Worth

Maison d’alta moda creata da Charles Frédérick Worth (1825-1895). Importante figura di creatore di moda del XIX secolo, inventore del concetto di haute couture, fu personalità capace di capovolgere il secolare meccanismo di diffusione delle mode, imponendo il proprio gusto di uomo borghese alle più illustri aristocrazie europee e riuscendo a imprimere ai suoi modelli valore e unicità attraverso la propria etichetta. Nato a Bourne, nel Lincolnshire, inizia a lavorare all’età di 12 anni come commesso a Londra, prima da Swan & Edgar e poi da Lewis & Allemby, grandi empori specializzati nella commercializzazione di stoffe, tappezzerie, scialli e sete. Giovane e ambizioso, nel 1845 decide di trasferirsi a Parigi, capitale del gusto e della moda internazionali, intraprendendo la carriera di venditore nel celebre “magasin de nouveautés” Gagelin in rue Richelieu. Dopo solo cinque anni, riesce ad aprire un reparto sartoria divenendone il responsabile. Il 1853 è l’anno delle nozze tra Napoleone III ed Eugenia di Montijo: la maison Gagelin fornitrice ufficiale del corredo dell’imperatrice, assurge alle cronache mondane, partecipando contemporaneamente alle Esposizioni Universali di Londra del 1851 e Parigi del 1855. Proprio qui Worth ha occasione di esporre una sua creazione originale, un manto di corte ispirato a modelli dell’antichità classica. Nel 1857-58 decide di lasciare Gagelin per avviare una propria attività, assieme a un socio di origine svedese, Otto Bobergh, al 7 di rue de la Paix, anonima strada parigina che grazie alla sua impresa diverrà la più celebre della capitale. Gli inizi difficili, con una gestione di venti operaie e la collaborazione della moglie Marie Vernet, mannequin conosciuta da Gagelin, sono presto coronati dal successo, ottenuto attraverso un abito per la principessa Pauline de Metternich, moglie dell’ambasciatore prussiano alla corte di Francia. Presentato da quest’ultima all’imperatrice Eugenia, nel 1859 diviene sarto ufficiale di corte, specializzandosi in toilette da sera e in abiti da ballo in tulle operato e merletto, e interpretando in maniera personale il gusto spagnolo della Montijo attraverso boleri, pizzi e mantiglie dalle tinte decise. Dopo aver portato la cage-crinoline alla sua massima espansione nel 1859-60, con esemplari arricchiti da centinaia di volant, dal 1865 inizia a ridurne progressivamente l’ampiezza, cogliendone in anticipo la saturazione. Al suo posto propone prima la demì-crinoline e poi la tournure (o pouff), definitivamente sancita nel 1867-68, che relegava drappeggi e imbottiture sulla parte posteriore dell’abito, appiattendo il davanti della gonna. Sarà lui dunque a stabilire un ritmo diverso nell’avvicendarsi delle mode, introducendo varianti di forme e novità, inventando anche nuove tipologie di vestiario come l’abito princesse, realizzato la prima volta per l’imperatrice Eugenia e per Alessandra del Galles. Questa foggia si presentava come una veste sciolta e comoda, cucita senza tagli in vita, diversa dai consueti abiti femminili del tempo, composti da gonna e corsetto staccati. Così Worth introdurrà il concetto di novità nei guardaroba quasi immutabili del tempo. Utilizzando stoffe sontuose e lavorazioni esclusive, contribuì dopo il 1871 a rilanciare le seterie di Lione, spingendo i produttori tessili a elaborare disegni e tipologie sempre diverse e di grande attualità. Sciolta la società con Bobergh, causa anche la forzata chiusura dovuta al conflitto franco-prussiano, nel 1874 i due figli Jean Philippe e Gaston entrano nell’impresa familiare affiancando il padre nella parte creativa il primo, e nell’amministrazione il secondo, permettendo così il consolidamento e l’espansione della sartoria. Fornitrice delle corti di Francia, Austria, Svezia, Italia, Spagna e Russia, dopo l’avvento della Repubblica la casa di mode si orienterà verso la nuova borghesia industriale, verso il mondo della politica e dello spettacolo, aprendosi all’atmosfera mondana della Belle Époque. Detentore indiscusso del gusto e dell’eleganza della seconda metà dell’800, Worth sarà il primo a introdurre concezioni commerciali e sartoriali innovative: a lui il merito di aver diviso la moda in stagioni e di aver pensato di fornire cartamodelli delle sue creazioni sul mercato internazionale, preferendo diffondere personalmente le proprie idee, piuttosto che cedere alle imitazioni. L'”artiste en robe” muore a Parigi nel 1895 lasciando in eredità ai figli il proprio impero. Dopo un primo periodo di successi, questi faticheranno a portarlo avanti perché la concorrenza si era nel frattempo irrobustita. La maison procede con alterne vicende per tutta la prima metà del ‘900. Nel 1950, viene assorbita da Paquin.