Van Cleef & Arpels

Gioielleria francese. Le creazioni della maison parigina — fondata nel 1906 da Alfred Van Cleef (1873-1938) e dai cugini Charles, Julien e Louis Arpels, esperti in pietre preziose — hanno realmente fatto storia. La sede principale era ed è in place VendÂme, ma nel giro di pochissimi anni a essa si affiancarono i negozi di Nizza, Deauville, Vichy, Cannes. I primi anni ’20 videro i gioielli Van Cleef & Arpels interpretare con tempestività lo stile orientale e neo egizio che furoreggiava nei salotti francesi. Il Déco era alle porte. Nel ’29 si inaugurò il negozio di New York, nel ’35 quello di Montecarlo. Negli anni ’30, si definì lo stile della maison che propose creazioni totalmente innovative adottando un tipo di montatura prima mai utilizzato: il serti invisibile. Questo accorgimento tecnico, che permetteva di presentare le gemme senza lasciar intravedere il metallo sottostante, diede il via a una produzione giocata soprattutto su modelli d’ispirazione floreale — rose, camelie, crisantemi, foglie d’edera — e animalier. Alla stessa epoca risale l’invenzione del bracciale Ludo Hexagone, costruito su maglie geometriche a forma di caselle d’alveare. Apprezzatissime inoltre le clips, tra cui le famose Passe-partout (’38), da indossare separatamente sul rever della giacca o, insieme, montate su collier chaïne-serpent. Fu soprattutto merito di Louis Arpels, con le sue molteplici conoscenze nell’ambito del jet set, se la maison incontrò tanto successo in tutto il mondo. Sensibile nel captare le suggestioni offerte dalle tendenze del gusto e dai fatti d’attualità, la maison lanciò varie creazioni di carattere innovativo come la collana zip (o “fermeture éclairé”), ispirata alla cerniera lampo, e il collier “coriphée”, composto da una serrata fila di ballerine in oro con tutù di brillanti. Negli anni ’50, trionfò la lavorazione a merletto del filo metallico intrecciato, ritorto, godronato. Nacquero le clips a cristaux de neige. La firma fece storia anche per quanto riguarda gli accessori preziosi. Le minaudières degli anni ’20, borsette da sera in veste di astuccio in oro e gemme, sono ancor oggi famose. L’azienda, affermatasi a livello internazionale con gioielli, profumi e orologi (notevole l’espansione sui mercati orientali), attualmente è guidata dalla terza generazione Arpels che ha conservato il 20 per cento delle azioni, mentre nel ’99 il 60 per cento è stato acquistato da Cartier.