e al contempo seducenti dello stilista, sulla scia del successo del fenomeno supermodel che nelle pagine di Vogue Italia e Vogue USA venivano riprese dai più importanti fotografi con indosso i suoi capi. Iniziarono ad essere sempre più richieste da celebrità come Grace Jones (che indossa i suoi abiti nel film Agente 007 – Bersaglio mobile), Tina Turner, Raquel Welch, Madonna, Brigitte Nielsen, Naomi Campbell, Stephanie Seymour, Carine Roitfeld, Franca Sozzani e Carla Sozzani.

Azzedine
Azzedine Alaïa e Naomi Campbell per Vogue.

La scomparsa dalla scena

A metà anni Novanta in seguito alla morte della sorella gemella, Alaïa scompare dalle scene, pur continuando a lavorare per una clientela ristretta e producendo le linee di prêt-à-porter. Nel 1996 ha partecipato alla Biennale della Moda a Firenze allestendo un’istallazione in tema con le opere del suo amico e artista Julian Schnabel.

Importante la sua collaborazione con il Gruppo Linea Più, azienda italiana leader nella produzione di filati per maglieria. Questo lo ha condotto allo sviluppo di filati e tecnologie che hanno rivoluzionato il mondo della maglieria. Nel 2000 ha firmato un accordo con il gruppo Prada, grazie al quale il nome del marchio Alaia è ritornato in auge nel luglio 2007. Nonostante l’accordo firmato con l’azienda italiana, Azzedine Alaïa rimane fedele alla sua idea di lusso discreto e slegato dai trend imposti dal mercato. Continua infatti a disegnare abiti sartoriali, al limite della couture, e dalla decisa cifra stilistica. Li presenta ogni stagione fuori dal circuito ufficiale della settimana della moda francese nella sua abitazione/studio/atelier parigino al numero 18 di rue de la Verrerie nel Marais.

La fondazione Azzedine Alaïa

La vita di Azzedine Alaïa era piena di arte, design, architettura, musica, teatro e tutto ciò che riguarda la creatività. Era un avido collezionista, con una vera compulsione al collezionismo. A partire dagli anni ’50, Alaïa girava per i mercatini delle pulci e dell’usato comprando pezzi di designer come Jean Prouvé, decenni prima che chiunque altro si accorgesse dello stesso. Il loro interesse per la purezza della forma si riflette nelle sue inclinazioni nella scultura.

Nel 2007, Alaïa insieme ad alcuni amici, Carla Sozzani e il suo partner di una vita Christoph Von Weyhe fonda l’Associazione Azzedine Alaïa per preservare il suo lavoro e le sue proprietà. L’associazione diventa poi la Fondazione Azzedine Alaïa, situata nella sede parigina del brand. La fondazione conserva ed esibisce i suoi lavori, insieme alle opere d’arte della sua collezione personale.

Il museo si compone di due gallerie per le mostre e un negozio di libri e ha preso forma un anno dopo la morte dello stilista. La Fondazione è stata riconosciuta nel 2020, per decreto del ministero degli interni francese, come un’istituzione di pubblica utilità

Je Suis Couturier

La prima esibizione curata dalla Fondazione ha luogo nel 2018. Come un’ode al defunto Alaia, l’esibizione contiene 41 vestiti disegnati dallo stilista e viene organizzata nel quartier generale della fondazione a Marais, dando ai visitatori la possibilità di intravedere i progressi della fondazione.

Alaia & Balenciaga – Scultori della forma

Sviluppando l’idea nascente di Hubert De Givenchy, l’esibizione mostra i design di Cristobal Balenciaga e Azzedine Alaia in parallelo. Le similarità filosofiche tra i due designer, nonostante il fatto che non si siano mai incontrati, accompagnano tutta l’esibizione. Curata da Olivier Saillard all’inizio del 2020, la mostra vuole creare una conversazione spinta dalla passione che entrambi i deisgner avevano per la moda. Alaia aveva tra l’altro collezionato diversi capi di Balenciaga nel corso degli anni.

Taking Time

Taking Time è un libro postumo (2020) che racconta la conversazione tra Alaia e i suoi amici. La raccolta inizia nel 2013, anni prima della morte dello stilista. Alaia aveva detto più volte di non voler scrivere una biografia. Piuttosto voleva raccogliere le conversazioni a cui lo stilista aveva partecipato nel corso degli anni, per servire sia come autoritratto sia come manifesto. La prefazione del libro è scritta da Naomi Campbell. Redatto dallo scrittore francese Donatien Grau e pubblicato sia in francese che in inglese, Taking Time riporta anche alcune dichiarazioni dell’attrice Charlotte Rampling, dell’artista e cineasta Julian Schnabel e dello stilista Ronan Bouroullec.

Azzedine Alaia – The Editions

Rendendo omaggio all’eredità di Azzedine Alaia, insieme alla collezione primaverile 2021, sono stati esposti 30 outfit del periodo che intercorre tra il 1981 e il 2017. Il guardaroba emblematico viene lanciato con una performance artistica, presentata da Naomi Campbell. The Editions continua con alcuni pop up nei luoghi in cui ci sono gli store dl brand, comprese le città dove ci sono i flagship, ovvero Parigi, Dubai e Londra.

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