Vionnet

Madeleine (1876-1975). Sarta francese. Ha sublimato il taglio sbieco e ha portato molte innovazioni nella moda parigina fra le due guerre. Ha rivoluzionato la tecnica sartoriale tanto da essere paragonata, nella haute couture, ai protagonisti delle avanguardie pittoriche del ‘900. Spesso, tagliava i suoi vestiti in un unico pezzo, maniche comprese. Puntava soprattutto alla perfetta caduta dell’abito. Nel 1973, il Metropolitan Museum di New York le ha dedicato, lei vivente, una grande retrospettiva. Nel ’90, le Editions du Regard hanno pubblicato una sua biografia: Vionnet di Jacqueline Demornex. Impara il mestiere in un negozietto della banlieue di Parigi. A 21 anni, dopo un più raffinato apprendistato in una boutique di biancheria intima di rue de la Paix, un divorzio e il dramma della morte di una figlia, espatria a Londra e lavora per la sarta Kate Reilly. Quando, nel 1901, rientra in Francia ha tali credenziali da essere assunta come première da Madame Gerber, stilista delle sorelle Callot. Nel 1907 entra da Doucet e vi resta per cinque anni, creando abiti che, in controtendenza rispetto agli ultimi fuochi del Liberty, semplici e aerei, fa indossare alle mannequin senza corsetti, busti (anche Poiret li aveva eliminati) e scarpe. Nel ’12 apre la sua maison. Due anni e deve chiudere perché scoppia la prima guerra mondiale. Alla fine del conflitto, il suo taglio sbieco, i suoi ricchissimi drappeggi, che prova e riprova su un manichino di 80 centimetri e con una generosità di stoffa che non bada a spese, le garantiscono l’assoluta ribalta. Nel ’22 la maison s’insedia al 50 di Avenue Montaigne. Una decina d’anni dopo, il successo è testimoniato da 20 atelier su cinque piani e da più di 1000 fra première, direttrici, vendeuse, tagliatrici, sarti e sarte, impiegati amministrativi, commessi e fattorini. La stilista ha nella sarta Marcelle Chapsal il suo alter ego. Lavorava con lei dal ’12 e l’associa, dividendo la casa di moda in due divisioni. Le sue creazioni (quasi sempre in crêpe, crêpe de chine, gabardine e raso) erano così particolari, destrutturate e panneggiate che spesso le clienti avevano bisogno di vere e proprie lezioni per imparare a indossarle. Fece scuola e fu imitatissima anche quando, nel ’35, sterzò sul romanticismo, sui volant di taffetà. Aveva chiuso nel ’14, allo scoppio della prima guerra mondiale. Chiuse definitivamente e si ritirò nel ’39, all’inizio della seconda. Aveva 63 anni. Morirà 36 anni dopo, quando le mancava pochissimo a compiere un secolo di vita. Nel marzo 2003 la famiglia Watelin de Lummen, proprietaria del nome Madeleine Vionnet annuncia il rilancio del marchio. La creazione della collezione prêt-à-porter viene affidata a Maurizio Pecoraro mentre, grazie a un accordo con uno sceicco, viene aperta una boutique Vionnet nel lussuoso mall Villa Moda, in Kuwait. Nel 2006 la stilista greca Sophia Kokosalaki approda alla direzione creativa del marchio, sostituita nel 2007 da Marc Audibet, che rimarrà in carica per soli sei mesi. A inizio 2009, il marchio Vionnet viene acquisito da Matteo Marzotto: a capo del team creativo viene nominato Rodolfo Paglialunga, ex collaboratore di Romeo Gigli e di Miuccia Prada.