A,  Negozi e E-commerce

Asos

Asos, acronimo di AsSeenOnScreen. E-commerce di moda e cosmesi fondato a Londra nel 2000 da Nick Robertson e Quentin Griffiths.

È tra i maggiori siti di moda presenti sul mercato, un vero contenitore del fashion system rivolto, soprattutto, alla nuova generazione.

Con oltre 850 marche prevalentemente di moda e beachwear low cost (tra cui l’omonima griffe), fanno di Asos uno dei più influenti retailer sul web. Una crescita costante sul mercato che porta, nel 2011, ricavi per 495 milioni di sterline, pari al +46% rispetto al 2010. Obiettivo di crescita raggiunto grazie al lancio di siti internet specifici per i diversi Paesi, tra i quali Australia, Spagna e Italia. Nel 2012, Brian McBride (ex manager di Amazon UK, Dell e IBM) riceve la nomina di nuovo presidente della società.

Il fallimento di Asos in Cina

Tra i progetti di Asos c’è anche la conquista del mercato cinese (dopo l’inaugurazione della piattaforma russa) attraverso l’iniziativa sviluppata assieme alla società Hybris: una piattaforma specializzata per lo shopping attraverso smartphone e tablet. Il progetto non decolla come sperato e nel 2016 i vertici si vedono costretti ad abbandonare la Cina puntando su mercati più favorevoli come gli Stati Uniti.

Nel 2013 l’esecutivo di Asos perde James Hart, che si era impegnato a lanciare il marketplace del retailer. In compenso, Anders Holch Polvsnen diventa azionista di maggioranza. Un anno nero è quello 2014: l’e-commerce crolla precipitosamente in borsa perdendo il -30%. Problemi ancor più gravi arriveranno nel giro di poche settimane, nel giugno dello stesso anno quando, un incendio all’interno del suo magazzino a Barnsley, nel South Yorkshire in Gran Bretagna, costringe il gruppo a sospendere per un intero week-end tutti gli ordini. Il rilancio del negozio online non si farà, comunque, attendere. Sul finire del 2014 vola in borsa con vendite che crescono a doppia cifra e che fanno tremare il concorrente italiano, Yoox. Il gruppo ha anche annuncia la nomina di Nick Beighton, già direttore finanziario e nuovo COO.

Campagna Asos

L’uscita di Scena di Nick Robertson

Dopo solo quindici anni dalla sua fondazione, Nick Robertson lascia la sua posizione in Asos pur mantenendo l’8,4% delle quote, dal valore di circa 180 milioni sterline. Al suo posto, nel ruolo di nuovo amministratore delegato, Nick Beighton, già chief operating officer di Asos. Tra i nuovi obiettivi, complice anche il calo della sterlina, vi è riportare la produzione in UK e, nel 2016, assumere 1.500 nuovi dipendenti, che si andranno ad aggiungere all’organico attuale di circa 2.500 persone.

Lo sportswear entra a gamba tesa in Asos.

Dopo aver introdotto in store colossi dello sportswear come Adidas, Puma, Ellesse, Nike e Reebok, Asos lancia la sua linea di abbigliamento sportivo. La collezione è composta  da capi adatti allo yoga, alla corsa, al fitness, al surfing, allo sci, allo skateboarding e allo snowboarding. Il suo lancio ha registrato rallentamenti a causa dell’omonimia con un altro marchio svizzero (Assos) legato al mondo dello sport. Per avviare questo nuovo progetto, il retailer inglese ha dovuto pagare una penale di 20,2 milioni di sterline per poter approdare nel segmento sportivo con il proprio nome. L’unica limitazione è nella produzione di capi riservati al settore ciclistico riservato, appunto, ad Assos.

L’alleanza con Indetix

Al portfolio di brand che hanno aderito al progetto Asos (tra cui Oysho e Pull&Bear si aggiunge, nel 2017, Stradivarius: brand della moda low cost in orbita agli spagnoli di Indetix, già in vendita anche su Zalando, Topshop, Gap e OVS.

Cambio ai vertici e novità eco-sostenibili

E’ il 2018 quando Adam Crozier (ex ceo di ITV) succede a Briand McBride, dal 2012 alla carica di presidente Asos. Con Crozier il retailer preme l’acceleratore sulla sostenibilità lanciando la “selezione etica”, ovvero una micro area dove è possibile acquistare capi e accessori eco-friendly, ricavati da plastica e altri materiali riciclati. Nello stesso anno, nel 2019, il patron di Asos, Anders Holch Polvsnen, perde tre dei suoi quattro figli durante l’attentato terroristico in Sri Lanka.

Nel febbraio 2021 la piattaforma inglese, attraverso una nota formale rende nota l’acquisizione di Topshop, Topman, Miss Selfridge e Hiitper (controllate da Arcadia group) per un totale di 295 milioni di sterline. “Questa acquisizione – si legge nella nota di Asos – rappresenta un’opportunità strategica convincente a sostegno della nostra mission di diventare la destinazione numero uno per i ventenni amanti del fashion in tutto il mondo. Questi sono marchi forti, che hanno un’ottima risonanza sulla nostra nostra customer base. La brand equity è molto forte nel Regno Unito, ma queste realtà hanno una presenza consolidata sia negli Stati Uniti che in Germania, due dei nostri mercati chiave”.

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