Zecca

Sartoria romana d’alta moda. Fondata all’inizio degli anni ’20 dal cavaliere Nicola Zecca e da sua moglie, aveva sede nella centrale via Ludovisi, al 46. Avviò da subito stretti legami con la couture e la tradizione francese. Due abiti su modelli di madame Vionnet e di Chanel, eseguiti da Zecca per la principessa Giovanelli, si possono oggi ammirare alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze, donati da Umberto Tirelli. La ditta Zecca era accreditata come fornitrice della Real Casa, aveva assidui contatti con le case di moda d’oltralpe grazie all’apporto di Mario Vigolo, figurinista e attento osservatore, che periodicamente andava a Parigi e tornava ricco di notizie, di spunti, di informazioni e soprattutto di disegni, che forniva anche a Nicola Zecca. Negli anni dell’autarchia e della nascita dell’Ente Moda, Zecca si trovò schierato con convinzione a favore di una moda nazionale, diventando il promotore di un prodotto rigorosamente italiano e acquistando maggior fama specie per la sua abilità artigianale. I suoi abiti erano molto ambiti dalla buona borghesia dell’epoca. Ma nell’immediato dopoguerra la ditta, per rispondere alle esigenze anche della nuova clientela, ritornò a comperare moda francese: soprattutto attraverso Rina Modelli a Milano. Alla chiusura della ditta, a fine anni ’60, l’archivio venne acquistato da Tirelli. In quello cartaceo si può reperire una serie di modelli fotografati trent’anni prima per il vaglio di italianità dell’Ente Moda: in basso, stampigliata a secco, hanno la marca oro, simbolo a tutti gli effetti di un’autentica creazione italiana. La vasta clientela della ditta Zecca passò ad Antonio De Luca che seppe riprendere la tradizione e lo stile della grande sartoria.